Codex Vitae (CK)

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Codex Vitae

Genere: Avventura

Produttore: Sunset Boulevard Films

Regia: Chris Columbus

Cast: Max Irons, Rose Leslie, Anthony Hopkins, Devon Murray, Robert De Niro, Shiloh Fernandez, Diana Rigg, Tom Waits, Liam Cunninga, Sam Clafin, Taylor Kitsch

Data di uscita: 13/03/2015

Trama: La crisi ha centrifugato Clay Jannon (Irons) fuori dalla sua vita di rampante web designer di San Francisco, e la sua innata curiosità, la sua abilità ad arrampicarsi come una scimmia su per le scale, nonché una fortuita coincidenza l’hanno fatto atterrare sulla soglia di una strana libreria, dove viene immediatamente assunto per il turno… di notte. Ma dopo pochi giorni di lavoro, Clay si rende conto che la libreria è assai più bizzarra di quanto non gli fosse sembrato all’inizio. I clienti sono pochi, ma tornano in continuazione e soprattutto non comprano mai nulla: si limitano a consultare e prendere in prestito antichi volumi collocati su scaffali quasi irraggiungibili. È evidente che il negozio è solo una copertura per qualche attività misteriosa… Clay si butta a capofitto nell’analisi degli strani comportamenti degli avventori e coinvolge in questa ricerca tutti i suoi amici più o meno nerd, più o meno di successo, fra cui una bellissima ragazza, geniaccio di Google(Leslie) … E quando alla fine si decide a confidarsi con il proprietario della libreria, il signor Penumbra (De Niro), scoprirà che il mistero va ben oltre i confini angusti del negozio in cui lavora…

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Recensione (Matruccio della Dreaming Studios)

L’ultimo film sfornato dalla Sunset Boulevard Films è “Codex Vitae”, nelle sale già da tre settimane e subito piazzatosi sul podio del box office.
Tratto dal romanzo fantasy “Il segreto della libreria sempre aperta” di Robin Sloan, l’intreccio ruota attorno ad una strana libreria aperta 24 ore su 24, ad un gruppo di giovani ragazzi ed in particolare a Clay, che vi lavora come commesso notturno, e soprattutto alla figura del suo proprietario Penumbra, il cui nome evoca un ché di misterioso e oscuro.
Viste le premesse, il titolo, la location, i personaggi e le situazioni che ci vengono presentate nella primissima parte del film, gli ingredienti per veder confezionato un bel film acchiappa pubblico ci sono tutti. Non manca nulla, dal codice vecchio 500 anni alla setta segreta, dalla stanza sotterranea e segreta dove si svolgono le riunioni degli adepti fino al misterioso enigma la cui soluzione dovrebbe portare alla scoperta dell’immortalità.
La caratterizzazione dei personaggi non è da meno: tutti giovani e belli i ragazzi, la ragazza in gamba che fa innamorare il bel Clay, gli amici abbastanza nerd e pronti a dare una mano all’amico; Penumbra, enigmatico e misterioso, ma alla fine buon uomo che si mette dalla parte dei ragazzi, e l’antagonista di turno, Marcus Corvina, che cerca di mettere i bastoni fra le ruote.
Tutto perfetto? Purtroppo no. Ciò che all’inizio, e fino a buona metà del film, sembra un avvincente e promettente garbuglio non troppo chiaro ma capace di mettere il pubblico nell’attesa di un grandioso finale, alla fine si scioglie in una piuttosto deludente soluzione che arriva senza neppure un qualche colpo di scena d’effetto, e che non soddisfa quindi l’appetito degli spettatori più esigenti, rendendo di fatto il film un prodotto più adatto al pubblico al più adolescenziale.
Non è certo detto che sia un errore, perché se la Sunset aveva in progetto un film detinato proprio a questo target, allora possiamo dire che l’obbiettivo è pienamente raggiunto, e a questo punto mi sentirei anche di approvare pienamente la scelta di affidare la regia del film ad un veterano di film per bambini/ragazzi, vecchia conoscenza della Dreaming Studios, come Chris Columbus.
Probabilmente anche il romanzo di Robin Sloan aveva avuto, al suo debutto sugli scaffali, gli stessi obbiettivi di mercato.
Nell’aver realizzato film di trasposizione letteraria, la scrittura di Agnese ha certamente avuto un notevole progresso in termini di sviluppo della trama e capacità di tessere fili narrativi compiuti ed esaustivi. Non ci è dato sapere se nella stesura della sceneggiatura anche questa volta si è avvalsa dell’ausilio di un revisore esterno; in ogni caso gli errori riscontrati sono certamente diminuiti rispetto al passato, segno di un buon miglioramento e qualche rilettura in più, anche se qualche stranezza salta ancora all’occhio. Ad esempio, ciò che viene definito, per due volte consecutive, il “copricapo del Fondatore da risolvere per diventare uno Spaginato”, immagino sia piuttosto il “rompicapo del Fondatore”, o no?
Fedele a quella che potremmo definire una consolidata tradizione, che però inizia ad essere stanca, anche questa volta non manca la citazione autoreferenziale (il serial tv della Sunset), ed anche la musica della colonna sonora inserita nel contesto del racconto, laddove gli attori canticchiano i versi delle canzoni che il pubblico ascolta a commento delle immagini; poteva mai mancare l’immancabile brano dei Metallica, e il cameo di un attore che vedremo protagonista del prossimo film in produzione? Ci sono anche quelli.
La regia di Chris Columbus è, alla luce di quanto detto prima, molto buona e ricca di dettagli di inquadratura che aiutano il lettore a “vedere” meglio il film nella propria immaginazione. Il cast è composto da attori belli e giovani, in perfetto stile young-fantasy, con il bravo Max Irons ad interpretare il protagonista Clay, la bella Rose Leslie nei panni di Kat, e gli altri giovani efficaci attori nei ruoli degli amici.
Su tutti, naturalmente, svetta il vecchio Bob De Niro, ormai avvezzo a questi ruoli da comprimario. Il suo personaggio di Penumbra ha la stessa media statura degli altri personaggi comprimari che ha interpretato in diverse produzioni reali. Lo stesso dicasi per sir Anthony Hopkins, un convincente Corvina. Anche lui ha avuto nella realtà un ruolo minore in un cinecomic. E per ultimo, da annotare la bella presenza del grande Tom Waits in un ruolo piccolo ma incisivo.
La colonna sonora è composta da canzoni, nessun brano musicale, e anche questa volta non ho gradito del tutto.
Locandina sufficiente, forse un po’ troppo “chiassosa” per i miei gusti, e sito ridotto all’essenziale.
Voto: 65/100 (6 al sondaggio, per la delusione finale che però è un fatto soggettivo)

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