News – Commenti – Ecco un resoconto dei film visti il sesto giorno alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Finito l’embargo ecco i primi brevi commenti di chi ha visto il film. Le recensioni complete verranno pubblicate nei prossimi giorni. Seguiteci anche sui social: instagram, fb e threads. Le date di uscita al cinema potrebbero variare.

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Portobello (di Marco Bellocchio) – Serie Tv, fuori concorso (Ep. 1-2)
Italia, Francia – 120′ – Fabrizio Gifuni, Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano, Davide Mancini, Federica Fracassi, Carlotta Gamba, Giada Fortini, Massimiliano Rossi, Pier Giorgio Bellocchio, Gianfranco Gallo, Alessandro Preziosi, Alessio Praticò, Francesco Russo, Gennaro Apicella, Luciano Giugliano – Our Films, Kavac Film, HBO Original, ARTE, Rai Fiction, The Apartment Pictures, a Fremantle company
Sinossi: Portobello racconta uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani: la vicenda del presentatore televisivo Enzo Tortora, la parabola tragica della caduta di un uomo innocente. 1982: Enzo Tortora è all’apice del successo. Conduce Portobello e raggiunge 28 milioni di spettatori in prima serata, tutti in attesa del concorrente che riuscirà a far parlare il pappagallo, ospite d’onore della trasmissione. Pertini lo nomina commendatore della Repubblica. Tortora è il re della televisione degli anni ottanta e il suo programma racconta e conforta il Paese.
HBO si presenta in Italia con una serie tv tutta italiana sia nella produzione sia negli interpreti narrando una vergognosa vicenda italiana. Siamo nel pieno boom economico e nel pieno del successo della tv pubblica. Insieme ai vari Corrado, Baudo, Bongiorno, Tortora è uno dei presentatori più amati dai telespettatori. Conduttore di quel successo di nome “Portobello” riuscito a entrare nelle case di milioni di italiani e anche nella cultura. HBO quindi crea una serie italiana per il suo prossimo sbarco come piattaforma nel 2026. Un ottimo prodotto con una regia perfetta, un cast di attori che danno il massimo, una sceneggiatura molto interessante e una ricostruzione degli oggetti, delle scenografie, dei costumi impeccabile. Assolutamente da non perdere (qui al Lido son stati presentati i primi 2 di 6 episodi)
⭐⭐⭐⭐1/2 (Giuseppe Bonsignore)

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Komedie Elahi (di Ali Asgari) – Orizzonti, In concorso
Iran, Italia, Francia, Germania, Turchia – 98′ – Hossein Soleimani, Mohammad Soori, Amirreza Ranjbaran, Faezeh Rad – Seven Springs Pictures, Taat Films Kadraj, Zoe Films, Salt for Sugar Films Studio Zentral
Sinossi: Bahram è un regista quarantenne che ha trascorso l’intera carriera realizzando film in turco- azero, nessuno dei quali è mai stato proiettato in Iran. Il suo ultimo lavoro, a cui il Ministero della Cultura ha nuovamente negato l’autorizzazione, lo spinge al limite della ribellione. Con a fianco il produttore Sadaf, dalla lingua tagliente e in sella a una Vespa, intraprende una missione clandestina per presentare il suo film al pubblico iraniano, eludendo la censura governativa, l’assurda burocrazia e le sue proprie insicurezze.
Il titolo si legge “Divina Commedia” perchè un po’ come Dante, il protagonista, il vero regista Bahram, deve affrontare l’inferno e soprattutto vivere nel purgatorio quando i suoi film vengono sempre censurati e non accettati per via di rigide regole iraniane. Ricordando un po’ la dialettica del nostrano Nanni Moretti, il film affronta con ironia la realtà di una situazione artistica e cinematografica iraniana al limite del grottesco. Nella surrealità della vicenda si fanno spazio la poesia di chi lotta e qualche sprazzo di speranza.
⭐⭐⭐1/2 (Giuseppe Bonsignore)

