QUEEN’S HOTEL


SCENA 1


La telecamera inquadra un’anziana ed elegante signora (Helen Mirren), seduta in un ampio giardino. Sta sorseggiando del the. E’ Lois Anderson.



Accanto a lei una signora più o meno della stessa età (Carole Shelley) sta leggendo ad alta voce un libro. E’ meno elegante dell’altra. Il suo nome è Martha.



MARTHA
“Il grande incontro non è previsto per oggi?”, domandò Mr.Pickwick.

Sì”, replicò il loro ospite. “Ci verrete anche voi, vero?”


La donna anziana interrompe la lettrice.


LOIS

Martha…


Martha guarda Lois.


MARTHA
Sì, Milady?


LOIS

Sono stanca, per oggi. Saresti così gentile da rientrare in albergo a prendermi un plaid? Vorrei riposare un’oretta in cima alla scogliera, a osservare il tramonto.


MARTHA

Ma certo, Milady.


Martha posa il libro e si alza in piedi. Si dirige verso un grande edificio poco distante. E’ il Queen’s hotel, un grande edificio in stile vittoriano più simile a una reggia che a un albergo.

Lois rimane invece seduta al suo posto.


Ora l’anziana signora è inquadrata attraverso le lenti di un binocolo.

A osservarla è una donna molto bella (Marion Cotillard), che si trova su una spiaggia semideserta. Si chiama Gabrielle Lenoir.



La spiaggia è circondata da scogliere e in cima a queste vediamo il Queen’s hotel.


La donna ripone il binocolo nella borsa e si avvia verso il sentiero che lascia la spiaggia.


Dissolvenza.


SCENA 2


Gabrielle è alla reception dell’albergo. Il receptionist dietro il bureau consegna una chiave alla donna.


RECEPTIONIST

Ecco a lei, signora. La stanza è la numero 310, al terzo piano. Bernard la aiuterà a portare di sopra le valigie.


GABRIELLE

Grazie.


RECEPTIONIST

E benvenuta al Queen’s Hotel.


Mentre segue il facchino, Gabrielle nota Lois Anderson seduta nella hall. Anche l’anziana signora si accorge della donna e accenna a un saluto.


Gabrielle entra in ascensore con Bernard.


Stacco.


SCENA 3


Gabrielle è in giardino. Si trova in cima alla scogliera e da lì osserva il mare, persa nei suoi pensieri.


Sentiamo la voce fuori campo di un bambino.


BAMBINO

Attenta!


Gabrielle si volta e vede una palla arrivare verso di lei. Gabrielle ha i riflessi pronti e la ferma con le mani. Poi solleva lo sguardo e vede un ragazzino (Trenton Rogers) correrle incontro.



BAMBINO

Grazie, signora! La palla stava per cadere.


GABRIELLE

Già… Fortuna che ero qui.


Gabrielle consegna la palla al bambino, che la prende e fugge via tornando dagli amici e ricominciando a giocare.


Ora è Lois che si avvicina a Gabrielle.


LOIS

Non sono maleducati… Fanno solo un po’ di baccano.


Gabrielle sorride educatamente.


GABRIELLE

Oh, lo immagino…


LOIS
Il ragazzino si chiama Tim Daugherty. Oh, ma lei è francese, vero? L’accento è inconfondibile.


GABRIELLE

E’ esatto.


LOIS

Io vivo qui da molti anni, ma sono originaria di Bruxelles. Anche lei è belga?


GABRIELLE

No, sono francese.


L’anziana signora porge la mano alla donna.


LOIS

Io mi chiamo Lois Anderson.


Gabrielle esita qualche secondo, ma poi stringe la mano della donna.


GABRIELLE

Gabrielle Lenoir.


LOIS

Che bel nome avete…


La fronte della donna si aggrotta improvvisamente.


LOIS

Mi dica… che cosa viene a fare in questo angolo sperduto d’Inghilterra una ragazza così carina e con gli occhi così belli? A me può essere perdonato, sono sola e la mia vecchia carcassa si rifiuta di viaggiare, ma lei?


Gabrielle sembra titubante.


GABRIELLE

Ecco… Turismo. Sono di passaggio.


L’anziana signora la guarda fissa negli occhi.


LOIS

Capisco. Mi piacerebbe poterla avere a cena al mio tavolo, dunque, stasera. Se è di passaggio almeno che possa godersi il soggiorno in compagnia. Sempre che la mia compagnia le sia gradita, ovviamente…


Gabrielle appare un po’ imbarazzata.


GABRIELLE

Ma certo. Accetto volentieri l’invito.


LOIS

Benissimo, allora! A stasera.


Detto questo, la donna si allontana. Gabrielle rimane sola a guardarla mentre torna verso l’albergo.


Stacco.


SCENA 4


Siamo nella sala da pranzo dell’albergo.


Un pianista (Vincent Cassel), vicino al bancone del bar, sta suonando una delicata musica di sottofondo (Energy flow di Ryuichi Sakamoto)



La telecamera stringe sul tavolo a cui sono sedute Gabrielle e Lois.

Le due donne sono arrivate al dolce, un invitante dessert di pan di spagna con panna e crema gelato.


LOIS

Forse mi sta giudicando un po’ golosa, ma che vuole che le dica… Alla mia età non sono molti i piaceri di cui si può godere: mangiar bene, dormire senza la sveglia, leggere un buon libro e godersi un bel panorama.


Gabrielle sorride.


GABRIELLE

E’ una piacevole visione della vita.


LOIS

Un po’ solitaria e malinconica, ma credo sia piacevole, sì.


Gabrielle osserva la donna, curiosa.


GABRIELLE

Siete mai stata sposata?


LOIS

Sposata io? Dio del cielo, no! Ho sempre desiderato avere la mia libertà e non c’è uomo che avrebbe potuto farmi cambiare idea.


Poi la sua espressione si fa maliziosa.


LOIS

Questo non significa che non mi sia mai innamorata… Ero abbastanza bella da far perdere la testa a qualcuno. Ma l’amore non mi ha mai spinta fino al matrimonio.


Ride allegramente e Gabrielle la imita.


LOIS

E lei invece, mia cara Gabrielle? Lei è sposata?


GABRIELLE

No…


LOIS

Fidanzata?


GABRIELLE

No.


LOIS

Cara ragazza… Sarà almeno innamorata?


Gabrielle abbassa lo sguardo sul suo dolce.


GABRIELLE

Non più, ormai. Sono innamorata solo del mio lavoro. Sono dentista…




LOIS

Oh, davvero? Sono sicura che con il viso grazioso che si ritrova molti pazienti riescano a passar sopra al timore che la sua professione normalmente suscita.


Gabrielle sorride imbarazzata.


GABRIELLE

Non è sempre così… Ma qualche caso potrei contarlo.


Lois finisce il dolce e fa un cenno a una cameriera (Charlotte Gainsburg), che si avvicina prontamente al tavolo.



CAMERIERA

Milady?


LOIS

Potrei avere un’altra fetta di dolce, Bessie? Un’altra anche per madamoiselle Lenoir, se…


GABRIELLE

No, grazie. Io sono sazia.


La cameriera annuisce e si allontana.


LOIS

Mia cara, non troverà mai marito se non si mantiene in forze.


GABRIELLE

Non lo troverò neppure se ingrasso a dismisura.


LOIS

Oh, gli stereotipi moderni… Sono sopravvalutati. Gli uomini non amano sposare i manichini pelle e ossa.


Gabrielle fa un sorriso di circostanza, assecondando la donna.


Dalla cucina arriva quindi Martha, la signora che leggeva per Lois all’inizio. E’ vestita da cuoca.


MARTHA

Milady, sono desolata, ma il dolce è terminato… Posso farle portare del pudding al cioccolato, però, se lo desidera.


LOIS

Il pudding andrà benissimo, Martha, grazie…


La cuoca fa per andarsene, ma Lois la trattiene.


