Io e te (CK)

io e te

Three Pines Pictures
(Drammatico)

Regia: Giuseppe Tornatore

Cast: Niccolò Centioni, Nina Torresi, Lunetta Savino, Miriam Giovanelli, Alice Teghil, Thomas Cibelli, Gabriele Agrio, Ninetto Davoli,  Pino Quartullo.

Link allo script

Trama: Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po’ nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all’improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d’ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori.

Recensione (Chimera): 

Ho iniziato a leggere questo film senza sapere minimamente di cosa parlasse (forse non avevo letto in precedenza la trama o non la ricordavo) e dal titolo mi aspettavo una commedia romantica all’italiana, per cui sono rimasto piacevolmente sopreso nel leggere un film così “piccolo” e intenso, anche perchè mi ha riportato al passato, dato che anch’io al mio primo festival di Roma avevo portato una storia italiana dove protagonista era un ragazzo con dei problemi.
Non so se questa storia sia originale o tratta da un libro, in ogni caso la trama mi ha molto colpito. Un ragazzo che non riesce a provare empatia nei confronti delle altre persone si rintana un fine settimana in una cantina per ritagliarsi uno spazio tutto personale e sfuggire dalla pressione dell’ambiente esterno. Nel farlo incapperà però in un imprevisto, la presenza della sorellastra e dei suoi problemi che scombineranno i suoi piani e non solo quelli.
Mi è piaciuto il modo in cui sono tratteggiati i due protagonisti e in particolare Lorenzo, la cui malattia viene descritta in modo molto realistico anche dal punto divista medico (la sto studiando proprio in questi giorni :P). Non è facile entrare in sintonia con questo personaggio che all’apparenza risulta antipatico, ma a poco a poco lo si scopre nelle sue debolezze e nei suoi problemi. Scopriamo infatti che non ha deciso di nascondersi per stare solo, ma per non privare la madre della gioia di saperlo con altri ragazzi e perchè anch’esso aveva voglia di stare con loro. Ben descritta anche Olivia che scopriamo avere problemi di droga, una ragazza che cerca di darsi da fare per superare questo momento e smettere definitivamente. E a tal proposito ho trovato molto triste il finale, dove la promessa fatta a Lorenzo non è stata mantenuta.
Sceneggiatura scritta benissimo e realistici i dialoghi. Fossi stato al posto della produttrice, avrei cercato di ampliare un po’ di più la storia, magari alternando maggiormente momenti dell’adolescenza a quelli dove Lorenzo era più adulto, perchè effettivamente non sappiamo alla fine cosa ne è stato di lui, se è riuscito a superare i suoi problemi e non sappiamo nemmeno molto di Olivia e del perchè ha ripreso a drogarsi.
Giuseppe Tornatore alla regia non saprei se giudicarla una buona scelta. Non si può dire che non abbia fatto film di piccolo stampo (penso a Una pura formalità), eppure oggi lo vedo più propenso a storie ad ampio respiro e avrei scelto qualche altro regista. Ottimo invece il lavoro per il cast. I due attori protagonisti non li conoscevo ma hanno i visi giusti per le parti. Brava anche Lunetta Savino nel ruolo di madre oppressiva ma amorevole, mentre per gli altri personaggi io avrei anche evitato di ingaggiare degli attori, dato che compaiono solo in poche scene.
Apprezzabile la scelta di affidare l’intera colonna sonora a DeGregori, in ogni caso le canzoni sono sempre al punto giusto.
La locandina è carina, ma secondo me non rispecchia al massimo lo spirito del film.
Voto: 7

Dopo il buon esordio con un giallo, Laury ci propone una storia drammatica e di formazione che ho trovato molto realistica e intensa grazie a due personaggi combattuti e sfaccettati. Il soggetto avrebbe meritato forse un respiro più ampio perchè c’erano le basi per un film di altissimo livello, invece mantiene un profilo basso senza strafare. In ogni caso riesce a raggiungere picchi notevoli dal punto di vista emotivo in almeno due scene (quella dove litigano e quella dove ballano sotto le note di “La donna cannone”) e in definitiva riesce a lasciare qualcosa nello spettatore, che non è poco (anzi, è tutto quello che personalmente chiedo a un film).

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Curiosità: Nel 2012 il romanzo trasposto in questo film cinematikino è stato trasposto realmente al cinema con la regia di Bernardo Bertolucci.

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