News – Commenti – Ecco un resoconto dei film visti il secondo giorno alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Finito l’embargo ecco i primi brevi commenti di chi ha visto il film. Le recensioni complete verranno pubblicate nei prossimi giorni. Seguiteci anche sui social: instagram, fb e threads. Le date di uscita al cinema potrebbero variare.

  • Jay Kelly (di Noah Baumbach) – Venezia 82, In concorso

Usa, Regno Unito, Italia – 132′ – George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Riley Keough, Grace Edwards, Stacy Keach, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Eve Hewson, Greta Gerwig, Alba Rohrwacher, Josh Hamilton, Lenny Henry, Emily Mortimer, Nicôle Lecky, Thaddea Graham, Isla Fisher – Heyday Films, Pascal Pictures, NBGG Pictures. Al cinema dal 14/11/2025

Sinossi: Jay Kelly segue il famoso attore cinematografico Jay Kelly e il suo devoto manager Ron in un vorticoso viaggio di inattesa profondità attraverso l’Europa. Lungo la strada sono entrambi costretti a fare i conti con le scelte che hanno fatto, i rapporti con i loro cari e con ciò che lasceranno alle generazioni future.

Noah Baumbach ed Emily Mortimer scrivono una sceneggiatura perfetta per George Clooney. La sua prova è eccellente anche grazie al connubio recitativo con Adam Sandler, perfetto nella parte del manager invaso dai sensi di colpa per le sue scelte e per la lontananza dalla famiglia. Jay Kelly è un nostalgico e mai banale confronto tra vita da divo e vita reale. Un buon ritmo, un’ottima regia e, tralasciando la pessima ricostruzione dell’Italia di oggi (recitazione compresa), è un film da non perdere.

⭐⭐⭐⭐1/2 (Giuseppe Bonsignore)

Jay Kelly non è niente di nuovo, non è originale e non farà la storia del cinema. Nonostante questo Jay Kelly è un film di grande valore che gode di una scrittura intelligente e catartica, delle interpretazioni sorprendenti e impeccabili e conferma Baumbach nella schiera dei grandi autori di questi anni.

⭐⭐⭐⭐ (Daniele Sartorato)

  • Stereo girls (di Caroline Deruas Peano) – Settimana della Critica

Una storia d’amicizia e la comune passione per la musica negli anni 90 sono il pretesto migliore per un’opera godibile e di facile ricezione. L’opera prima della Peano riesce ad essere tutto questo almeno per la prima parte; la seconda diventa invece un’onirico viaggio di accettazione del lutto. Le due anime coesistono abbastanza bene ma nella totalità il film ci perde.

⭐⭐1/2 (Daniele Sartorato)

Presentato fuori concorso, “After the Hunt” è un film più attuale che mai: indaga tematiche del presente (il delicato clima post-MeToo, il confronto tra la generazione Z e quella dei suoi insegnanti) con toni da thriller psicologico, potendo contare su una sceneggiatura raffinatissima che non fa sconti a nessuno e su un cast di alto profilo. Soffre a tratti di una certa prolissità e di una durata eccessiva, ma conferma lo status di Guadagnino di grande regista hollywoodiano.

⭐⭐⭐ (Diego Pelizza)

  • After the hunt (di Luca Guadagnino) – Fuori concorso

Usa – 139′ – Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield, Michael Stuhlbarg, Chloë Sevigny – Imagine Entertainment. Al cinema dal 16/10/2025

Sinossi: After the Hunt è un avvincente thriller psicologico su una professoressa universitaria che si ritrova a un bivio personale e professionale quando una studentessa modello muove un’accusa contro uno dei suoi colleghi, e rischia di mettere a nudo un oscuro segreto del suo passato.

Luca Guadagnino firma un’opera che cerca di intervenire nel dibattito sociale di questi ultimi anni. Lo fa con scelte autoriali ricercate, forse al limite dell’estetica sonora e della dinamica del discorso. Una sceneggiatura scorrevole e filosofica intrecciano il thriller che si perde nel finale con una scena, a mio avviso, inutile. Ottima la recitazione dell’astro nascente Amo Edebiri.

⭐⭐⭐ 1/2 (Bonsignore Giuseppe)

I costrutti sociali oggi sono infiniti, complessi e in continuo divenire. Rapportarsi alle persone, crescere lavorativamente e maturare emotivamente sono i demoni contro cui si scontra la società. A Guadagnino interessa mettere questi elementi sul palcoscenico, sviscerare e mostrare al pubblico la situazione drammatica, senza fornire vie d’uscita. Il film è interessante e ben riuscito, ma manca un guizzo che da un autore del genere è lecito aspettarsi.

⭐⭐⭐ (Daniele Sartorato)

Presentato fuori concorso, “After the Hunt” è un film più attuale che mai: indaga tematiche del presente (il delicato clima post-MeToo, il confronto tra la generazione Z e quella dei suoi insegnanti) con toni da thriller psicologico, potendo contare su una sceneggiatura raffinatissima che non fa sconti a nessuno e su un cast di alto profilo. Soffre a tratti di una certa prolissità e di una durata eccessiva, ma conferma lo status di Guadagnino di grande regista hollywoodiano.