LOIS

Ah, Martha! Se domani andate da Ambrose Chapell, fate mettere tutto sul mio conto.


MARTHA

Oh, Milady, come siete buona… Grazie!


LOIS

E’ un piacere, Martha.


La cuoca si allontana tornando in cucina.


GABRIELLE

Chi è questo Ambrose Chapell?


LOIS

Il parrucchiere del paese. Sa, le persone anziane come me hanno bisogno di sentirsi indispensabili… Martha è una mia protetta, diciamo. E’ della mia generazione e credo abbia raggiunto l’età della pensione da anni, ma lavora ancora per mantenere una nipote rimasta orfana. Manda tutto ciò che guadagna alla ragazza, a Londra, e per sé non tiene nulla. Compie così tanti sacrifici… Per questo la aiuto a sentire meno il peso di queste rinunce.


GABRIELLE

E’ molto nobile, da parte sua.


LOIS

Mi creda, la componente di orgoglio personale è molto forte. Spesso le persone più generose sono quelle più egoiste e mascherano con la propria solidarietà la debolezza di sentirsi inutili e inadeguate.


Gabrielle appare colpita.


GABRIELLE

Non credo sia il suo caso, Miss Anderson.


LOIS

La ringrazio. Ma mi chiami Lois, cara.


La cameriera porta il pudding a Lois, che inizia a mangiare con gusto. Gabrielle intanto si guarda intorno per la sala.

Osserva il pianista, che continua a suonare la musica in sottofondo.

Infine il suo sguardo si posa su un uomo che si sta avvicinando al loro tavolo (Jude Law).



Anche Lois lo vede arrivare.


LOIS

Signor Shanning! Dove vi siete nascosto tutto il giorno? Venite a sedervi con noi. Voglio presentarvi la ragazza più carina del mondo!


Gabrielle la fulmina con lo sguardo.


Lui sorride educatamente e porge la mano a Gabrielle.


BENJAMIN

Benjamin Shanning, molto lieto.


GABRIELLE

Gabrielle Lenoir.


Benjamin si mette a sedere.


BENJAMIN

Buonasera Miss Anderson.


LOIS

Signor Shanning, è un piacere rivederla.


Poi si rivolge a Gabrielle.


LOIS

Il signor Shanning è venuto dall’America per una serie di conferenze che terrà all’università di Cambridge. A proposito di certi alberi, dico bene?


BENJAMIN

In parte è così. La verità è che preferisco molto di più rimanere ad oziare sulle spiagge inglesi, piuttosto che tenere quelle conferenze. E lei, da quanto tempo si trova al Queen’s Hotel, Miss Lenoir? O forse dovrei dire madamoiselle… E’ francese, non è vero?


GABRIELLE

Sì, sono francese. Ma mi chiami pure Gabrielle. Sono arrivata oggi, ma temo che me ne andrò presto.


BENJAMIN

Che peccato… E’ di passaggio?


Gabrielle annuisce, leggermente in agitazione.


GABRIELLE

S-sì… Ma non proprio prestissimo, comunque.


Lois osserva lo scambio di battute e di sguardi tra i due e sorride.


LOIS

Avete già cenato, signor Shanning?


BENJAMIN

Purtroppo sì, Miss Anderson. Ospite della prestigiosa università di Cambridge, la cui qualità culinaria è inversamente proporzionale all’altisonanza del proprio nome. Ma del resto non è che sia celebre per il suo refettorio…


LOIS

Domani sera non si lasci sfuggire l’occasione di cenare al nostro tavolo, allora.


BENJAMIN

Non mancherò, promesso.


Lois si alza in piedi.


LOIS

Ah, bene. Allora credo che mi ritirerò nella mia stanza lascerò che voi due facciate conoscenza. Siete una così bella coppia…


BENJAMIN

Miss Anderson, non metta in imbarazzo madamoiselle Lenoir…


LOIS

Ma quale imbarazzo, signor Shanning. Gabrielle è una ragazza forte e determinata. Lo sa che è dentista? Io non riuscirei a svolgere quel lavoro per tutto l’oro del mondo… Oh, ma vi sto annoiando con le mie stravaganze, perdonatemi.


La donna si allontana, salutando i due ospiti, che ricambiano.


BENJAMIN e GABRIELLE

Buonanotte Miss Anderson.


Benjamin si volta quindi verso Gabrielle con un sorriso.


BENJAMIN

Miss Anderson si intona perfettamente all’arredamento dell’hotel, non trova?


Gabrielle ride.


GABRIELLE

In effetti direi che è proprio così…


BENJAMIN

Posso offrirle qualcosa al bar?


Gabrielle osserva Benjamin negli occhi.


GABRIELLE

Preferirei fare una passeggiata. Le va di accompagnarmi?


BENJAMIN

Ne sarò lieto…


Stacco.


SCENA 5


Benjamin e Gabrielle stanno passeggiando sul lungomare che costeggia la spiaggia sabbiosa, alla luce della luna.


GABRIELLE

E così lei viene dall’America…


BENJAMIN

Sì, ma ad essere sincero sono nato in Inghilterra. Mi sono trasferito negli Stati Uniti da bambino, insieme ai miei genitori.


GABRIELLE

Motivi di lavoro?


BENJAMIN

Mio padre, sì.


GABRIELLE

Quanto pensa di fermarsi in Inghilterra?


BENJAMIN

Ancora pochi giorni, credo. Il tempo di finire la serie di conferenze e poi attraverserò nuovamente l’oceano.


GABRIELLE

Miss Anderson diceva che si occupa di alberi, giusto?


BENJAMIN

Sì, è esatto. Più precisamente di biotecnologia agraria.


GABRIELLE

Suona complicato.


BENJAMIN

In parte lo è. Ma è la mia passione per le piante a prevalere sull’applicazione della scienza. Hanno una forte personalità, le piante, molto più di quanto si pensi. Proprio come le persone. Per esempio, lei… sarebbe un magnifico biancospino.


Gabrielle ride, sorpresa.


GABRIELLE

Cosa? Un biancospino?




BENJAMIN

Il Crataegus monogyna, ossia il biancospino comune, era una pianta sacra per i celti. Simbolo di purezza e verità, punge per difendersi e fiorisce al primo sole del mattino.


Gabrielle si acciglia.


GABRIELLE

E cosa avrebbe in comune con me?


Lui sfoggia un sorriso disarmante.


BENJAMIN

Ha dei bellissimi fiori e profuma…


Gabrielle accetta il complimento con un sorriso.


GABRIELLE

E lei, signor Shanning, che albero sarebbe?


BENJAMIN

Un ulivo. Donato da Atena agli antichi greci, simbolo di pace e prosperità, pianta estremamente resistente e coriacea. Si figuri che nelle condizioni climatiche più adatte può sopravvivere anche fino a mille anni.


GABRIELLE

E lei ha intenzione di vivere fino a mille anni, signor Shanning?


BENJAMIN

Benjamin, la prego. E no… Credo che mi accontenterei di molto meno. Ma anch’io sono resistente e difficile da abbattere.


Gabrielle lo osserva interessata.


GABRIELLE

La tenacia è una qualità ammirevole.


BENJAMIN

Mi creda, ne ho in abbondanza…


Stacco.


SCENA 6


Siamo nella hall dell’albergo. Nel lounge bar, per la precisione.


E’ inquadrato il pianista, che sta suonando Morning passages di Philip Glass.


Dopo un po’ entrano Benjamin e Gabrielle, i quali vanno a sedersi al bancone del bar e ordinano da bere.

Osserviamo i due dal punto di vista del pianista, che sorride mentre guarda la coppia parlare in modo intimo e confidenziale, con i visi vicini e gli sguardi che si incrociano continuamente.


Il pianista cambia musica, passando a suonare La vie en rose. La sua sembra una dedica a Benjamin e Gabrielle.


