Recensione – Esordio alla regia di Darius Marder, seconda sceneggiatura e 6 candidature agli Oscar per questo “Sound of Metal” che, ultimato nel 2019 giunge per la visione italiana sulla piattaforma Amazon Prime Video. Un racconto intimo di un batterista che perde l’udito e si trova a confrontarsi con la sua nuova vita.

Una storia semplicemente complicata

Il batterista Ruben (Riz Ahmed) forma con la fidanzata Lou (Olivia Cooke) il duo Blackgammon: i due vivono insieme e sono sempre in viaggio per le strade d’America, in tour da un club all’altro. Ex tossicodipendente pulito da quattro anni, Ruben si accorge di percepire uno strano ronzio nelle orecchie e in poco tempo diventa quasi completamente sordo.

Sopraffatto da ansia e depressione, si rifugia in una casa per sordomuti gestita da un veterano del Vietnam anch’egli sordo. Grazie al lavoro con altre persone nella sua situazione Ruben arriva ad accettare la sordità, anche se non perde la speranza di tornare a sentire grazie a un impianto artificiale e così riunirsi con Lou, nel frattempo trasferitasi in Francia dal padre.

Ruben vive di musica. Non solo è un appassionato ma, come musicista si guadagna da vivere e sogna, insieme alla sua partner, di sfondare un giorno e giungere al successo. Sopraggiunge però il peggior imprevisto per un musicista: il silenzio.

Quel silenzio assordante

Lo strumento che suona Ruben, la batteria, è sicuramente uno strumento impegnativo per il fisico. Uno dei pochi che coinvolge tutti gli arti. Il repertorio dei “Blackgammon” abbraccia musica rock e Metal quindi molto dinamica, arrabbiata, energica, rumorosa.

In pratica la sordità di Ruben sopraggiunge pian piano ma improvvisamente nella sua vita. L’effetto è sottolineato anche da una regia che sceglie di far sentire allo spettatore il punto d’ascolto di Ruben. Abbiamo infatti diversi momenti durante i quali la scena è priva di sonoro. Sentiamo con fatica quanto viene detto, spesso con un volume molto basso o del tutto assente.

La regia di Darius Marder lega lo spettatore al  protagonista del film  e lo coinvolge con il suo dramma silenzioso  esteriormente. Ma è un silenzio assordante  perché c’è gran rumore nell’animo di Ruben che non si arrende a non poter più suonare la sua passione.

“Sound of Metal” non parla solo di musica, non approfondisce la storia di Ruben ma ci fa apprezzare il suo carattere di uomo che intraprende una crescita inaspettata, probabilmente la prima della sua vita.

I rumori di una vita

Il film presenta anche la vita dei sordi in una comunità ben organizzata come ce ne sono tante in diversi paesi nel mondo. La condizione di chi è privo dell’udito, come viene espresso da Joe, non deve essere considerata un difetto. E, come spesso accade, può essere fonte di nuove capacità e opportunità.

Il protagonista assoluto è Ruben con un’ottima interpretazione dell’attore britannico di origini pakistane Riz Ahmed che ottiene la sua prima nomination all’Oscar come miglior attore protagonista. Ritroviamo anche una delle giovani attrici più promettenti di questi ultimi anni, quell’Olivia Cooke già apprezzata nel bellissimo “Me, Earl and the dying girl” ma anche nel fantastico “Ready Player One” e nel toccante “La vita in un attimo”.

Un altro protagonista è il silenzio. Quel silenzio spezzato e colorato dai gesti della lingua dei segni americana, dall’affetto di Lou e Ruben, dai sogni infranti e ricostruiti dello stesso Ruben. Certe volte, a ben ascoltare, il silenzio non è solo assenza ma presenza di nuovi suoni, nuovi rumori, nuova vita.

Voto: 7,6

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.