News – Commenti – Ecco un resoconto dei film visti il primo giorno alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Finito l’embargo ecco i primi brevi commenti di chi ha visto il film. Le recensioni complete verranno pubblicate nei prossimi giorni. Seguiteci anche sui social: instagram, fb e threads. Le date di uscita al cinema potrebbero variare.

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Mother (di Teona Strugar Milevska) – Orizzonti, In concorso, film d’apertura
Belgio, Macedonia del Nord – 104′ – Noomi Rapace, Sylvia Hoeks, Nikola Ristanovski – Entre Chien et Loup, Sisters and Brother Mitevski, Rainy Days Productions, Frau Film, SCCA/pro.ba, Raging Films. Al cinema dal 03/12/2025
Sinossi: Calcutta, India, agosto 1948. Teresa, madre superiora del convento delle suore di Loreto, attende con ansia la lettera che le permetterà finalmente di lasciare il monastero e creare un nuovo ordine in risposta alla chiamata ricevuta da Dio. E proprio quando tutto sembra pronto si ritrova di fronte a un dilemma che ne mette alla prova la fede e le ambizioni, in un momento di svolta importante della sua vita.
Descrivere la vita di una santa, per di più controversa, non è mai semplice. Molti sono i film, i documentari, le serie tv che hanno tentato di raccontare Santa Madre Teresa di Calcutta. Il tocco di Teona Strugar Milevska, regista di origine macedone come la santa si concentra su un countdown degli ultimi 8 giorni prima dell’autorizzazione alla creazione del suo nuovo ordine di suore. Un percorso non privo di ostacoli ben diretto e ben interpretato da Noomi Rapace. Apprezzabile la colonna sonora metal rock.
⭐⭐1/2 (Giuseppe Bonsignore)

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La Grazia (di Paolo Sorrentino) – Venezia82, In concorso, film d’apertura
Italia – 133′ – Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Giuseppe Gaiani, Linda Messerklinger, Vasco Mirandola – Fremantle, The Apartment, Numero10. Al cinema dal 15/01/2026
Sinossi: Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.
Tutti gli elementi che caratterizzano il cinema di Paolo Sorrentino vengono qui ripresentati, rielaborati e messi in bella mostra. Con un ottimo Toni Servillo come protagonista e una folgorante interpretazione di Anna Ferzetti, il film appassiona e fa riflettere gli italiani su alcuni temi a metà tra potere e realtà. A tratti divertente e con una verve teatrale, si perde un po’ nell’eccessiva verbosità e lunghezza.
⭐⭐⭐ (Giuseppe Bonsignore)
Paolo Sorrentino fa il Paolo Sorrentino. Prende Toni Servillo, lo piazza sullo sfondo di principi etici decadenti a meditare sulla propria capacità di amare e giudicare e sulle proprie ragioni di esistenza. Fumo, statue e musica pop. Comunque il risultato lo porta a casa anche questa volta il regista partenopeo.
⭐⭐⭐1/2 (Daniele Sartorato)

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Orphan (di Làszlò Nemes) – Venezia82, In concorso
Ungheria, Regno Unito, Germania, Francia – 132′ – Bojtorján Barábas, Andrea Waskovics, Grégory Gadebois, Elíz Szabó, Sándor Soma, Marcin Czarnik – Pioneer Pictures, Good Chaos, Alexander Rodnyansky, Mid-March Media, Alexander Bazarov, Juliette Schrameck, Twenty Twenty Vision
Sinossi: Budapest, 1957. Dopo la rivolta contro il regime comunista, il mondo di Andor, un ragazzino ebreo cresciuto dalla madre con narrazioni idealizzate sul padre defunto, viene sconvolto quando si presenta un uomo brutale che afferma di essere il suo vero padre.
Il regista premio Oscar per “Il figlio di Saul” (suo debutto) torna al Lido con la sua terza opera dopo 7 anni da “Tramonto”. Il film soffre, forse troppo, di un’eccessiva lunghezza e di troppe trame abbandonate e inutilmente legate al protagonista. Spiccano la ricostruzione storica, molti accorgimenti registici con belle inquadrature e punti di vista. Il talento del giovane protagonista sottolinea una parte ben scritta ma che spesso si inoltra in decisioni discutibili.
⭐⭐1/2 (Giuseppe Bonsignore)