Mentre le note della canzone riecheggiano discrete nel salone, la telecamera ci mostra i volti di alcuni dei presenti: un anziano signore ascolta la musica seduto su una poltrona tenendo gli occhi chiusi, una donna col figlio neonato addormentato in braccio parla col marito, un uomo in smoking legge un quotidiano e guarda verso le scale, una donna in abito da sera lo raggiunge ed esce con lui dall’albergo, il barista pulisce il bancone del bar e guarda l’ora stancamente, una cameriera si affaccia dal ristorante e gli fa un cenno civettuolo, facendolo sorridere malizioso.


La telecamera si sposta quindi a inquadrare il giardino e oltre questo la luce della luna che illumina il mare giù dalla scogliera.


Stacco.


SCENA 7


Ci troviamo in un corridoio dei piani superiori. Dall’ascensore arrivano Benjamin e Gabrielle, i quali si fermano davanti alla stanza di lei.


GABRIELLE

Grazie per avermi accompagnato.


BENJAMIN

E’ stato un piacere, Gabrielle.


I due si guardano imbarazzati per qualche secondo.


GABRIELLE

Be’, ora è meglio che vada a dormire.


BENJAMIN

Certo… Spero di poterla rivedere, domani. Non partirà, vero?


Gabrielle sembra pensarci su.


GABRIELLE

Forse dovrei… Ma può darsi che la notte mi porti consiglio e decida di rimanere.


BENJAMIN

Ci conto. Buonanotte, Gabrielle.


GABRIELLE

Buonanotte , Benjamin.


Lei apre la stanza e sparisce all’interno, mentre lui rimane fermo a guardare la porta per qualche secondo ancora.

Poi torna all’ascensore, con un piacevole sorriso sul volto.


Dissolvenza.


SCENA 8


E’ giorno. Gabrielle scende le scale ed entra nella hall, dirigendosi verso la reception. Qui trova una segretaria, che le sorride amabilmente.


SEGRETARIA

Buongiorno Miss Lenoir. Posso esserle utile?


GABRIELLE

Sì, io… Pensavo di prolungare il mio soggiorno. E’ possibile?


La segretaria sorride allegra.


SEGRETARIA

Ma certo! La sua camera è libera tutta la settimana, se lo desidera.


GABRIELLE

Oh, non credo di fermarmi tanto a lungo. Un paio di giorni sicuramente, però.


SEGRETARIA

Non c’è alcun problema. Si goda la vacanza.


GABRIELLE

Grazie. Per la colazione…


SEGRETARIA

Da quella parte. Buona giornata!


Gabrielle ringrazia con lo sguardo e si dirige in sala da pranzo. Scruta il salone per individuare se c’è Benjamin, ma non lo vediamo.


C’è invece Lois, che appena scorge Gabrielle alza un braccio per salutarla.


LOIS

Gabrielle!


Gabrielle saluta la donna e si avvicina al suo tavolo.


GABRIELLE

Buongiorno Miss Anderson.


LOIS

La stavo aspettando! Si sieda.


Gabrielle obbedisce.


LOIS

Come siete carina, oggi. Forse speravate di incontrare nuovamente il signor Shanning?


Gabrielle guarda la donna con aria di rimprovero.


GABRIELLE

Lois, cosa dite…


LOIS

Su, su. Dovete raccontarmi tutto. Il signor Shanning se n’è andato e quindi questa mattina potete dedicarla completamente a me.


GABRIELLE (quasi trasalendo)

Andato?


LOIS

A Cambridge per la sua conferenza, intendo. No, non è partito… Non sia sciocca.


Gabrielle abbassa lo sguardo, sentendosi effettivamente un po’ sciocca.


LOIS

Ad ogni modo, cos’ha deciso? Non vorrà lasciarci, spero.


GABRIELLE

No… Ho appena confermato la camera per qualche giorno ancora.


LOIS

Meraviglioso! Allora stamattina le farò visitare il paese. Sa che qui si trova una delle più antiche abbazie d’Inghilterra? E’ assolutamente da non perdere.


GABRIELLE

Sarà un piacere.


LOIS

Coraggio, allora. Faccia una bella colazione. Più tardi faremo una bella camminata.


Primo piano di Gabrielle, un po’ imbarazzata.


Stacco.


SCENA 9


Siamo in paese, un delizioso agglomerato di case all’inglese pulito e ordinato.

Gabrielle e Lois stanno passeggiando serenamente per le vie, guardando le vetrine dei negozi.


LOIS

Lo sa, mia cara Gabrielle… Oramai mi sono affezionata a questo posto. E’ diventata la mia casa, come il Queen’s hotel.


GABRIELLE

E’ da molto che vive qui?


LOIS

Sono quasi dieci anni.


GABRIELLE

Capisco. Ha scelto davvero un bel posto.



LOIS

Non è meraviglioso?


Gabrielle annuisce.


Le due donne passano vicino all’ufficio postale.


LOIS

Oh, potrebbe attendere qui un istante? Dovrei controllare se è arrivata una lettera per me.


GABRIELLE

Ma certo.


L’anziana signora entra nell’ufficio e Gabrielle rimane fuori osservando il passaggio degli abitanti del paese.


Si sposta di qualche metro a esaminare la vetrina di un negozio di antiquariato poi nota a fianco di questo una pasticceria.


Vediamo quindi Lois uscire dall’ufficio postale con una busta in mano. Non vede Gabrielle e per questo la sua espressione si fa perplessa.


Subito però la ragazza esce dalla pasticceria con un sacchetto.


LOIS

Oh, temevo se ne fosse andata.


GABRIELLE

Ma no… Le ho preso un dolce. Visto che le piacciono tanto…


LOIS

Cara ragazza! E’ davvero molto gentile da parte sua.


Gabrielle consegna il sacchetto a Lois, che accetta con un sorriso.


GABRIELLE

Vedo che è arrivata la lettera che aspettava.


LOIS

Non immagina da quanto l’aspettavo! E pensi che nemmeno mi riguarda.


GABRIELLE

Davvero?


LOIS

Le ho già detto che mi prendo cura, nei limiti delle mie possibilità, di quella povera Martha, la cuoca del Queen’s hotel. Ebbene, finalmente ho ricevuto una risposta dal giudice Nupkins!


GABRIELLE

Non capisco.


LOIS

Sir Nupkins abita a Londra ed è un mio caro amico. Ha bisogno di una cuoca e così io gli ho parlato di Martha. La vuole assumere! Per Martha è una splendida occasione: un lavoro meno faticoso, meglio pagato… E poi potrà stare a Londra, vicino alla sua adorata nipote.


GABRIELLE

Ha fatto una bellissima cosa per quella donna. Credo che Martha le sarà eternamente grata.


LOIS

Alla nostra età siamo sempre felici quando qualcuno si dedica a noi per sostenerci nelle nostre difficoltà. Ma lo siamo anche se possiamo sentirci ancora utili e quindi credo che il giudice Nupkins abbia fatto proprio felici due anziane signore.


Gabrielle osserva la donna, sorridendo. Ma nei suoi occhi leggiamo un’espressione strana, come se fosse perplessa per qualcosa.


Lois sembra accorgersene.


LOIS

Sa… Mi perdoni se dico questo, ma mi pare che talvolta lei mi osservi con un’aria strana. Come se mi esaminasse al microscopio. Non vorrei rimproverarla, sia chiaro…


Gabrielle distoglie in fretta lo sguardo.


GABRIELLE

Oh, mi perdoni Lois. Io… E’ che assomigliate in modo sorprendente a qualcuno che è legato al mio passato.


Lois sembra rabbuiarsi, anche se per un istante solo.


LOIS

Come vi capisco! A volte vedo un nuovo cliente, all’hotel, e lo inseguo gridando “Jack, sei tu?”, oppure “Kate, ti ricordi di me?”. Per fortuna nessuno se la prende. E’ uno dei vantaggi dell’età: nessuno si stupisce troppo se una persona anziana si comporta in maniera un po’ eccentrica.


Gabrielle cerca di rilassarsi, anche se la sua espressione rimane un po’ tirata.


Stacco.


SCENA 10


Siamo di nuovo nella hall dell’albergo. Gabrielle e Lois stanno rientrando dalla loro gita in paese.

Le due donne si dirigono direttamente verso le scale, per andare in camera, ma il receptionist le ferma.


RECEPTIONIST

Miss Lenoir!


La ragazza si ferma, perplessa, poi si avvicina al bancone.


GABRIELLE

Sì?


RECEPTIONIST

Ha telefonato il signor Shanning e ha lasciato un messaggio per lei. L’ho scritto qui su questo biglietto.


Il giovane porge una busta a Gabrielle, la quale lo prende e lo apre tornando verso le scale, dove Lois è rimasta in attesa.

Gabrielle legge il biglietto e sorride, poi si rivolge a Lois.


GABRIELLE

Il signor Shanning mi ha invitata a cena, questa sera, al Donovan’s Rest.


LOIS

Oh, mia cara Gabrielle… Sono tanto felice per lei quanto invidiosa. Ma l’ho detto e lo ripeto: siete una splendida coppia.


GABRIELLE

Lois…


LOIS

Si fidi di me, Gabrielle. Quell’uomo ha già perso la testa per lei. Il Donovan’s Rest è un ristorante molto elegante ed esclusivo, l’ideale per una serata romantica. Il signor Shanning deve aver chiesto consigli in giro.


GABRIELLE

E immagino che lei non c’entri nulla con tutto questo…


Un sorriso furbo compare sul viso della donna.


LOIS

Mi vede così bene nelle vesti di Cupido, Gabrielle?


GABRIELLE

In effetti credo proprio di sì.


Le due donne ridono.


LOIS

Coraggio, vada a prepararsi per il suo cavaliere. Non ne passano spesso di così validi.


Primo piano di Gabrielle, tra il pensieroso e il sognante.


Lois e Gabrielle riprendono a salire le scale.


Inizia una musica (Koko di Ryuichi Sakamoto)


Stacco.


SCENA 11


Mentre sentiamo la musica vediamo Gabrielle nella sua camera.

Si sveste, si fa la doccia, si asciuga il capelli, si mette un bel vestito da sera e si trucca.


La telecamera si sposta quindi in paese, a inquadrare un suggestivo viale alberato e poi a seguire un taxi che lo percorre.


Dentro al taxi c’è Gabrielle, che guarda fuori dal finestrino serenamente.


Il taxi parcheggia davanti a un elegante ristorante, che un’insegna ci identifica come il Donovan’s Rest.


La ragazza scende dall’auto ed entra nel ristorante, trovandosi presto di fronte al banco delle prenotazioni. Qui un cameriere la saluta cordialmente.


CAMERIERE

Buonasera, signora.


GABRIELLE

Buonasera. Dovrebbe esserci un tavolo prenotato a nome Shanning…


Il cameriere non ha bisogno di controllare la lista.


CAMERIERE

Certo. Il signore è già arrivato e la sta aspettando. Mi segua.


Gabrielle segue il cameriere fino a un tavolo a cui è seduto Benjamin. Quando la vede, questi si alza e scosta la sedia in maniera che lei possa sedersi.


BENJAMIN

Bonsoir, Gabrielle.


Lei sorride al saluto in francese.


GABRIELLE

Bonsoir, Benjamin, très gentil.


Accattivante sorriso da parte di lui, che si rimette a sedere.


BENJAMIN

Sono felice che abbia accettato il mio invito, Gabrielle.


GABRIELLE

Come avrei potuto dire di no a una proposta così galante, Benjamin? E’ davvero un locale raffinato. Una scelta sorprendente per un turista di passaggio.


BENJAMIN

Ho i miei informatori.


GABRIELLE

Non ne dubito… Sono forse egocentriche e anziane signore con una passione per i dolci?


BENJAMIN

Non le si può nascondere nulla…


Arriva un cameriere a prendere l’ordine, mentre un altro versa un aperitivo alla coppia.


CAMERIERE

Cosa posso servirvi, signori?


GABRIELLE

Che cosa consiglia?


CAMERIERE

Quest’oggi abbiamo dell’ottimo coniglio gallese, ma se preferite qualcosa di più piccante lo chef questa sera consiglia il balti. Altrimenti posso lasciarvi il menù…


GABRIELLE

Oh, io credo proprio che assaggerò il balti.


CAMERIERE

Ottima scelta, signora. E per il signore?


BENJAMIN

Credo che seguirò l’esempio della signora.


CAMERIERE

Benissimo. Come vino posso consigliarvi un Riesling?


BENJAMIN

E’ perfetto.


Il cameriere se ne va con un leggero inchino.


BENJAMIN

Allora, come hai trascorso la giornata?


GABRIELLE

Ho visitato il paese in compagnia di Miss Anderson.


BENJAMIN

Allora non si è annoiata di certo. Il giorno in cui sono arrivato ha fatto da guida turistica anche a me e non ho avuto un attimo di pace.


Gabrielle sposta lo sguardo di lato.


GABRIELLE

Già… E’ una donna molto disponibile.


BENJAMIN

Anche troppo.


Gabrielle lo guarda incuriosita.


GABRIELLE

Cosa intende dire?


BENJAMIN

Nulla… Solo che talvolta può diventare un po’ invadente.


GABRIELLE

Sì, in effetti un po’ lo è.


BENJAMIN

Ma probabilmente se non fosse stato per lei non saremmo qui insieme, quindi…


Solleva il proprio bicchiere.


BENJAMIN

Proporrei un brindisi per Miss Anderson.


Gabrielle lo osserva titubante, poi decide di non tirarsi indietro. Prende il bicchiere e brinda.


GABRIELLE

A Miss Anderson.


Stacco.


SCENA 12


Siamo nella camera di Lois, la quale è seduta di fronte allo specchio e si sta togliendo orecchini e gioielli.


Bussano alla porta.


LOIS

Avanti!


Entra Martha, timidamente.


MARTHA

Voleva vedermi, Milady?


Lois sorride.


LOIS

Entra, cara Martha! Ho una splendida notizia per te.


MARTHA

Una notizia per me?


Lois, per tutta risposta, tira fuori la lettera dal cassetto della scrivania.


LOIS

Indovina…


MARTHA

Oh, io proprio non saprei… Una lettera? Non sarà forse per quel lavoro di cui mi avevate parlato?




LOIS

Esattamente! Il giudice Nupkins vi attende già da domani a Londra per prendere servizio in casa sua.


Martha è sbalordita. Sembra non saper cosa dire.


MARTHA

Milady, ma è… meraviglioso!! Potrò stare vicino alla mia piccola Lizzie e aiutarla negli studi! Milady, voi siete… voi siete…


La cuoca prende le mani dell’anziana signora, che sorride raggiante.


LOIS

Chiamerò il giudice per confermargli che sei d’accordo, anche se già glielo avevo anticipato.


MARTHA

E per il lavoro qui al Queen’s Hotel? Non posso andarmene così di punto in bianco.


LOIS

Sono settimane che il signor Cooper sa dell’eventualità. Stasera gli ho detto che te ne saresti andata domani e ho suggerito che la giovane Bessie possa prendere il tuo posto. Ha talento e credo se lo meriti.


Martha è commossa.


MARTHA

Voi siete un angelo, milady. Il mio angelo custode.


LOIS

Veglierò su di te anche quando sarò a Londra, mia cara Martha.


Martha annuisce, incapace di dire altro.


Stacco.


SCENA 13


Benjamin e Gabrielle stanno passeggiando in riva al mare. La luna piena splende in cielo, illuminando l’acqua con i suoi riflessi argentei.


BENJAMIN

Non ci sono paesaggi così, a New York.


GABRIELLE

Oh, sono convinta che ce ne siano di altrettanto suggestivi.


BENJAMIN

Certamente, ma nessuno capace di suscitare emozioni come quelle che provo io in questo momento.


