I morti (CK)

Dublino. Le due sorelle Julia (Maggie Smith) e Kate Morkan (Phyllida Law), con la nipote Mary Jane, ospitano nella loro casa numerosi amici e parenti. Tra questi, lo scrittore e giornalista Gabriel Conroy (Daniel Day-Lewis) e sua moglie Elizabeth (Helena Bonham-Carter). Dal racconto omonimo di James Joyce.

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Le intermittenze della morte (CK)

Un paese senza nome, 31 dicembre, scocca la mezzanotte. E arriva l’eternità, nella forma più semplice: nessuno muore più. La gioia è grande, la massima angoscia dell’umanità sembra sgominata per sempre. Ma non è tutto così semplice: chi sulla morte faceva affari per esempio perde la sua fonte di reddito. E cosa ne sarà della chiesa, ora che non c’è più uno spauracchio e non serve più nessuna resurrezione? I problemi sono tanti e complessi. Ma la morte dopo sette mesi annuncia, con una lettera scritta a mano, affidata a una busta viola e diretta ai media, che sta per riprendere il suo usuale lavoro. Da lì in poi le lettere viola partono con cadenza regolare. Ma un violoncellista, dopo che la lettera a lui indirizzata è stata rinviata al mittente per tre volte, costringe la morte a bussare alla sua porta per consegnarla di persona.

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E poi siamo arrivati alla fine (CK)

Una grande agenzia di pubblicità sulle rive dell’immenso lago di fronte a Chicago, nel cuore dei grattacieli più antichi d’America. Qui, tra open space e cubicoli, tra computer e stampanti, si svolge la commedia umana di un gruppo di giovani spregiudicati e sognatori, cinici e brillanti, che ogni mattina, fatalmente, si incontra nello stesso luogo: in ufficio.

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Intervista dello sviluppo: Scoprendo Cecilia (Arcadia Productions)

Mi sento bene: mi piace scrivere personaggi femminili (anche per il corso, spesso, mi son trovato a scrivere storie con personaggi femminili). Ci ho pensato a lungo su questa cosa: mi piace scrivere personaggi femminili un po’ per le mie influenze (quelle cinematografiche sono per esempio David Cronenberg e Quentin Tarantino, che in questo aspetto sono dei maestri), un po’ perché credo che per un uomo sia difficile scrivere un personaggio femminile realistico, e quindi più ci si esercita meglio è.

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