⭐⭐⭐ (Diego Pelizza)

  • At work (di Valerie Donzelli) – Venezia 82, In concorso

Francia – 92′ – Bastien Bouillon, André Marcon, Virginie Ledoyen – Pitchipoï Productions

Sinossi: “Finire un testo non significa essere pubblicati, essere pubblicati non significa essere letti, essere letti non significa essere amati, essere amati non significa avere successo, e il successo non offre alcuna promessa di fortuna”. À pied d’œuvre racconta la storia vera di un fotografo di successo che rinuncia a tutto per dedicarsi alla scrittura, e scopre la povertà. Questo racconto radicale, che unisce chiarezza e autoironia, ritrae il viaggio di un uomo disposto a pagare il prezzo più alto per la propria libertà.

Il titolo del film non lascia dubbi, “At work” parla di lavoro. Lavoro volontariamente abbandonato, lavoro disperatamente inseguito e lavoro che si è costretti a fare pur di sopravvivere. La Donzelli fotografa la precarietà lavorativa francese prendendo spunto dalla vera storia di Franck Courtes descritta nell’omonima novella da lui scritta. Un film che scorre senza grosse emozioni e senza grandi colpi di scena.

⭐⭐ 1/2 (Bonsignore Giuseppe)

Paul è un fotografo che decide di cambiare vita e dedicarsi alla scrittura, la sua vera passione. At work vuole raccontare la sofferenza e la difficoltà nel seguire le proprie passioni nel mondo iper-consumista di oggi. Ci riesce, ma troppo spesso esagera sfociando nel pietoso. Un’opera ben costruita e interessante per le tematiche, ma troppo spesso per sottolineare il messaggio costruisce un contesto che risulta irreale e artificioso.

⭐⭐ (Daniele Sartorato)

  • Il rapimento di Arabella (di Carolina Cavalli) – Orizzonti, In concorso

Italia – 107′ – Benedetta Porcaroli, Lucrezia Guglielmino, Chris Pine, Marco Bonadei, Eva Robin’s – Elsinore Film, The Apartment Pictures, PiperFilm. Al cinema dal 04/12/2025

Sinossi: Holly, ventotto anni, ha sempre creduto di essere la versione sbagliata di sé stessa e che la sua vita non sia andata come avrebbe voluto. Quando incontra una bambina di nome Arabella, si convince di aver trovato la sé stessa di un tempo. Decisa a scappare di casa, la bambina nasconde la sua identità e asseconda il desiderio di Holly: tornare indietro e diventare qualcuno di speciale.

Surreale, divertente, fuori dalla righe e con recitazione e personaggi fuori dal comune. “Il rapimento di Arabella” è un gioco tra due protagoniste. Un gioco di libertà ricercata che la regista crea tra la favola e l’illusione in un non luogo dell’anima ricollegandosi nostalgicamente con l’ingenuità dell’essere spenseriati bambini. Bravissima la piccola Lucrezia Guglielmino mentre Benedetta Porcaroli conferma il suo straordinario talento.

⭐⭐⭐ (Bonsignore Giuseppe)

Arabella e Olivia sono le protagoniste inconsuete di un rapimento inconsueto. L’anima ironica e il taglio tragicomico del film ne fanno un’opera… Inconsueta. È tanto difficile giudicare i personaggi quanto lo è giudicare il film stesso. Rimane il dubbio su tanti elementi e se il bersaglio sia stato centrato.

⭐1/2 (Daniele Sartorato)

Sagace e divertentissima, l’opera seconda di Carolina Cavalli unisce lo humour a una dimensione malinconica e a suo modo quasi epica. Dialoghi frizzanti, una galleria di personaggi bizzarri e due protagoniste irresistibili sono gli ingredienti di un film che rappresenta un secondo, importante tassello nella poetica di una regista che ha già un’identità precisa e personalissima.

⭐⭐⭐ 1/2 (Diego Pelizza)

Stralunata fiaba on the road, Il rapimento di Arabella racconta la fuga condivisa tra una ventottenne irrisolta e una bambina ribelle. Un film sull’accettazione di sé, tra non-luoghi e humour deadpan. Con la rivelazione Lucrezia Guglielmino.

⭐️⭐️1/2 (Roberta Rutigliano)

  • La gioia (di Nicolangelo Gelormini) – Giornate degli autori

Italia – 108′ – Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella, Betti Pedrazzi – HT Film, Indigo Film, Vision Distribution

Sinossi: Gioia è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio, un ragazzo, che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre, cassiera in un supermercato. Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi. Ma il desiderio di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l’unica persona che lo abbia mai amato.

La sceneggiatura ha vinto ex aequo il premio Solinas, il cast selezionato è centrato e la regia risulta coerente, pulita, ragionata. Partendo da un fatto di cronaca, La Gioia è un film ottimo, che non lascia lo spettatore indifferente e farà parlare di sé.

⭐⭐⭐ (Daniele Sartorato)

Ispirato al caso dell’omicidio di Gloria Rosboch, “La gioia” è un noir dell’anima, un incubo travestito da sogno che inquieta e colpisce grazie all’ottimo cast (splendidi Valeria Golino e Saul Nanni) e a un accurato studio dei personaggi. Da vedere.

⭐⭐⭐1/2 (Diego Pelizza)

Presentato alle Giornate degli Autori, La gioia è una favola nera su desiderio e annientamento: l’improbabile legame tra una professoressa ingenua e un diciannovenne in bilico tra sopravvivenza e autodistruzione. Regia incisiva, atmosfera ipnotica, Valeria Golino commovente, Saul Nanni magnetico.

⭐⭐⭐½ (Roberta Rutigliano)

Di Redazione Ck

Composta da studenti, lavoratori, mamme, semplici "mangiatori" di film, la redazione di Cinematik.it scrive per passione.... passione del cinema e di quanto ci sta attorno

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