GABRIELLE

E quali sono queste emozioni?


Benjamin si ferma e prende le mani di Gabrielle.


BENJAMIN

Ammirazione. Stordimento. Un completo e assoluto abbandono a questa inevitabile attrazione che sento…


Gabrielle sostiene lo sguardo dell’uomo, sorridendo.


GABRIELLE

Sta parlando del mare, Benjamin? Della luna?


BENJAMIN

Gabrielle… Sai benissimo che sto parlando di te.


Detto questo si fa avanti e bacia la ragazza, la quale si lascia trascinare nell’abbraccio passionale di lui.


Dopo un lungo baio i due si guardano negli occhi intensamente.


GABRIELLE

Allora la tua passione non si limita alle piante…


Lui fa uno sguardo furbo e la bacia di nuovo.


Dissolvenza in nero.


SCENA 14


E’ giorno. Vediamo un uomo sulla sessantina che sta camminando lungo la riva, con un sacchetto in mano.

Si china a raccogliere una conchiglia e la mette nel sacchetto, poi prosegue.


Dopo qualche metro si ferma. Sembra perplesso.

Si avvicina alla scogliera, in vetta alla quale si scorge il Queen’s hotel.

Vediamo qualcosa alla base, ma non capiamo cosa sia.


L’uomo si avvicina e quando arriva a pochi metri rimane stupefatto e inorridito.

E’ il cadavere di una donna, riverso sugli scogli. Il volto è tumefatto e scorticato, ma i capelli bianchi non lasciano dubbi sul fatto che si tratti di una persona anziana.


L’uomo lascia cadere il sacchetto con le conchiglie e fugge via.


Stacco.


SCENA 15


Ci troviamo di fronte all’albergo. Vediamo arrivare un’auto che parcheggia in tutta fretta.

Ne scende un uomo (Hugh Laurie) in camicia fuori dai pantaloni e giacca sgualcita, seguito da una donna (Rebecca Hall) vestita più elegantemente.

Sono l’ispettore Black e la sua assistente Jenkins.



I due entrano nella hall e un uomo (Patrick Dempsey) si fa loro incontro.



UOMO

I signori sono della polizia?


BLACK

Esatto. Io sono l’ispettore Micheal Black e questa è la mia assistente Rose Jenkins.


COOPER

Sono Andrew Cooper, il proprietario del Queen’s Hotel. E’ dunque vero quello che si dice?


BLACK

Cosa si dice, signor Cooper?


COOPER

Che Miss Anderson è caduta dalla scogliera. Che, insomma… che è…


BLACK

Che è morta? Temo proprio sia così, signor Cooper.


COOPER

Che tragedia! Ma, se mi è consentito, in cosa posso esservi utile, signori? Insomma, si è trattato di un incidente, no?


BLACK

Ci sono fatti che dobbiamo appurare, signor Cooper. Ci dica, alloggiano qui i signori…


Si volta verso l’assistente in cerca di supporto.


JENKINS

Benjamin Shanning e Gabrielle Lenoir.


COOPER

Sì, ma non capisco…


BLACK

Potrebbe chiamarli?


COOPER

Certamente.


L’uomo si dirige alla reception e compone un numero di telefono.


Nessuna risposta.


Ne compone dunque un altro.


Nessuna risposta.


COOPER

Credo che i signori non siano in hotel, al momento.


I due poliziotti si lanciano un’occhiata.


BLACK

E’ possibile entrare nella loro camera qualche minuto?


COOPER

Non sarebbe corretto, ma se lo ritiene necessario… E comunque le camere sono due. Credo che i signori si siano conosciuti qui.


BLACK

Questo lo lasci giudicare a noi. Potrei avere le chiavi, per cortesia?


Cooper prende le chiavi dalla bacheca.


COOPER

Certo, ecco qui. 310 e 215.


Black prende le due chiavi e ne passa una all’assistente.


BLACK

Andiamo a vedere.


Stacco.


SCENA 16


Siamo in una delle camere. Dagli oggetti e dal vestiario capiamo che si tratta di quella di Benjamin.

L’ispettore Black si sta aggirando per la stanza guardandosi intorno con attenzione. Apre un paio di cassetti, dà un’occhiata all’armadio, si affaccia all’interno del bagno.

Poi si dirige verso la valigia posata su un ripiano, la apre e ne esamina il contenuto (pochi abiti e qualche oggetto).


Tra le altre cose c’è un libro su alberi e piante e l’ispettore lo prende in mano. Sfogliandolo, dalle pagine cade a terra un foglietto, che l’uomo si china lesto a raccogliere.


E’ un ritaglio di giornale e mostra le foto di un uomo, che il titolo dell’articolo ci indica come il primo ministro in vacanza. E’ in piedi di fronte all’entrata del Queen’s Hotel e sorride salutando verso l’obiettivo. Sullo sfondo, cerchiata con una penna rossa, riconosciamo Miss Anderson, intenta a conversare con un ospite.


Primo piano dell’ispettore, colpito dalla scoperta.


L’uomo si avvia verso l’uscita, e quando apre la porta si ritrova di fronte la propria assistente, Jenkins.


JENKINS

Ispettore, stavo venendo da lei. Guardi cos’ho trovato nella stanza della francese.


La donna solleva un articolo di giornale identico a quello trovato dall’ispettore, il quale fa un sorriso e mostra la propria copia alla collega stupefatta.


BLACK

Dobbiamo parlare con questi due.


JENKINS

Decisamente… Ma dove saranno?


BLACK

Non lo so, ma se non sono di ritorno entro un paio d’ore, avvisa le pattuglie.


JENKINS

Agli ordini.


I due si incamminano lungo il corridoio, diretti verso l’ascensore.


Stacco.


SCENA 17


Inquadratura della spiaggia, in cui notiamo una barca di legno tirata in secca.


La telecamera si avvicina e dentro la barca troviamo Benjamin e Gabrielle addormentati in un romantico abbraccio.


Gabrielle apre gli occhi e dopo qualche secondo che impiega a capire dove si trova, sorride tuffando il viso nell’incavo del collo di lui.


Benjamin si sveglia e guarda Gabrielle.


BENJAMIN

Ehi… Buongiorno.


GABRIELLE

Buongiorno. Ma dimmi un po’… Che ci faccio in una vecchia barca abbracciata a uno sconosciuto?


Benjamin fa un’espressione divertita.


BENJAMIN

Sai, è la stessa cosa che mi stavo domandando anch’io.


I due ridacchiano, poi si baciano.


BENJAMIN

Ma che ore sono? Ho l’ultima conferenza, alle due di oggi pomeriggio.


Gabrielle guarda l’orologio.


GABRIELLE

Sono le nove.


Lui ci pensa su un attimo e poi avvicina nuovamente il viso a quello di lei.


BENJAMIN

Allora non c’è fretta…


Lei sorride ancora e lo bacia di nuovo.


Stacco.


SCENA 18


E’ passato un po’ di tempo e vediamo Benjamin e Gabrielle rientrare in albergo.


Il signor Cooper si fa loro incontro.


COOPER

Oh, signori! Vi stavamo aspettando!


Benjamin e Gabrielle si guardano confusi.


BENJAMIN

Davvero? E come mai?


Cooper si fa vicino e parla a bassa voce.


COOPER

Vi prego di seguirmi nel mio ufficio. Preferirei non discuterne qui.


La coppia sembra perplessa, ma segue Cooper in direzione.


BENJAMIN

Ebbene?


Il signor Cooper chiude la porta e si rivolge ai due.


COOPER

Mi rincresce infinitamente di crearvi questo disagio, signori, ma questa mattina è successa una tragedia…


GABRIELLE

Una tragedia? Di cosa si tratta?


COOPER

Ecco, vedete… Miss Lois Anderson… è deceduta.


GABRIELLE

Cosa? Lois?


COOPER

Sì. Il suo corpo è stato trovato stamattina ai piedi della scogliera. Di certo è stato un incidente, ma…


GABRIELLE

Oh, è terribile! Ma come può essere successo?


