News – Commenti – Ecco un resoconto dei film visti il terzo giorno alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Finito l’embargo ecco i primi brevi commenti di chi ha visto il film. Le recensioni complete verranno pubblicate nei prossimi giorni. Seguiteci anche sui social: instagram, fb e threads. Le date di uscita al cinema potrebbero variare.

  • No other Choice (di Park Chan-wook) – Venezia82, In concorso

Corea del Sud – 139′ – Lee Byung-hun, Son Yej-in, Park Hee-soon, Lee Sung-min, Yeom Hye-ran, Cha Seung-won – Moho Film, KG Productions

Sinossi: Man-su, specialista nella produzione di carta con venticinque anni di esperienza, è così soddisfatto della vita da potersi dire sinceramente: “Ho tutto”. Trascorre felicemente le sue giornate con la moglie Miri, i due figli e i due cani, finché un giorno viene improvvisamente informato dalla sua azienda di essere stato licenziato. “Ci dispiace. Non abbiamo altra scelta.” Sentendosi come se gli avessero reciso la testa con un’ascia, Man-su giura di trovare un nuovo lavoro entro i sucessivi tre mesi per il bene della famiglia. 

In linea con la filmografia del regista sud coreano (premio Oscar per Parasite), il film pone nuovamente al limite le azioni umane. La lotta di potere si sposta sui rapporti lavorativi. Un ottimo spaccato dell’animo umano costretto a dover lottare una guerra interiore non voluta ma necessaria. “No other choice” sorprende e diverte per l’ironia e le scene di lotta, affascina per la regia ma non riesce a mettere tutto a fuoco.

⭐⭐⭐ (Bonsignore Giuseppe)

Park Chan-wook porta alla Mostra del cinema una storia già portata sul grande schermo che rivisita attraverso il suo peculiare stile narrativo. Ironia, action e thriller si mescolano in una vicenda coinvolgente che mostra la difficoltà di reinventarsi lavorativamente nel terzo millennio.

⭐⭐⭐⭐ (Daniele Sartorato)

  • Rose of Nevada (di Mark Jenkin) – Orizzonti, In concorso

Regno Unito – 114′ – George MacKay, Callum Turner, Francis Magee, Edward Rowe, Rosalind Eleazar, Mary Woodvine, Adrian Rawlins – Bosena

Sinossi: In un villaggio di pescatori dimenticato, una barca appare misteriosamente nel vecchio porto. La Rose of Nevada, dispersa in mare con tutto l’equipaggio trent’anni prima, è tornata. Per i pochi che ricordano, è un segno: la Rose of Nevada deve riprendere il mare, forse allora la fortuna del villaggio devastato cambierà. Nick accetta un lavoro a bordo della barca nel tentativo di provvedere alla sua giovane famiglia. Insieme a lui, si unisce all’equipaggio Liam, un nuovo arrivato, che tenta disperatamente di sfuggire al suo passato. Prendono il mare e, dopo un viaggio apparentemente riuscito, tornano al porto. Ma qualcosa non va. Sono tornati indietro nel tempo e gli abitanti del villaggio li accolgono come se fossero l’equipaggio originale.

Mark Jenkin cerca, con poca efficacia, di far entrare lo spettatore nel suo mondo, nel suo tempo narrativo aggrovigliato e ripetuto. Il risultato è qualcosa di distante, inutilmente lungo e troppo confusionario. L’idea del regista sembra essere chiara ma viene malamente sviluppata. Un film troppo imperfetto per poter essere apprezzato a pieno nonostante la buona ricostruzione e una buona recitazione.

⭐ (Bonsignore Giuseppe)

  • Sotto le nuvole (di Gianfranco Rosi) – Venezia82, In concorso

Italia – 115′ – 21Uno Film, Stemal Entertainment

Sinossi: Tra il Golfo di Napoli e il Vesuvio, la terra talvolta trema, le fumarole dei Campi Flegrei segnano l’aria. Le rovine sottostanti, le ville romane ormai subacquee, Pompei, Ercolano, raccontano un futuro che c’era, sepolto dal tempo. Sulle tracce della Storia, delle memorie del sottosuolo, in bianco e nero, una Napoli meno conosciuta si popola di vite. Sotto le nuvole c’è un territorio attraversato da abitanti, devoti, turisti, archeologi che scavano il passato; da chi, nei musei, cerca di dare ancora vita e senso a statue, frammenti, rovine.

Gianfranco Rosi torna al Lido e in concorso con un nuovo documentario. “Sotto le nuvole” si concentra su Napoli e la zona del Vesuvio. Rosi, in un affascinante bianco e nero, cerca di dar voce a tutto quello che avviene sotto quel cielo che spesso è pieno delle nuvole dell’illegalità, della violenza, del degrado ambientale e sociale. La realtà presentata risulta anche involontariamente comica ma vera, la storia raccontata è da documentario televisivo. Interessante ma non appassionante.

⭐⭐ (Bonsignore Giuseppe)

Rosi ci porta questa volta sotto le nuvole del Vesuvio, ma anche sotto la cenere di Pompei, sotto la polvere alzata dalle bombe, sotto il pulviscolo di grano ucraino. Il documentarista decide di mostrare Napoli, il Vesuvio e quello che rappresenta attraverso il meno conosciuto: le chiamate impaurite per le scosse ai pompieri, gli studiosi giapponesi delle antichità romane, le statue nei sotterranei del museo archeologico di Napoli. La grandezza di “Sotto le Nuvole” consiste proprio nel mostrare cosa si muove sotto, cosa è insito nel subconscio del territorio, con l’intento di ammonire chi sta sopra.

