Recensione in anteprima – Anaconda (2025), diretto da Tom Gormican, è una di quelle opere che non si limitano a rifare un film del passato, ma lo attraversano con affetto, ironia e una buona dose di consapevolezza. È una commedia d’avventura che parla di amicizia, di sogni che resistono alla mezza età e di un cinema che si diverte a guardarsi allo specchio. Al cinema dal 5 febbraio.

Due amici, un solo film

Il punto di partenza è un’idea tanto semplice quanto efficace: Doug McCallister (Jack Black) e Ronald “Griff” Griffen Jr. (Paul Rudd) sono migliori amici fin dall’infanzia. Cresciuti a videocassette consumate e cinema di genere, hanno un film del cuore: Anaconda. Quel “classico” anni ’90 diventa per loro una sorta di mito personale, un luogo della memoria a cui tornare quando la vita adulta inizia a stringere.

La sceneggiatura di Kevin Etten e dello stesso Gormican costruisce con cura la loro quotidianità: Doug è un regista mancato, intrappolato tra filmini di matrimoni e responsabilità familiari (con Ione Skye nei panni della moglie Malie e Sebastian Sero in quelli del figlio Charlie). Griff è un attore che galleggia tra spot e ruoli minori, sempre in attesa dell’occasione giusta. La crisi di mezza età li colpisce insieme, e la soluzione che trovano è tanto folle quanto coerente con chi sono: rifare Anaconda, ma a modo loro.

È qui che il film trova la sua prima forza: l’idea che il cinema non sia solo un prodotto da consumare, ma un linguaggio con cui rileggere la propria vita. Doug e Griff non vogliono solo girare un film, vogliono rientrare in contatto con la parte di sé che credeva che tutto fosse possibile.

Quando il sogno incontra il serpente

La partenza per l’Amazzonia segna il passaggio dal sogno alla realtà. La fotografia di Nigel Bluck, Richard Bluck e Matt Toll restituisce una foresta luminosa, quasi iper-reale, dove il verde sembra avvolgere i personaggi e il set appare sempre un po’ fuori controllo. La scenografia di Steven Jones-Evans costruisce un mondo in cui il confine tra film e vita è sottilissimo: tutto sembra precario e selvaggio e, quindi, pericoloso, soprattutto quando cala la notte.

Attorno a Doug e Griff si muove una troupe che è un piccolo campionario di caratteri: Thandiwe Newton è Claire Simons, produttrice (e coprotagonista) pragmatica che tenta di tenere insieme budget, sicurezza e follia creativa; Steve Zahn è Kenny Trent, operatore di macchina che filma tutto, spesso anche quando non dovrebbe; Daniela Melchior è Ana Almeida, esperta locale che conosce la foresta e le sue regole; Selton Mello è Santiago Braga, guida dal passato sfuggente.

Il tono è quello della commedia d’avventura: imprevisti logistici, incomprensioni culturali, piccoli disastri sul set. Ma Gormican inserisce presto la svolta: la troupe scopre che nella zona in cui sta girando vive davvero una gigantesca anaconda. La scena della prima apparizione del serpente è costruita con un equilibrio preciso tra tensione e risata.

Dopo la paura

Doug vede nella presenza del serpente l’occasione irripetibile per girare “il film della vita”; Griff, più lucido, capisce che il loro sogno potrebbe trasformarsi in tragedia. La tensione tra i due amici diventa il vero motore narrativo. E’ qui che le sequenze d’azione si alternano a momenti più intimi, in cui emergono paure, rimpianti, fragilità.

Anaconda si specchia davvero nel cinema: il serpente diventa metafora del rischio, del desiderio di spingersi oltre, ma anche di un’industria che chiede sempre qualcosa in più a chi ci lavora dentro. Le musiche di David Fleming sottolineano questo doppio registro, alternando temi avventurosi a momenti più malinconici, senza mai perdere il tono leggero complessivo. Più volte sentiamo l’intro di “I don’t want to wait”, sigla di “Dawson’s Creek”, conosciuta ironicamente in Italia con la translitterazione fonetica “Anawanaway”.

Questo film cita, ovviamente, l’originale del 1997 e lo fa con anche la presenza di Ice Cube e Jennifer Lopez, gli attori protagonisti di quel primo (quasi) cult capitolo. Doug e Griff hanno ovviamente una certa venerazione per questi attori e tra citazioni serie, ammirazioni e sberleffi riescono a creare ilarità nel pubblico.

“Anaconda” è una classica commedia hollywoodiana che si cita, si specchia e si prende in giro senza troppe pretese. Tenero e con un grande amore per il cinema, proprio per tutto questo funziona.

Cinema nella giungla

Il lavoro del reparto costumi guidato da Alice Babidge e del trucco coordinato da Rebecca Allen, Barbara Conway, Veronique Keys, Georgia Lockhart-Adams, Tess Natoli, Piper Nicholson e Selena Pertzel contribuisce a dare ai personaggi un’identità visiva precisa, tra outfit improvvisati da set e segni fisici dell’avventura. La presenza di Ice Cube e Jennifer Lopez nei panni di se stessi aggiunge un ulteriore livello meta: il film originale entra letteralmente in scena, trasformando Anaconda (2025) in un dialogo diretto con il proprio passato.

Il risultato è un’opera che, pur restando leggera, parla di come i film che amiamo ci accompagnino per tutta la vita, e di come, a volte, provare a rifarli significhi in realtà provare a riscrivere una parte di noi stessi. Il cinema è fantasia, magia, di quella fantasia che si sogna da bambini (e qualche volta si realizza pure come per Doug e Griff) come in un film.

Il film conferma la capacità di Tom Gormican di giocare con i codici del cinema pop senza spocchia. “Anaconda” non è un capolavoro ma è un film godibile, con una buona regia e una coppia di comici (in questo caso) che funziona senza cercare sempre la battuta e forse eccedendo nel giggionare ma mettendosi in gioco nonostante l’età non sia più quella dei ragazzini.

Voto: 6,4

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *