Recensione in anteprima – Venezia 82 – In concorsoGianfranco Rosi, già Leone d’oro nel 2013 con Sacro GRA, torna al Lido di Venezia portando Sotto le nuvole, un’opera estremamente intima che sfrutta la zona del Golfo di Napoli e del Vesuvio per dipingere un affresco di umanità perduta e annebbiata, alla ricerca di una rinascita collettiva. Al cinema dal 18 settembre.

Una Napoli diversa

L’ambientazione del Golfo di Napoli, della città stessa e del Vesuvio è già un classico del nostro cinema. Ormai non ci stupisce più vedere un film girato fra le vie della città partenopea che racconta le vite al limite di personaggi istrionici.

La prima forza di Sotto le nuvole è quella di rovesciare completamente tale preconcetto mostrando solo lati nascosti e sconosciuti. Rosi, infatti, ci mostra gli scavi di Pompei ed Ercolano, ma attraverso gli studiosi archeologi giapponesi che decidono di dedicare la loro vita al sito italiano. Rosi ci parla del mare, ma lo fa raccontandoci del grano ucraino e di navi siriane che affrontano le bombe e la guerra perché il trasporto continui.

Sotto le nuvole ci mostra Napoli sotterranea, ma non quella per cui milioni di turisti all’anno pagano un biglietto, il regista racconta la rete di tunnel scavata dai tombaroli nel corso di decenni, che ha permesso a questi ultimi di arricchirsi deturpando e saccheggiando siti storici a danno di Napoli e del mondo. Sotto le nuvole ci porta nel Museo archeologico di Napoli, ma nei sotterranei, dove ricercatori e archivisti valutano tutte le opere che non sono esposte, come ricordi sepolti che attendono di essere riscoperti.

B/N

Rosi sceglie il bianco e nero, una scelta visiva forte che convince. Se questa netta distinzione fra bianco e nero, sopra e sotto, bene e male, può sembrare una presa di posizione ferma e decisa, in realtà dimostra tutte le sfumature di luce (altro elemento dominante) e persegue l’esercizio stilistico ed estetico di Rosi, che ha sempre dimostrato di saper raccontare la realtà in modo cinematograficamente accattivante.

Apice

Con quest’opera Gianfranco Rosi potrebbe aver raggiunto l’apice, per ora, della propria carriera come documentarista. Sotto le nuvole gode della sua enorme capacità comunicativa, della sua estetica raffinata e contiene in sé una ricerca sull’uomo difficilmente riscontrabile in altre opere. La macchina del tempo che è il Golfo di Napoli racconta storie centenarie e, al centro, ci sono sempre gli uomini. Nascosti sotto le nuvole infatti operano gli uomini, agendo sia in comunione che in contrasto tra di loro e con la natura. La natura è minacciosa e grande, e racconta le storie più antiche del mondo.

Gianfranco Rosi con Sotto le nuvole si aggiudica il Premio speciale della giuria all’82 Mostra del cinema di Venezia, che si aggiunge al Leone d’oro di Sacro GRA e all’Orso d’oro di Fuocoammare, premi che lo inseriscono di diritto in una ristrettissima cerchia di autori fondamentali per l’arte del documentario e del cinema stesso.

“Il Vesuvio fabbrica tutte le nuvole del mondo”

“La terra intorno al golfo è un’immensa macchina del tempo”

Jean Cocteau

Voto: 8

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