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Otec (father) (di Tereza Nvotovà) – Orizzonti, In concorso
Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia – 103′ – Milan Ondrík, Dominika Morávková, Dominika Zajcz, Martina Sľúková, Aňa Geislerová, Peter Ondrejička, Peter Bebjak, Ingrid Timková, Roman Polák – DANAE Production, moloko film, Lava Films
Sinossi: Un tragico errore distrugge la vita di un uomo, isolandolo nel senso di colpa e mettendo a dura prova il suo matrimonio. Ora che rischia la prigione, riuscirà a trovare la via del perdono? Può l’amore sopravvivere a ciò che nessun cuore è stato creato per sopportare?
Otec porta nel concorso Orizzonti il tema della sindrome del bambino abbandonato e lo fa in maniera stilisticamente ricercata ma perdendosi, a tratti, nel suo stesso manierismo. Interpretazione principale molto valida e visione accattivante.
⭐⭐⭐ (Daniele Sartorato)
Film intenso e doloroso sulla più grande tragedia che possa colpire un genitore, Father è costruito su lunghi e immersivi piani sequenza e poggia sull’ottima interpretazione di Milan Ondrik. I notevoli virtuosismi registici rischiano a tratti di mangiarsi il film, anche a causa di una scrittura non sempre brillante. Nel complesso, però, rimane un’opera potente, da vedere.
⭐⭐⭐ (Diego Pelizza)

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Bugonia (di Yorgos Lanthimos) – Venezia82, In concorso
Regno Unito – 120′ – Emma Stone, Jesse Plemons, Aidan Delbis, Stavros Halkias, Alicia Silverstone – Yorgos Lanthimos, Element Pictures, Fruit Tree, Square Peg, CJENM. Al cinema dal 23/10/2025
Sinossi: Due giovani con l’ossessione dei complotti rapiscono la potente amministratrice delegata di una grande azienda, convinti che sia un’aliena intenzionata a distruggere il pianeta Terra.
Remake del film sudcoreano del 2003 Jigureul jikyeora! di Jang Joon-hwan, il nuovo film di Lanthimos impregna la narrazione della solita ironia che contraddistingue il regista. Bugonia gioca con lo spettatore, diverte e fa riflettere sulla narrazione della realtà da parte dei media e delle multinazionali. Nonostante un finale che cede troppo alle esigenze di mercato il film ha degli ottimi interpreti, Emma Stone e Jesse Plemons su tutti, una calibrata sceneggiatura e dei personaggi estremizzati con cura.
⭐⭐⭐⭐ (Giuseppe Bonsignore)
Bugonia è un delirio visivo e narrativo che confonde realtà e fantascienza, storia e complottismo. Plemons e la Stone dimostrano per l’ennesima volta quale ottimo connubio siano e che la sintonia artistica con Lanthimos è estrema. Un esercizio di stile non vuoto, ma che forse decide di perdersi nell’ironia invece che sottolineare fino in fondo il messaggio.
⭐⭐⭐⭐ (Daniele Sartorato)
Yorgos Lanthimos ed Emma Stone fanno di nuovo centro: Bugonia è un film diretto, interpretato e confezionato benissimo, che tiene incollati dall’inizio alla fine grazie a un gran ritmo e a un intreccio che unisce l’assurdo e il grottesco a importanti temi sociali. Nonostante la cupezza dei contenuti e un finale controverso, il divertimento è assicurato.
⭐⭐⭐⭐ (Diego Pelizza)