BENJAMIN

Signor Cooper, cosa voleva dire con quel ma…?


COOPER

Che imbarazzo… So che può sembrarvi assurdo, ma ci sono due signori della polizia che vorrebbero parlare con voi. Non so per quale motivo, io…


BENJAMIN

Non si preoccupi, signor Cooper. Non è colpa sua. Dove sono ora questi signori?


COOPER

Sono in cucina. Stanno interrogando il personale. Vado a chiamarli… Vi dispiace attendere qui?


Gabrielle guarda Benjamin incerta.


BENJAMIN

Restiamo in attesa, non si preoccupi.


Cooper ringrazia con lo sguardo ed esce dall’ufficio.


GABRIELLE

Miss Anderson! Ma come può essere caduta dalla scogliera? Viveva qui da anni… Non poteva non essere a conoscenza del pericolo.


BENJAMIN

E poi c’è la staccionata, a protezione. E’ decisamente strano…


I due rimangono in silenzio per qualche secondo. Gabrielle sembra molto combattuta.


GABRIELLE

Senti, Benjamin… C’è una cosa che ti devo confessare.


Lui la guarda sospettoso.


GABRIELLE

Ecco, vedi… La realtà è che io non sono qui propriamente per turismo.


BENJAMIN

Cosa intendi dire?


GABRIELLE

La verità è… Oddio, ma cosa penserai di me? Soprattutto adesso!


BENJAMIN

Avanti, Gabrielle. Credo di avere un brutto presentimento.


Gabrielle sospira.


GABRIELLE

La verità è che ero qui al Queen’s Hotel appositamente per conoscere Miss Anderson. Io credo che si tratti di una persona che ho incontrato in passato… Tanto tempo fa.


Benjamin rimane in silenzio, fissando la ragazza con sguardo indagatore.


BENJAMIN

Questa persona si chiamava per caso Claire Giraux?


Gabrielle spalanca la bocca in un’espressione sorpresa.


GABRIELLE

Esatto! Ma come…? Ma… è ovvio. Anche tu sei qui per lei! E forse per lo stesso motivo.


Benjamin distoglie lo sguardo.


BENJAMIN

Siamo nei guai, Gabrielle.


In quel momento la porta si apre ed entra l’ispettore Black insieme a Jenkins.


BLACK

Buongiorno signori. Vi stavamo aspettando.


BENJAMIN

Il signor Cooper ce l’ha anticipato.


BLACK

Benissimo. Immagino vi abbia anche detto il motivo. Mi presento: sono l’ispettore Black e lei è la mia assistente Rose Jenkins.


BENJAMIN

Molto lieto.


Gabrielle si limita a un sorriso tirato.


L’ispettore si siede alla scrivania e invita la coppia a sedersi di fronte a lui. L’assistente prende posizione tra la scrivania e la porta, rimanendo in piedi.




BLACK

Salterò i preamboli, signori. Non sono uno a cui piace girare troppo intorno alle cose e men che meno alla verità. Per cui vi porrò una semplice domanda: avevate qualche motivo per odiare Miss Anderson?


Benjamin e Gabrielle si guardano, incerti, poi lui annuisce.


BENJAMIN

Credo di sì, ispettore. E probabilmente entrambi la odiavamo per lo stesso motivo.


L’ispettore appare leggermente sorpreso.


BLACK

Bene signor Shanning, apprezzo la sincerità. E quale sarebbe questo motivo?


BENJAMIN

Prima di rispondere, posso chiederle come mai pensava che io e miss Lenoir potremmo avere ragione di odiare Miss Anderson? Le assicuro che non le nasconderò nulla, ma francamente sono curioso.


L’ispettore guarda Benjamin negli occhi, poi decide di accontentarlo.


BLACK

Lois Anderson è morta stamattina all’alba, precipitando dalla scogliera qui di fronte. Il caso sarebbe probabilmente stato archiviato come incidente, se non fosse per questa lettera che abbiamo trovato nella borsa della signora. E’ un testamento…


L’uomo tira fuori una lettera e la legge.


BLACK

Io sottoscritta Lois Anderson, nel pieno delle mie facoltà mentali e fisiche, mentre scrivo questa lettera accuso Benjamin Shanning e Gabrielle Lenoir di voler attentare alla mia vita. Se mi accadrà qualcosa questa sera, sia chiaro che non si tratterà di un incidente. Nel caso si verificasse questo nefando omicidio, lascio ogni mio bene alla mia cara amica Martha Benson, affinché possa prendersi cura della nipote. In fede, Lois Anderson.


Gabrielle si alza in piedi indignata.


GABRIELLE

Ma è assurdo!


BLACK

Lo è davvero? Non avete forse entrambi un motivo per odiare Miss Anderson, mi sembra di aver capito?


GABRIELLE

Sì, ma… Non eravamo qui in albergo. Non siamo stati noi.


BLACK

Sono felice che sia così, ma prima dovete spiegarmi questi.


L’ispettore posa sul tavolo i due ritagli di giornale.


BLACK

Ne abbiamo trovato uno in ognuna delle vostre stanze.


Gabrielle guarda Benjamin sorpresa, ma lui non appare stupito.


BENJAMIN

E’ chiaro che siamo entrambi ospiti di questo albergo perché volevamo incontrare Miss Anderson. E sapevamo di trovarla qui perché l’abbiamo rintracciata grazie a questa foto. Non è così, Gabrielle?


GABRIELLE

S-Sì…


BENJAMIN

Parlo per me, ispettore, ma sono certo che il mio racconto non sarà molto diverso da quello di Miss Lenoir.


BLACK

La ascolto.


BENJAMIN

Il vero nome di Lois Anderson era in realtà Claire Giraux. Mio padre la sposò trent’anni fa dopo aver divorziato da mia madre, con la quale sono cresciuto a New York. Un anno dopo il secondo matrimonio, mio padre morì in un incidente stradale e Claire Giraux ereditò praticamente ogni sua proprietà. Ci fu una battaglia legale che potrà facilmente verificare, nella quale mia madre perse praticamente ogni cosa. Accusava quella donna di aver ucciso mio padre e la totale mancanza di prove portò il giudice a far pesare la bilancia completamente dalla parte di Claire Giraux. Alla conclusione del processo, quella donna lasciò gli Stati Uniti e non sentimmo più parlare di lei.


BLACK

E lei crede che questa Claire Giraux avesse cambiato nome diventando Lois Anderson?


BENJAMIN

Ne sono certo. Era invecchiata, da allora, ma appena l’ho vista in quella foto l’ho riconosciuta subito. Credevo che al contrario lei non mi avesse riconosciuto, del resto ero solo un bambino allora, e invece…


BLACK

Era venuto qui per ucciderla?


BENJAMIN

Non so bene cosa fossi venuto a fare… Ucciderla no, è chiaro. Ma forse volevo che si tradisse ammettendo di aver ucciso mio padre. Forse volevo solo la verità…


L’ispettore si volta quindi verso Gabrielle.


BLACK

E lei, miss Lenoir?


GABRIELLE

La storia è la stessa. Anche il nome della donna. E le date sembrano coincidere: il matrimonio di mio padre con Claire Giraux risale a venticinque anni fa, quando io avevo appena tre anni. Mio padre morì due anni dopo e quella donna fuggì da Parigi con tutto il suo denaro. Mia madre non la cercò. Odiava mio padre per averci lasciate da sole e pensava che lui avesse avuto ciò che si meritava. Io però conservavo una foto del secondo matrimonio e ho sempre pensato che dovevo conoscere la donna che mi aveva portato via papà. Domandarle il perché… Volevo sentire dalla sua bocca che lo amava e non c’entrava nulla il suo denaro. Che lei non c’entrava nulla con la sua morte… Ma ora comprendo che era solo un’illusione.


Nella stanza cala il silenzio. L’ispettore guarda i due con occhio indagatore.


