RecensioneIl film con protagonista Jessica Biel è controverso e travagliato almeno quanto la sua produzione e uscita al cinema. E’ una rivincita dei deboli e degli sfortunati che grida in faccia più di un’accusa al sistema politico, sanitario e lobbystico statunitense.

Accidental_love

La vita perfetta di Alice (Jessica Biel), un’ingenua cameriera di provincia, viene sconvolta quando a causa di un incidente bizzarro, si ritrova ad avere un chiodo infilato nella testa alla vigilia del suo matrimonio. Dopo aver scoperto che il chiodo non può essere rimosso perché Alice non ha un’assicurazione sanitaria e i costi dell’intervento sono molto alti, il fidanzato di Alice rompe il fidanzamento.
La ragazza, a causa degli imprevedibili effetti causati dal chiodo, tra cui un impetuoso appetito sessuale, si ritrova nelle braccia di Howard Birdwell (Jake Gyllenhaal), un giovane e inesperto parlamentare, che però si offre di perorare la sua causa.
Ma cosa succede quando l’amore interferisce con quello in cui credi?

E fu così che “Accidental love” finalmente approdò al suo porto quiete naturale anche in Italia, cioè finalmente anche l’Italia ha potuto raccontare l’uscita al cinema di questo film le cui riprese sono iniziate ben 7 anni fa, nel 2008. Questa volta c’entra poco la distribuzione italiana, il film ha incontrato diverse battute d’arresto nella registrazione delle scene e nella creazione e montaggio del prodotto finale con partenze, arrivi di artisti e tecnici e disconoscimenti anche da parte del regista.

La pellicola prende spunto dal romanzo “Sammy’s hill” scritto da Kristin Gore, figlia di Al Gore, sì quell’Al Gore, politico e ambientalista statunitense. Il regista è Stephen Green, che se non vi dice niente, è normale, infatti è lo pseudonimo di David O.Russell. Anche qui, sì quell’ O.Russell, regista e sceneggiatore, 5 nominations agli Oscar negli ultimi 5 anni. Completato in modo da farlo uscire al cinema a tutti i costi nonostante il disconoscimento del regista, il film risente di tutta questa travagliata lavorazione soprattutto nel ritmo e nel montaggio: un paio di volte persino il montaggio sembra essersi mangiato qualche passaggio.

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Nonostante tutte queste vicissitudini la storia di partenza, instupidita quanto basta per rendere leggera tutta l’intera narrazione, è un buon spunto per quell’ora e 40 minuti (siano ringraziate le pellicole che non seguono la moda delle due ore per forza) di narrazione. Quello del chiodo in testa, si scopre abbastanza presto essere un pretesto per mettere a nudo in maniera ironica, ridanciana e al limite del volgare quelli che sono i mali, o meglio i nervi scoperti dell’amministrazione della cosa pubblica americana. L’incomprensibile (almeno fino a qualche anno fa per noi italiani)  situazione assicurativa sanitaria, la dinamica clientaristica delle lobby, la corruzione della politica, ecc…

I protagonisti si muovono tutti su questa falsariga, con l’emergere ogni tanto della bislacca storia d’amore tra la Biel e Gyllenhaal, prova generale di quella che sarà la ben più efficace storia d’amore tra Bradley Cooper e Jennifer Lawrence in “Il lato positivo“.Musiche, sceneggiatura e scenografia non verranno cerco ricordati ma sono comunque sufficientemente presenti. Uno è il punto forte del film: l’interpretazione di Jessica Biel. Mai come in questa occasione da prova della sua abilità recitativa e della sua straordinaria voglia di mettersi in gioco negli svariati e repentini cambiamenti di personalità. Splendida non solo fisicamente ma anche a livello artistico. Seguono a ruota i costumi e la ricostruzione degli anni 50 della primissima parte del film, un’ambientazione che ci catapulta in maniera credibilissima in una puntata alla “Happy Days”.

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In definitiva “Accidental love” malgrado tutti i suoi “incidenti” è un film che si lascia guardare con leggerezza e chiudendo ogni tanto gli occhi su qualche svista.

Voto: 5,9

Di Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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