⭐⭐⭐⭐ (Daniele Sartorato)

  • Frankenstein (di Guillermo del Toro) – Venezia82, In concorso

Usa – 149′ – Oscar Isaac, Jacob Elordi, Christoph Waltz, Mia Goth, Felix Kammerer, Charles Dance, David Bradley, Lars Mikkelsen, Christian Convery – Double Dare You, Demilo Films, Bluegrass 7

Sinossi: Un adattamento del classico racconto di Mary Shelley su Victor Frankenstein, uno scienziato brillante ma egocentrico che dà vita a una creatura, in un mostruoso esperimento che alla fine porta alla rovina sia del creatore della sua tragica creazione.

Il “Frankenstein” di Guillermo del Toro prende liberamente e fantasiosamente spunto dal libro di Mary Shelley. La troppa fantasia spesso non trovano un riscontro con l’ottima parte più adesa al consueto racconto. Si tratta di un film un po’ “mostro di Frankenstein” anch’esso. Una creatura diversa ad opera del regista che tutti aspettavano a questa prova. Pieno di divertimento, sentimento e sangue il film risulta non perfetto ma da vedere.

⭐⭐⭐1/2 (Bonsignore Giuseppe)

Del Toro ha scritto e diretto uno dei suoi film più personali e sentiti. Frankenstein infatti è una rivisitazione a cui il regista messicano lavorava da molti anni e contiene in se tutte le sue anime e riferimenti. La storia gotica dell’essere a cui è stata inflitta la vita viene raccontata in maniera impeccabile, ma manca dell’originalità riscontrabile in precedenti film di Del Toro.

⭐⭐⭐ (Daniele Sartorato)

Imponente e struggente il Frankenstein di Guillermo del Toro che reinterpreta il classico di Mary Shelley come un dramma gotico sull’amore negato e sulla solitudine degli outsider. Straordinari Oscar Isaac e Jacob Elordi, tra hybris e dolore incarnato.

⭐⭐⭐⭐ (Roberta Rutigliano)

Il vecchio film di Frankenstein è l’opera che ha fatto innamorare Del Toro dell’horror gotico. Trasporre il classico di Mary Shelley è un sogno che cullava da anni: ne esce un kolossal visivamente sontuoso, che trasmette tutto l’amore del suo autore per questa storia. Cast e confezione sono eccellenti, i temi universali, ma mancano l’imprevedibilità e le sorprese delle opere originali del grande regista messicano.

⭐⭐⭐1/2 (Diego Pelizza)

  • Cover-up (di Laura Poitras, Mark Obenhaus) – Venezia82, Fuori concorso

Usa – 117′ – Praxis Films, Project Mockingbird

Sinossi: Cover-Up è un thriller politico che ripercorre l’esplosiva carriera del giornalista investigativo Seymour Hersh, premiato con il Pulitzer. Urgente e accuratamente documentato, Cover-Up è sia il ritratto di un giornalista instancabile sia un’accusa contro la violenza istituzionale, dato che rivela una sistematica impunità nelle forze armate e nelle agenzie di intelligence statunitensi. Fondato sull’accesso esclusivo agli appunti di Hersh e intrecciando documenti e filmati d’archivio, Cover-Up cattura la forza e i meccanismi del giornalismo investigativo.

Cover Up è un documentario che, raccontando la figura del giornalista investigativo Seymour Hersh e le sue indagini, disegna un potente affresco dell’anima oscura degli Stati Uniti, dalle stragi nei villaggi vietnamiti alle torture di Abu Ghraib. La storia di un uomo che, pur non essendo esente da sbagli, non ha mai smesso di lottare contro le ingiustizie commesse dall’esercito e dalle alte sfere del suo Paese.

⭐⭐⭐1/2 (Diego Pelizza)

  • Late fame (di Kent Jones) – Orizzonti, In concorso

Usa – 96′ – Willem Dafoe, Greta Lee, Edmund Donovan – Killer Films, Fresh Fish Films

Sinossi: Ed Saxberger, dimenticato poeta newyorkese, lavora all’ufficio postale. Dopo che si presenta alla sua porta un giovane e lusinghiero ammiratore pieno di entusiasmo, Saxberger viene accolto in una cerchia di ammiratori sui vent’anni che lo consacrano come un genio ritrovato. Inebriato dall’attenzione e dall’affascinante presenza di Gloria, l’“eroina tragica” del gruppo, inizia gradualmente a fare i conti con l’autenticità del suo nuovo circolo poetico. Questo film brillante e riflessivo è uno sguardo malinconico ma disilluso su un’idea perduta di New York.

Piccolo ma delicato film presentato in Orizzonti, Late Fame è la storia di un vecchio poeta da sempre ignorato, che all’improvviso si ritrova al centro dell’attenzione di un gruppo di giovani sedicenti intellettuali. Un film intimista sulla poesia, sulla New York di ieri e di oggi, su due generazioni a confronto. Con un superbo Willem Dafoe.

⭐⭐⭐1/2 (Diego Pelizza)

Di Redazione Ck

Composta da studenti, lavoratori, mamme, semplici "mangiatori" di film, la redazione di Cinematik.it scrive per passione.... passione del cinema e di quanto ci sta attorno

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