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L’étranger (di François Ozon) – Venezia 82, In concorso
Francia – 120′ – Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant, Swann Arlaud – FOZ, Gaumont, France 2 Cinéma, Macassar Productions, Scope Pictures
Sinossi: Algeri, 1938. Meursault, un tranquillo e modesto impiegato sulla trentina, partecipa al funerale della madre senza versare una lacrima. Il giorno dopo inizia una relazione occasionale con Marie, una collega, e torna rapidamente alla solita routine. Ben presto, però, la sua vita quotidiana è sconvolta dal vicino, Raymond Sintès, che lo trascina nei suoi loschi affari, finché su una spiaggia, in una giornata torrida, si abbatte la tragedia.
Nuovo, ambizioso adattamento del capolavoro di Camus, Lo straniero di Ozon è un film formalmente curatissimo, girato in un bianco e nero che richiama il cinema degli anni Quaranta e Cinquanta. Benjamin Voisine regge bene il peso di un personaggio complesso come Mersault e Ozon sa fare il suo mestiere, ma rievocare la complessità filosofica del lavoro di Camus non è facile e il film non riesce a essere sempre all’altezza della propria ambizione, finendo per accusare una certa pesantezza.
⭐⭐⭐ (Diego Pelizza)
Ozon torna a Venezia e presenta la propria rivisitazione della pietra militare di Camus, Lo Straniero. Il film rispecchia a pieno l’anima nichilista del romanzo e porta, con uno stupendo bianco e nero, la vicenda sul grande schermo in modo attento e preciso, peccando in alcuni momenti di eccessiva lentezza.
⭐⭐1/2 (Daniele Sartorato)
Alcuni film vengono creati a immagine e somiglianza del protagonista. “L’étranger” è uno di questi. Ma non sempre questa operazione riesce bene tanto da interessare il pubblico. Il film soffre della sua stessa bellezza. Il bianco e nero, artistico, affascinante e curato cercano, invano, di creare un legame con il protagonista eccessivamente nichilista e, allo stesso tempo, emotivamente fragile. Un’opera non completa, a tratti eccessivamente ripetitiva e lenta.
⭐⭐1/2

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A House of dynamite (di Kathryn Bigelow) – Venezia 82, In concorso
Stati Uniti – 112′ – Idris Elba, Rebecca Ferguson, Gabriel Basso, Jared Harris, Tracy Letts, Anthony Ramos, Moses Ingram, Jonah Hauer-King, Greta Lee, Jason Clarke – First Light Pictures, Kingsgate Films, Prologue Entertainment.
Sinossi: Quando un missile di provenienza ignota viene lanciato contro gli Stati Uniti, inizia una corsa contro il tempo per stabilire chi ne sia responsabile e come reagire.
Il mondo è una polveriera: questo l’ammonimento di House of Dynamite di Kathryn Bigelow alla Mostra del Cinema. Il rilevamento di un missile diretto verso territorio USA crea allarme e movimenta le massime cariche statunitensi che devono, in meno di 20 minuti, decidere come agire. Le loro azioni possono provocare l’annientamento del loro paese o quello dell’intera umanità, e non hanno informazioni attendibili per decidere. Il film si sviluppa su montaggio alternato della stessa vicenda rivista da diverse angolazioni e personaggi e la tensione è alta e costante per tutta la durata. Il monito è chiaro: l’uomo ha predisposto la situazione migliore perché tutto possa collassare istantaneamente.
⭐⭐⭐1/2 (Daniele Sartorato)
Il film dichiara il suo messaggio sin dal titolo ma, purtroppo, la regista rincorre una serie di artefici narrativi che rallentano la visione in maniera ridondante e ipertrofica. I diversi punti di vista dei diversi protagonisti della vicenda riducono lo spazio per approfondire i personaggi. L’obiettivo della pericolosità dei giorni nostri è centrato ma è sviluppato in maniera oltremodo confusa. Buona la regia e la tensione ma da una regista attenta ed esperta di questi temi ci si può aspettare di più.
⭐⭐⭐ (Giuseppe Bonsignore)