Tolo Tolo

Recensione in anteprima – Dopo i successi al botteghino con “Cado dalle nubi”, “Che bella giornata”, “Sole a catinelle”, “Quo vado?”, Luca Medici, in arte Checco Zalone, si cimenta nella sua prima regia. “Tolo Tolo” ha una comicità sferzante e una direzione che ripercorre la modalità pirotecnica del regista attore. Con battute che prendono di mira tutto il sistema politico italiano, nessuno escluso, il film diverte a tratti e solo indirettamente fa riflettere in alcune scene. Al cinema dal primo gennaio.

Storia d’Italia(ni)

Spinazzola, cuore delle Murge pugliesi. Checco (Luca Medici) rifiuta il reddito di cittadinanza e apre un sushi restaurant ma, dopo l’entusiasmo iniziale, fallisce miseramente e decide di fuggire dai creditori e dal fisco “là dove è possibile continuare a sognare”: ovvero in Africa, dove si improvvisa cameriere per un resort esclusivo. Lì incontra Oumar (Souleymane Sylla), cameriere con il sogno di diventare regista e la passione per quell’Italia conosciuta attraverso il cinema di Pasolini.

Improvvisamente in Africa scoppia la guerra e i due sono costretti a emigrare, anche se Checco non punta all’Italia ma ad uno di quei Paesi europei in cui le tasse e la burocrazia sono meno pressanti che nel Bel Paese. A loro si uniranno la bella Idjaba (Manda Touré) e il piccolo Doudou (“come il cane di Berlusconi“). Riusciranno i nostri eroi (l’espressione non è usata a caso) a portare a termine il “grande viaggio da clandestini”?

La nuova avventura di Checco Zalone attore, arricchita dalla prima esperienza registica è nuovamente un film itinerante che abbraccia ancora una volta diversi continenti. Come in “Sole a catinelle” è nuovamente il viaggio il filo conduttore e, questa volta, il viaggio per il ritorno in Europa è intriso di situazioni sociali difficili raccontate con irriverente comicità, spesso divertente, altre volte meno.

Nato … per sognare

Il film inizia in modo anomalo. Dopo i loghi di Medusa e Taodue che hanno prodotto il film c’è subito una scena senza musica nella quale Checco Zalone deve rispondere a un ufficiale del pubblico impiego riguardo alle sue generalità… ovviamente a modo suo:

“Nato?”

“… per sognare”

Ed il sogno di Luca Medici, in arte Checco Zalone diventa realtà, la sua prima regia ripercorre la sua comicità. Una direzione che lascia spazio (forse troppo) alla figura del protagonista vero e proprio mattatore per tutto il film. Meno approfondite del solito le altre figure che, a volte sembrano non rispettare un’evoluzione del personaggio coerente e logico, tanto meno appassionante.

Ci si affeziona al piccolo Doudou, alla bellissima Idjaba, ma è un’affezione temporanea e funzionale solo alle battute e alle scene del Checco protagonista.

“Principio di Archimede, galleggia solo chi ci crede”

“Tolo Tolo” è un film che, come nella citazione “galleggia” perché il suo co-autore ci crede e ci crede parecchio. Le battute sono destinate a razzisti, buonisti, ipocriti, giornalisti d’assalto, radical chic, neofascisti, ecc… una comicità che non risparmia nessuno nel solito modo a cui Checco Zalone ci ha abituati: estremizzare la natura e visione tutta italiana dei problemi (personali) di tutti i giorni: tasse, famiglia, eredità, ecc.

Corsa e rincorsa

“Un sognatore non può che chiudere in bellezza”

Mentre l’inizio è alquanto discutibile e senza nessuna poesia, il finale si vuole esserlo anche se dichiaratamente artificiale e costruito. A tal punto da diventare il set di un film, con una discontinuità narrativa  alquanto coraggiosa, oppure una canzoncina tutta animata sulla cicogna che riprende vagamente la paternità della sigla d’apertura di “Sole a catinelle”.

“Tolo Tolo” diverte, fa ridere e se le battute possono sembrare grossolane nascondono, a volte, una sottigliezza acuta che tenta di mettere davanti allo spettatore i difetti, le ipocrisie e le contraddizioni di un popolo italiano che alle parole buone non fa seguire i fatti… un po’ come tutti i politici.

Il primo film di Checco Zalone diventa anche il nuovo tentativo di battere il primato d’incassi di tutti i tempi in Italia detenuto ancora da “Avatar”. Con “Quo Vado?” ci si è fermati a poche centinaia di migliaia di euro, potenzialmente “Tolo Tolo” può farcela anche se sarà solo il passaparola, come sempre a decretare la permanenza prolungata in sala oltre allo scontato enorme bottino delle feste.

Voto: 6,6

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