Recensione – Il visionario regista Ari Aster torna al cinema con “Eddington” un western dove paranoia, polvere e satira prendono vita durante la pandemia del Covid-19. Al cinema dal 17 ottobre.

Polvere e paranoia

La storia racconta della cittadina immaginaria di Eddington (New Mexico), dove lo sceriffo Joe Cross (Joaquin Phoenix, stanco, nevrotico e senza mascherina) si scontra con il sindaco Ted Garcia (Pedro Pascal, carismatico, arrogante ed ambizioso).

L’incipit del film comincia nel paesaggio polveroso di Eddington, il senzatetto Lodge (Clifton Collins Jr.), tra deliri e borbotti complottisti, prelude lo spettatore ad alcune domande.. sarà il portatore del Coronavirus? Un folle profeta che conosce la verità? Lo scenario apre perfettamente al western distorto e pandemico che Aster vuole rappresentare.

La pandemia di COVID-19 viene utilizzata come lente d’ingrandimento per esplorare il caos sociale, psicologico e politico di qualche anno fa. In questo neo-western pandemico, il film affronta diverse tematiche (forse troppe), ma impattanti nell’attualità statunitense e mondiale. Tutto questo “scrolla” per tutta la durata del western che si sviluppa attraverso una progressione che mescola archetipi classici del genere: l’ambientazione del New Mexico, lo sceriffo idealista ma fragile, il sindaco corrotto e la comunità in crisi.

Lo sceriffo, il sindaco e gli altri personaggi

Lo sceriffo è un uomo che cerca certezze in un contesto caotico, ma la sua incapacità di navigare le complessità della pandemia, delle tensioni razziali e delle teorie del complotto lo rende vulnerabile. La sua dipendenza da internet – doomscrolling su YouTube e social media – lo trascina in una spirale di paranoia e radicalizzazione, trasformandolo da figura di autorità a un individuo instabile.

Il sindaco è un politico che cavalca l’onda della rabbia e della sfiducia pandemica. La sua posizione anti-mandati lo rende un eroe per una parte della comunità, quella più scettica verso le restrizioni sanitarie e incline a teorie complottiste. Questo lo rende un personaggio ambiguo, non semplicemente malvagio, ma profondamente umano nelle sue debolezze.

Tra i personaggi troviamo Louise Cross (Emma Stone) moglie dello sceriffo, donna con diverse fobie e traumi, motivo del principale conflitto per una presunta relazione con il Garcia prima del matrimonio. Vernon Jefferson Peak (Austin Butler) Leader di una setta radicale, con un ruolo ambiguo e carismatico, che coinvolge Louise nella sua orbita. Guy Tooley (Luke Grimes) il fidato vice- sceriffo e la suocera Dawn (Deirdre O’Connell), donna con diverse fissazioni sociali e turbamenti familiari.

“Guardatevi allo specchio!”

Il film nella sua ambiguità, costringe lo spettatore ha fare i conti con apparenti “zone di comfort”, cercando di aprire ragionamenti a diversi temi, ma senza prendere una posizione a riguardo. Tra questi troviamo teorie di complotto e paranoie correlate alla pandemia, le tensioni razziali del fenomeno “Black Lives Matter”, l’impatto sociale delle tecnologie e la dipendenza dai Social Media, le droghe leggere, la pedofilia, l’aborto ed il ritiro sociale.

Pur con qualche incertezza narrativa che potrebbe dividere il pubblico, Eddington si distingue per la sua visione audacemente originale e un ottimo cast (soprattutto Phoenix). Le scelte stilistiche, a tratti rischiose, dimostrano un coraggio creativo che non passa inosservato, trasformando ogni scena in un’esperienza visiva e tematica. Non è un film perfetto, ma il suo approccio sperimentale e la capacità di lasciare un’impronta emotiva lo rendono un’opera cinematografica che vale assolutamente la pena esplorare.

voto 7

Di LucaG

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