Speciale Giorno della Memoria 2020

Il labirinto del silenzio

Continuiamo con “Il labirinto del silenzio”,  purtroppo distribuito in poche sale e che ha il compito di far luce, in Germania, su quanto successo pochi anni prima durante la guerra. E’ stato in lizza per finire nominato agli Oscar per la Germania con il “nostro” regista Ricciarelli che ha chiare origini italiane:

Francoforte, 1958. Johann Radmann è un giovane procuratore deciso a fare sempre ‘quello che è giusto’. Un principio, il suo, autografato sulla foto del genitore, scomparso alla fine della Seconda Guerra Mondiale e di cui conserva un ricordo eroico. Ma i padri della nazione, quella precipitata all’inferno da Hitler, a guardarli bene sono più mostri che eroi e Johann dovrà presto affrontarli. Avvicinato da Thomas Gnielka, giornalista anarchico e combattivo, conosce Simon, artista ebreo sopravvissuto ad Auschwitz e a due figlie gemelle, sottoposte a test crudeli dal dottor Josef Mengele. (continua)

Il figlio di Saul

“Il figlio di Saul” è il film acclamato dalla critica di tutto il mondo e che segna l’esordio nei lungometraggi del regista ungherese Laszlo Nemes. Il film già vincitore del gran prix della giuria al festival di Cannes del 2015 e del Golden Globe come miglior film straniero vince la statuetta sempre come Miglior film straniero agli Oscar 2016:

Ottobre 1944. Saul Ausländer (interpretato da Géza Röhrig), ebreo ungherese, fa parte dei Sonderkommando del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. I Sonderkommando erano gruppi di prigionieri scelti dalle SS per assisterli nello sterminio degli altri prigionieri. Mentre lavora in uno dei forni crematori, Saul scopre il cadavere di un ragazzino in cui crede di riconoscervi suo figlio. Inizia qui la missione, impossibile, del protagonista: sottrarre le spoglie del ragazzo dalle fiamme e trovare un rabbino per poter dare al cadavere una degna sepoltura. Questa decisione porterà Saul a voltare le spalle ai propri compagni e ai loro piani di ribellione e di fuga. (continua)

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