Sing Street

Recensione in anteprima – Dopo il grande successo di Once e Begin Again il regista John Carney porta sul grande schermo Sing Street, firmando lopera migliore della sua carriera. Il film uscirà nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 10 novembre.

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Dublino, anni ’80. Conor (Ferdia Walsh-Peelo) è un adolescente dotato di un grande talento nello scrivere canzoni che sta vivendo una difficile situazione famigliare. I suoi genitori sono bloccati in un matrimonio in cui non sono felici (il divorzio in Irlanda negli anni ’80 era ancora proibito) e man mano che il loro rapporto va deteriorarsi l’impatto su Conor e i suoi fratelli diventa profondo.

A causa delle ristrettezze economiche dei genitori, Conor sarà costretto a trasferirsi da una scuola privata ad una pubblica: un ambiente scolastico difficile, dove è perennemente vittima di bullismo.

La vita di Conor prende una piega inaspettata quando si innamora di Raphina (Lucy Boynton), un’aspirante modella più grande di lui. Per far colpo su di lei Conor le chiede se vuole essere la protagonista del primo video musicale della sua, ancora inesistente, band. Conor, insieme ai suoi amici, decide così di formare una band, fondamentalmente per proteggersi, ma anche per attirare l’attenzione di Raphina che altrimenti non lo noterebbe mai.

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Saranno l’amore, l’inossidabile rapporto col fratello maggiore e soprattutto la musica a ridare a Conor speranza e fiducia in sé stesso.

Il progetto di Sing Street risale a molti anni fa, alla Dublino degli anni ’80, quando John Carney era ancora un adolescente. Il regista e sceneggiatore, come il protagonista, è cresciuto nella capitale irlandese passando da una scuola privata ad una pubblica. Da qui è scaturita l’idea di creare un  lungometraggio su questo periodo della sua vita da adolescente.

Il risultato è un film autentico, personale ma con una risonanza universale. Carney sceglie di non offrire uno sguardo su larga scala su come si presentava Dublino in quel decennio, piuttosto vuole dare allo spettatore l’illusione di percepire ciò che stanno vivendo i protagonisti a casa, a scuola, nelle strade della città. Tutto questo viene reso in maniera spontanea, ma tuttavia storica, scegliendo di girare nelle strade di Dublino, nei giardini e negli edifici della Synge Street School che, sebbene siano passati trent’anni, sono rimasti pressoché uguali.

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Dublino nel 1980 è stata colpita da una forte recessione socio-economica, il regista è partito da questo spunto per concentrarsi sui contrasti che il momento storico ha determinato. É il contrasto fra Irlanda e Inghilterra, fra Dublino e Londra e anche quello tra la sicurezza di un’istruzione privata contro quella del sistema statale. Ma soprattutto per il regista si tratta del contrasto tra un giovane ragazzo, che pensa di avere dei problemi, fino a quando non si confronta con quelli decisamente più grandi della ragazza di cui si innamora. Sing Street offre una prospettiva semplice e commovente sui pericoli e i sogni della vita di un adolescente.

John Carney possiede questa incredibile capacità di saper fondere insieme, in modo perfetto, musica e narrazione, rendendo l’una indispensabile per l’altra.

Nel corso del film si vede la band di Conor attraversare diverse fasi, tutte ispirate alla musica di quegli anni: una canzone in stile Duran Duran, passando per i The Cure ed Elvis Costello. La musica è, ancora una volta, la vera protagonista in questa opera di Carney: la musica come via di fuga e ancora di salvezza, ciò che permette a Conor di riprendere fiducia in sé stesso.

Lodevole il cast, composto per la maggior parte da giovani ragazzi che, essendo stati scelti in base alla propria attitudine musicale, erano privi di qualsiasi formazione attoriale.

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Sing Street è un film sincero, divertente e toccante allo stesso tempo in cui lo spettatore, fin dai primi minuti, è catapultato in questo mondo di colori, fantasie, musica e sentimenti.

John Carney riesce a raccontare attraverso la musica una profonda storia di amicizia, amore e problemi famigliari. Assolutamente da non perdere.

Voto: 8,5

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