BLACK

Sono contento che mi abbiate detto la verità, signori. Potremo indagare appurando questi fatti e considerare se hanno una rilevanza nella morte di miss Lenoir. Per il momento credo di avere solo un’ultima domanda da farvi: dov’eravate questa mattina all’alba?


Benjamin e Gabrielle si guardano, un po’ imbarazzati.


BENJAMIN

Abbiamo dormito in spiaggia, non lontano da qui. Noi, come dire…


BLACK

Sì, sì. Credo di aver capito. Non è una straordinaria coincidenza?


GABRIELLE

Sì, in effetti lo è. Ispettore, sospetta di noi? Le giuro che non abbiamo fatto niente di male a Miss Anderson!


BLACK

Non giuri, la prego. Ad ogni modo devo confessare che non avete l’aria degli assassini…


GABRIELLE

Io non avrei mai fatto una cosa del genere. E neanche Benjamin, ne sono certa.


BLACK

Io devo seguire tutte le piste. E questa non è l’unica, madamoiselle.


BENJAMIN

Certo, ispettore.


BLACK

Andate pure, signori. Ma vi prego di non lasciare l’albergo.


Gabrielle annuisce e si alza in piedi, imitata da Benjamin.

Insieme si dirigono verso la porta, uscendo.


JENKINS

Cosa ne pensa, ispettore?


Lui sembra riflettere qualche secondo.


BLACK

Ho l’impressione che non siano stati loro ad uccidere Lois Anderson. O Claire Giraux, se questo era il suo vero nome…


JENKINS

Eppure hanno entrambi un buon movente.


BLACK

Sì, ma proprio per questo sarebbe stato stupido, da parte loro, lasciare in giro tante prove a loro carico. No, c’è qualcos’altro.


JENKINS

E riguardo alla cuoca?


BLACK

Martha Benson?


Jenkins annuisce.


BLACK

Erediterà tutto il patrimonio di miss Anderson. Tutto quel denaro potrebbe averle fatto gola, se avesse saputo del testamento.


JENKINS

Ma i colleghi l’hanno descritta come una donna molto umile, che mandava tutto il suo stipendio alla nipote a Londra e teneva per sé l’indispensabile. E poi miss Anderson era molto buona con lei.


BLACK

E’ vero, ma voglio vederci più chiaro in questa faccenda.


JENKINS

Come intende muoversi?


BLACK

Torna in centrale e fai alcune verifiche. Voglio che rintracci il giudice Nupkins a Londra e che gli domandi a che ora Martha Benson è arrivata da lui. Dobbiamo capire a che ora ha lasciato il Queen’s Hotel. Poi cerca di appurare qualcosa sui divorzi e i processi in cui è stata coinvolta questa Claire Giraux.


JENKINS

Si tratta di avvenimenti di venticinque, trent’anni fa. Avvenuti negli Stati Uniti e in Francia… Ci vorrà un po’.


BLACK

Concentrati su quelli fin da subito. Io rimarrò qui ad approfondire le indagini.


JENKINS

D’accordo ispettore. La contatterò appena avrò notizie.


L’ispettore Black annuisce, poi unisce i polpastrelli e si ferma a riflettere, seduto alla scrivania del signor Cooper.


Jenkins esce dall’ufficio.


Stacco.


SCENA 19


Gabrielle e Benjamin stanno camminando sulla spiaggia. Sembrano entrambi molto pensierosi.

A un certo punto arrivano a degli scogli. Si mettono a sedere, rivolti verso il mare.


GABRIELLE

E così non c’era nessuna conferenza a Cambridge?


Lui scuote la testa.


BENJAMIN

Mi spiace averti mentito, Gabrielle.


GABRIELLE

L’ho fatto anch’io. Non preoccuparti troppo di questo.


BENJAMIN

A parte il motivo per cui sono venuto qui, però, tutto quello che ti ho raccontato di me è vero. E anche quello che sento nei tuoi confronti, è reale.


GABRIELLE

Questo un po’ mi spaventa. Mi sento come trasinata in un vortice da cui non riesco a fuggire.


BENJAMIN

E vorresti fuggire?


Lei fa segno di no.


GABRIELLE

Non mi sono mai sentita così. Anche quello che è successo a Lois… Claire… insomma, a quella donna… passa tutto in secondo piano. Non lo trovi assurdo?


Lui sorride e si avvicina per baciarla.


BENJAMIN

Lo trovo meraviglioso.


I due si baciano e mentre la telecamera rimane su di loro, sentiamo una voce di bambino fuori campo.


BAMBINO

Ciao bella signora!


Gabrielle e Benjamin si voltano sorpresi e si ritrovano davanti Tim Daugherty, con la sua palla in mano.


GABRIELLE

Ciao Tim… Cosa ci fai qui?


TIM

Sto indagando sull’omicidio di miss Anderson. Voi l’avete visto il cadavere?


GABRIELLE

No Tim… E non dovresti averlo visto neanche tu. Non sono cose adatte a un bambino.


TIM

E invece l’ho visto. Quando il signor Borrows è corso a chiamare la polizia io ero sulla spiaggia e mi son fermato a guardare miss Anderson. Nella caduta si è rovinata tutto il viso. Non sembrava neppure lei. Però il vestito era il suo. Era quello con le perline dorate che la facevano sembrare un albero di natale. Poi è arrivata la polizia, ha guardato dentro alla borsa e ha trovato i documenti. Un po’ mi dispiace. Era una donna simpatica.


GABRIELLE

Fai bene a dispiacerti. Quando muore qualcuno che conosciamo siamo sempre un po’ tristi.


TIM

E io lo sono. Però voglio anche trovare chi è stato a buttarla giù dalla scogliera.


BENJAMIN

Non è detto che sia successo.


TIM

L’ispettore ha detto così, alla sua amica poliziotta.


BENJAMIN

E dunque a che punto stanno le tue indagini?


TIM

Non ho scoperto molto. Non mi lasciano interrogare i testimoni…


Gabrielle e Benjamin ridacchiano.


TIM

Però secondo me miss Anderson doveva conoscere il suo assassino, perché lei non si alzava mai a quell’ora. Io credo che chiunque sia stato l’ha svegliata e le ha detto di scendere in giardino.


BENJAMIN

E’ una brillante deduzione, Sherlock.


TIM

Lo so. Un giorno diventerò un investigatore privato. O forse andrò a lavorare a Scotland Yard. Ma da qualche parte devo cominciare, no?


GABRIELLE

E’ un po’ presto, secondo me…


BENJAMIN

Comunque, volevi chiederci qualcosa? Per esempio dov’eravamo al momento dell’omicidio?


TIM

Oh, no… Eravate a dormire nella barca del signor Borrows. Gliel’ho già chiesto. E’ perché vi ha visto lì che si è messo a passeggiare sulla spiaggia a raccogliere conchiglie. Ha detto che eravate una così bella visione che ha preferito rinunciare al suo giro in mare mattutino, piuttosto che svegliarvi.


Gabrielle guarda sorpresa Benjamin.


BENJAMIN

E questo l’ha detto alla polizia?


TIM

Non credo glielo abbiano chiesto.


Gabrielle sorride, accarezzando la testa del ragazzo.


GABRIELLE

Grazie, Tim. Non sai quanto questo ci sia di conforto.


TIM

Cosa? Sapere di avere un testimone a conferma del vostro alibi?


GABRIELLE

Uhm… Sì.


TIM

E’ importante. Io non ho testimoni… Spero che la polizia non sospetti di me. Sarebbe disonorevole per un futuro ispettore di Scotland Yard.


Benjamin ride.


BENJAMIN

Sono certo che la polizia non sospetta di te, Tim.


TIM

Meno male… Beh, ora vado a continuare le mie indagini. Ci si vede presto!


Il ragazzo corre via, prendendo a calci e inseguendo la sua palla.


GABRIELLE

Ciao Tim!


