Recensione in anteprima – Venezia ’25 – In Concorso – Park Chan-wook, regista del film-culto “Old Boy”, porta a Venezia il suo nuovo lavoro: “No Other Choice”. Dopo aver vinto a Cannes il premio come miglior regista  con “Decision to leave” questa volta non riceve nessun riconoscimento, nonostante il film goda di riscontri positivi di pubblico e critica. “No Other Choice” esce nelle sale italiane il 1 gennaio 2026.

Cosa significa avere tutto?

Man-soo (Lee Byung-hun) sembra avere tutto: una casa accogliente, una moglie amorevole (Mi-ri, interpretata da Son Ye-jin), due figli e persino due cani in un casale di campagna. Lavora con competenza in una cartiera di Seul e – dopo 25 anni di carriera – finalmente ha potuto acquistare la casa dei suoi sogni.

Il suo equilibrio crolla quando la fabbrica viene venduta ad investitori stranieri: Man-soo viene licenziato all’improvviso. Nonostante la promessa a se stesso di trovare un altro posto in tre mesi, passano tredici lunghi mesi di disoccupazione e preoccupazioni finanziarie. La famiglia di Man-soo è costretta a stringere la cinghia – al punto da affidare provvisoriamente i cani ai suoceri– mentre Mi-ri trova un impiego come assistente in uno studio dentistico.

Già provato dall’incertezza economica, Man-soo comincia a sentirsi isolato e in crisi: sulle sue spalle grava la necessità di riottenere un lavoro che gli consenta di riavere la “vita perfetta” perduta. Per raggiungere il suo scopo, il nostro  protagonista si deciderà a spingersi ben oltre il limite del buonsenso e della morale.

Percorso coerente

Park Chan-wook è un regista celebre per il suo stile visivo audace, e No Other Choice si inserisce perfettamente nel suo portafoglio di opere grottesche e surreali. Il film mescola sapientemente momenti di violenza estrema a situazioni da commedia nera, in un’unica miscela grottesca e ironica.

Il risultato è una dark comedy che diverte e fa rabbrividire al tempo stesso, ma che nasconde un messaggio sociale molto preciso. No Other Choice dipinge in modo satirico il capitalismo avanzato: gli individui sono costretti ad azioni estreme pur di sopravvivere in un’economia spietata. Park Chan-wook stesso spiega che, a causa della pesantezza del tema etico, doveva renderlo ancora più “comico e umoristico” per mostrare “il tragico paradosso del tardo capitalismo, che trasforma in nemici persone che dovrebbero essere comunità”.

In pratica, il film denuncia ironicamente la filosofia consumistica – tipicamente coreana ma non solo – secondo cui bisogna possedere per forza una casa, una famiglia “perfetta”, oggetti di lusso e simili per essere felici; e mostra fino a che punto si può arrivare, perdendo ogni scrupolo, pur di raggiungere quell’obiettivo imposto dalla società. L’uso di gag ripetute, situazioni assurde e l’escalation di follia rinforza l’effetto parodistico: una volta terminato, lo spettatore si ritrova a ridere e a riflettere sulla sua stessa condizione nella cosidetta “rat race”.

Conferme e rivoluzioni

Nel ruolo del protagonista, Lee Byung-hun offre un’interpretazione di grande spessore. Il suo Man-soo è al tempo stesso mite e disperato, e lo interpreta brillantemente. La prova di Lee è l’incarnazione perfetta di questo impiegato medio portato agli estremi: con abilità drammatica ed empatica egli trasmette il tormento interiore dell’uomo comune spinto al limite.

Lee Byung-hun è ormai un attore di fama internazionale (soprattutto dopo il successo globale di Squid Game), e conferma qui di padroneggiare perfettamente tanto la tensione drammatica quanto il registro tragico-comico. Park Chan-wook ha dichiarato di voler conquistare un pubblico sempre più ampio, ispirandosi proprio al successo globale di fenomeni come Squid Game e Parasite: questo spiega la forte aspirazione del film a combinare critica sociale e intrattenimento pop.

No Other Choice è stato infatti presentato in concorso alla 82ª Mostra internazionale del Cinema di Venezia, ottenendo lodi per la sua messinscena. Il film è stato anche scelto come candidatura ufficiale della Corea del Sud per l’Oscar 2026 come miglior film internazionale.

L’uscita in Italia

Tuttavia, l’uscita italiana è in un periodo delicato: l’1 gennaio 2026, subito dopo un Natale dominato da blockbuster di richiamo. Da una parte avrà la concorrenza di Avatar – Fuoco e Cenere, dall’altra di Buen Camino di Checco Zalone, entrambi cannibali del botteghino.

In un simile contesto commerciale estremamente competitivo, un film d’autore come questo rischia di passare in secondo piano presso il grande pubblico italiano. Ciò nonostante, chi darà una possibilità a No Other Choice avrà modo di apprezzare la regia impeccabile di Park Chan-wook, il tono paradossale e grottesco del film e la prova convincente dei protagonisti, elementi che lo  rendono un’opera di grande impatto emotivo e visivo anche sul piano internazionale.

Voto: 7,5

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