Shazam!

Recensione in anteprima – Il suo nome è l’anagramma delle iniziali di sei leggende della tradizione epica classica: Salomone, Hercules, Atlante, Zeus, Achille e Mercurio e gli basta pronunciarlo per trasformarsi in una divina combinazione della loro forza e della loro saggezza. Siete pronti a conoscere Shazam? Dal 3 aprile nei cinema Italiani.

La trama

Dopo l’ennesima fuga da una famiglia affidataria, il quindicenne Billy Batson (Asher Angel) viene assegnato a una casa-famiglia dove divide la stanza con il coetaneo Freddy Freeman (Jack Dylan Grazer). A Billy non interessa trovare una nuova famiglia in cui sentirsi accolto. Lui scappa sempre per cercare la madre, che lo ha perso quando lui aveva tre anni.

Un giorno, dopo aver difeso Freddy da due bulli fuori da scuola, Billy scappa sulla prima metropolitana in partenza, che lo porta…in un tempio, al cospetto di un misterioso mago (Djimon Hounsou) che ha scelto Billy come campione, per la sua nobiltà d’animo. Gli basterà urlare la parola magica “Shazam!”, per diventare una versione adulta e perfetta di sé (Zachary Levi). Un supereroe dotato dei poteri degli dei: la saggezza di Salomone, la forza di Ercole, la resistenza di Atlante, il potere di Zeus, il coraggio di Achille e la velocità di Mercurio. Grazie all’aiuto di Freddy, patito di supereroi e profondo conoscitore di ogni genere di superpotere o di supercattivo, Billy scoprirà piano piano i suoi poteri e le sue responsabilità.

Poteri e responsabilità non sono citati a caso

Perché proprio in questo goffo ragazzino che si ritrova improvvisamente nel corpo praticamente perfetto di un uomo alto e muscoloso, non possiamo non riconoscere il percorso di coscienza di un giovane Peter Parker, alle prese con una nuova consapevolezza di sé, con la sperimentazione dei superpoteri e con una serie di rinnovate incombenze che pesano più di ogni altra cosa.

Un eroe funziona se ha un cattivo alla sua altezza

Dunque a dare un’accelerata forzata a questo viaggio interiore, ci pensa il dottor Thaddeus Sivana (Mark Strong). La sua genesi viene raccontata all’inizio del film: una cosa che non accade spesso e che da una certa rilevanza al personaggio e un tocco di originalità al film. Anche Sivana inizialmente era stato scelto come campione, ma poi viene respinto perché il suo cuore non è davvero puro.

Divorato dall’invidia, rimane ossessionato dal rifiuto subìto e non appena gli viene offerta un’altra possibilità sceglie di allearsi con i nemici del mago, i sette peccati capitali in forma di demoni. Sono presenze piuttosto forti con cui fare i conti, anche perché lui crede di averne il controllo, ma più verosimilmente sono loro ad esercitarlo su di lui. Mark Strong, già il tenebroso Lord Blackwood in Sherlock Holmes, mantiene quella maschera impenetrabile, quel rigore glaciale e dona al suo personaggio, disegnato piccoletto e decisamente meno minaccioso, una dignità ritrovata.

Per diventare un supereroe basta una sola parola!

Shazam, il cui vero nome per lungo tempo è stato Capitan Marvel (nome che poi è stato ceduto a Carol Danvers) è nato in casa DC nel 1939 dal disegnatore C.C. Beck e dallo scrittore Bill Parker e nonostante si dica che ai tempi fosse più amato di Superman, oggi è piuttosto sconosciuto, e l’intenzione della Warner Bros è proprio quella di ridargli il suo posto a fianco degli altri membri della Justice League.

Dopo una serie di faticosi tentativi di uscire dall’ombra dell’imponente avversario in campo di cinecomics, la Warner ha finalmente osato, proprio con il film sull’eroe che nessuno conosceva. E l’attore protagonista ringrazia. Zachary Levi infatti è innegabilmente la prima di tante scelte azzeccate. Sarà che anche lui se lo dice da solo, ma è davvero un eterno bambino, neanche per un istante ci si può dimenticare che in realtà quell’omone tutto muscoli e brillantina ha quindici anni, anche solo grazie a uno sguardo o all’incertezza nei movimenti propria di un ragazzino goffo e impacciato. Jack Dylan Grazer è una spalla perfetta, insolita, ma il ruolo gli calza a pennello.

Possiamo dire lo stesso di tutto il cast. Dal già citato Sivana al mago Shazam interpretato da un irriconoscibile Djimon Hounsou. Unica nota negativa nel casting è però proprio il protagonista. Asher Angel convince paradossalmente meno di Zachary Levi nei panni del quindicenne, forse troppo serioso e solenne.

Effetti “poco” speciali

Un’altra nota dolente che purtroppo non è una novità per Warner sono gli effetti speciali. I sette vizi capitali prendono vita sotto forma di creature mostruose, ma con una resa piuttosto scarsa. L’animazione in CGI sembra antiquata, quasi vecchia di 20 anni.

Un film per tutti

Con un quindicenne come protagonista e l’importanza della famiglia come tema centrale, Il film è esplicitamente rivolto ai giovanissimi, ma è talmente divertente e pieno di gag semplici, ma davvero esilaranti, che funziona benissimo anche su un pubblico adulto.

Voto: 7,8

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