Recensione in anteprima – La fase quattro dell’Universo Cinematografico Marvel entra nel vivo con il primo film collettivo che introduce nuovi supereroi mai visti sul grande schermo e poco conosciuti ma dai poteri immensi e che affondano le loro radici nella mitologia. Alla regia la vincitrice dell’Oscar Chloe Zhao per “Nomadland”. Un film rischioso sotto molti aspetti per avviare una svolta nell’MCU. Al cinema dal 3 novembre.

Storia Eterna

Nel cinquemila avanti Cristo, gli eterni giungono sulla Terra dal loro pianeta natio di Olympia, a bordo dell’astronave Domo. Sono dieci emissari di dèi cosmici dalle proporzioni inconcepibili: i celestiali. Il loro compito è debellare i mostruosi devianti e proteggere gli umani, senza però guidarli né aiutarli in alcun altro modo, lasciando loro compiere ogni sorta di orrore storico.

Gli eterni hanno dalla loro straordinari poteri: alcuni sono guerrieri altri hanno doti più mentali, di controllo della materia, di genio scientifico o di capacità illusorie. Sconfitti i devianti, al tempo dell’arrivo dei conquistadores in America, i dieci eterni si dividono e prendono strade diverse, ma quando i devianti misteriosamente ritornano ecco che anche gli eterni devono riunirsi per combatterli. Le cose però non sono semplici come sembrano…

Il film inizia in maniera cronologica ma via via sono diversi i flashback che ci riportano indietro nel tempo e ci riportano al nostro “presente” che poi non è in realtà il mondo che conosciamo ma quello che abbiamo appreso dopo gli avvenimenti di “Avengers End Game”. Il mondo ha attraversato il “blip” e tutti coloro che erano stati spazzati via dallo schiocco di dita di Thanos sono riapparsi dopo 5 anni.

(L-R): Ikaris (Richard Madden) and Sersi (Gemma Chan) in Marvel Studios’ ETERNALS. Photo: Sophie Mutevelian ©Marvel Studios 2021. All Rights Reserved.

Molto extra e poco terrestre

La nuova situazione mondiale dopo la sconfitta di Thanos è sicuramente da prendere in considerazione e da ricordare nel corso del film così da capire ancora di più alcuni passaggi. Certamente questi nuovi eroi, i 10 che impareremo a conoscere nel corso dello svolgersi delle vicende, appaiono realmente ancor più extraterrestri. Non solo sono praticamente immortali, presenti da milioni di anni, provenienti dallo spazio ma combattono anche creature mai viste, i Devianti.

Nel film vi è poco spazio per queste creature e si punta molto invece all’idea di gruppo a come questo gruppo di 10 ha, involontariamente fatto nascere qualche leggenda, mito. Loro che, nella creazione su carta di Kirby e della Marvel invece prendono proprio spunto dalla mitologia greca soprattutto. Alcuni vi fanno anche diretto riferimento e citazione durante il film.

Quel poco di terrestre che rimane appiccicato a ogni singolo supereroe risulta essere, spesso, molto superficiale, poco approfondito e solo di facciata ricordando quanto era già stato proposto, da altra produzione ovviamente, nel ciclo di film e telefilm di “Highlander” del millennio scorso.

Eterna Illusione

La Marvel cerca di cambiare rotta leggermente e con costanza esplorando e rischiando altre situazioni, un pubblico più ampio e inserendo anche argomenti un po’ più maturi come la scena di sesso e la tanto chiacchierata scena del bacio e della vita omosessuale di uno dei supereroi. Funziona molto bene la prima eroina sordomuta che si esprime a gesti e che dona un tocco in più di inclusività verso questi temi.

La regia di Chloé Zhao è sicuramente frenata da una produzione che ha dei precisi scopi commerciali e narrativi ma in alcune scene la regista premio Oscar può dar sfoggio di tutta la sua sensibilità artistica descrivendo bene alcuni passaggi intimi e pieni di sentimento e riflessione dei protagonisti.

“Ethernals” è un film che si prende molto tempo e la durata ne è la prova ma questo tempo dovrebbe essere anche maggiore. Perchè è difficile affezionarsi ai nuovi supereroi e così tanti in così poco tempo. In precedenza Marvel ha (quasi) sempre presentato dei supereroi singoli in film dedicati per poi aggiungerli al gruppo. Questa volta la forza del gruppo è importante e quindi viene prima di ogni presentazione singola.

Se, questo aspetto, può costituire una qualità in più e un nuovo approccio, sicuramente può anche costituire un limite. Infatti il film spesso sbanda tra il voler narrare la vicenda e chiarirne, anche troppo frettolosamente, alcuni passaggi e il voler fermarsi a chiacchierare e conoscere ogni singolo supereroe e ancor di più le caratteristiche e singolari supereroine.

Eternals (anzi no)

Gli “Eterni” rappresentano per Marvel un passaggio diverso rispetto alle produzioni precedenti. Non è necessariamente un passo in avanti ma un passo leggermente di lato, tendente all’avanzare. C’è la forte resistenza di non voler deludere i fan acquisiti nel corso di questi 15 anni e la consapevolezza che i bisogni e le richieste del pubblico mutano.

Variano per diversi motivi, il pubblico nel corso del tempo matura, avanza con l’età, il mondo cambia, i temi quotidiani variano e le tematiche che si presentano oggi possono essere più importanti di quanto fossero 15 anni fa. E’ un lento mutare che vuole cercare nuovi appassionati rischiando sul piatto della bilancia dei supereroi poco conosciuti. Ripetere sempre lo stesso canovaccio, per quanto obbligatorio per certi versi, potrebbe non essere più sufficiente e sicuramente non potrà garantire lo stesso successo di pubblico (e mediamente di critica) della fase ultimata con “Avengers End Game”.

Nonostante la durata eccessiva che, in alcuni passaggi, si fa sentire tutta per mancanza di ritmo e azione, il film è godibile. Non è intriso di ironia e battute come in altre occasioni e questo rende il film più serio di quanto invece non vuole essere. Il cast è ben diretto anche se è proprio sulle due attrici più di richiamo Salma Hayek e Angelina Jolie che ci si aspettava di più e invece si perdono in una recitazione anonima.

Voto: 6,5

Trailer del film

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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