Le intermittenze della morte (CK)

Un paese senza nome, 31 dicembre, scocca la mezzanotte. E arriva l’eternità, nella forma più semplice: nessuno muore più. La gioia è grande, la massima angoscia dell’umanità sembra sgominata per sempre. Ma non è tutto così semplice: chi sulla morte faceva affari per esempio perde la sua fonte di reddito. E cosa ne sarà della chiesa, ora che non c’è più uno spauracchio e non serve più nessuna resurrezione? I problemi sono tanti e complessi. Ma la morte dopo sette mesi annuncia, con una lettera scritta a mano, affidata a una busta viola e diretta ai media, che sta per riprendere il suo usuale lavoro. Da lì in poi le lettere viola partono con cadenza regolare. Ma un violoncellista, dopo che la lettera a lui indirizzata è stata rinviata al mittente per tre volte, costringe la morte a bussare alla sua porta per consegnarla di persona.

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A special place (CK)

Una profonda riflessione sulla natura del male, che ruota attorno a un ragazzino, Keith Hayward, per sua spontanea inclinazione affascinato della morte e dell’atto di uccidere. IL piacente e affabile Zio Till riconosce l’intima natura di suo nipote ed è ben lieto di istruirlo nell’arte di commettere delitti senza farsi scoprire. Anche un freddo individuo sociopatico, a quanto pare, deve imparare a sopravvivere, e Zio Till non può che essere felice di offrire delle lezioni, in quella che è l’ultima inquietante opera di uno dei più famosi registi di tutti i tempi.

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