Rimasti soli, Gabrielle e Benjamin si guardano per qualche secondo in silenzio. Poi a Benjamin sembra venire in mente qualcosa.

Si alza in piedi di scatto.



BENJAMIN

Vieni con me.


GABRIELLE

Dove?


BENJAMIN

Credo di aver avuto un’intuizione. Potrei sbagliarmi, ma…


GABRIELLE

Ma cosa?


Benjamin non sembra averla sentita.


BENJAMIN

Seguimi.


Parte a passo deciso verso la scala che porta all’albergo, con Gabrielle che rimane immobile per diversi secondi prima di decidersi a seguirlo.


GABRIELLE

Aspettami!


Stacco.


SCENA 20


L’ispettore Black sta perquisendo la camera di Lois, in cerca di qualche indizio.

Lo vediamo esaminare ogni angolo della stanza, ogni mobile, ogni cassetto, ma non sembra trovare nulla di interessante.

Poi il suo sguardo si posa su un libro. E’ “Il circolo Pickwick” di Dickens, il libro che all’inizio Martha stava leggendo a Lois.


Black lo raccoglie e ne sfoglia qualche pagina. Lo agita per vedere se all’interno c’è qualche biglietto, ma nulla.

Getta quindi il libro sul letto e torna a occuparsi della camera.


Poi però si blocca. Qualcosa sembra essere scattato, nella sua mente.

Raccoglie nuovamente il libro e lo sfoglia rapidamente fino a un punto ben preciso.


Dettaglio della pagina: tra le altre parole, in inglese, si distinguono chiaramente “Magistrate” e “Nupkins”.


Primo piano dell’ispettore Black.


SCENA 21


Benjamin e Gabrielle stanno entrando in albergo.


GABRIELLE

Benjamin, vuoi spiegarmi?


Benjamin continua a camminare attraversando la hall, diretto verso la sala da pranzo.


BENJAMIN

C’è una cosa che quel ragazzino ha detto… che avevo già sentito. Anche l’ispettore Black l’aveva accennato.


GABRIELLE

Di cosa stai parlando?


BENJAMIN

Del fatto che il corpo di miss Anderson avesse il volto sfigurato e irriconoscibile.


GABRIELLE

E allora?


BENJAMIN

Mi son chiesto: e se per caso questo non fosse successo a causa della caduta, ma fosse stato volontariamente provocato dall’assassino?


Gabrielle si arresta nel mezzo della sala da pranzo.


GABRIELLE

Ma cosa stai dicendo? Perché qualcuno avrebbe dovuto fare una cosa del genere?


BENJAMIN

Per farci dedurre l’identità del cadavere da altri elementi.


Stacco.


SCENA 22


Siamo di nuovo nella camera di Lois. L’ispettore Black si è seduto sul letto e ha preso in mano la cornetta del telefono della stanza.


BLACK

Vorrei parlare con l’ufficio postale, per cortesia.


Attesa.


BLACK

Pronto? Buongiorno, sono l’ispettore Black… Ah, è lei miss Baker? Come sta? … Non c’é male, grazie. Senta, avrei bisogno di farle una domanda: ieri una cliente del Queen’s Hotel, Lois Anderson, o forse Claire Giraux, dovrebbe essere venuta lì a ritirare una lettera, spedita da Londra da un certo giudice Nupkins. Me lo può confermare?


Black rimane in ascolto e annuisce un paio di volte.


BLACK

Non arrivano lettere da Londra da una settimana? … E ieri una signora anziana è entrata nell’ufficio per poi uscire dopo qualche minuto senza chiedere nulla… Capisco. Mille grazie, miss Baker. E’ stata gentilissima. Buona giornata anche a lei.


L’ispettore riattacca, rimanendo per un po’ a fissare il vuoto, perso nelle sue riflessioni.


Stacco.


SCENA 23


Benjamin e Gabrielle sono ormai giunti in cucina.


GABRIELLE

Benjamin, fermati… Cosa pensi di trovare qui?


BENJAMIN

Voglio parlare con Bessie.


Si guarda intorno e dopo un po’ individua la cuoca.


BENJAMIN

Eccola là. Bessie!


La donna si volta.


BESSIE

Signor Shanning! Miss Lenoir… Cosa ci fate qui?


BENJAMIN

Volevo farle una domanda, Bessie, se non le spiace.


BESSIE

Oh, mi dica pure, signor Shanning.


BENJAMIN

Che lei sappia, miss Anderson ha mai fatto dei regali a Martha, oltre ad aiutarla economicamente?


BESSIE

Dei regali? In che senso? Non capisco…


BENJAMIN

Intendo qualcosa come dei vestiti, o dei gioielli, o delle borse…


BESSIE

Fino a ieri no, direi. Però ieri sera, dopo che le ha annunciato l’assunzione presso il giudice Nupkins, effettivamente miss Anderson ha regalato alcuni vestiti a Martha.


Benjamin guarda Gabrielle.


BESSIE

Le aveva detto che doveva presentarsi elegante, dal giudice Nupkins, stamane, così le ha dato un po’ delle sue cose. Che donna generosa era miss Anderson! Martha era così felice, ieri sera.


Primo piano di Benjamin e Gabrielle, sconfortati.


SCENA 24


Inquadratura dell’hotel. Vediamo arrivare l’auto dell’ispettore, da cui scende Jenkins trafelata.

La poliziotta raggiunge Black nella hall.


JENKINS

Ispettore! Sono venuta appena ho potuto.


BLACK

Coraggio, dimmi cos’hai trovato.


JENKINS

Per quanto riguarda il giudice Nupkins le confermo quello che ho detto poco fa al telefono: non esiste nessun giudice o magistrato, che sia in carica o meno, che abbia questo nome, a Londra.


BLACK

E sulla Benson?


JENKINS

Ho chiamato la stazione degli autobus e quella dei treni. Nessuno ricorda di aver visto qualcuno rispondente alla descrizione, stamattina.


BLACK

Dunque Martha Benson non è mai partita. Povera donna.


JENKINS

Ispettore, lei pensa che Martha Benson sia…


BLACK

sia la donna che abbiamo trovato stamattina ai piedi della scogliera, sì.


JENKINS

Ma allora Lois Anderson…


Benjamin interrompe la poliziotta.


BENJAMIN

è ancora viva! E ha ucciso Martha.


L’ispettore Black e la sua assistente si voltano e trovano Benjamin e Gabrielle vicino a loro.


L’ispettore li squadra con fare interrogativo.


BENJAMIN

Bessie, la cuoca… ci ha detto che Martha aveva ricevuto in dono diversi vestiti da parte di Lois Anderson.


GABRIELLE

E che l’ha invitata a indossarne uno stamattina, prima di partire per Londra, per presentarsi elegante dal giudice Nupkins.


Black annuisce.


BLACK

Giudice Nupkins che non esiste, essendo solo un personaggio di un romanzo di Dickens. Era solo una scusa per convincerla a partire e a vestirsi con uno dei suoi abiti.


JENKINS

Poi deve averla attirata fuori e complice l’ora mattutina e il giardino deserto, l’ha uccisa.


BENJAMIN

Esatto. Poi deve averle messo al collo la borsetta con i documenti e il testamento che ci accusava, le ha poi deturpato il volto e l’ha gettata dalla scogliera.


BLACK

E adesso, con ogni probabilità, ha assunto l’identità di Martha Benson e sta aspettando il momento giusto per incassare la sua stessa eredità.


GABRIELLE

Quella donna è un demonio…


BENJAMIN

Ma dove sarà andata, ora?


BLACK

Queta è una domanda interessante. Non è fuggita in autobus o in treno, altrimenti quando abbiamo domandato della descrizione di Martha Benson avremmo avuto un riscontro positivo.


GABRIELLE

In taxi?


JENKINS

Verificherò le corse che hanno lasciato il paese in mattinata.


BLACK

Sì, faremo tutte le verifiche del caso. Metti pure in moto la macchina. Ti raggiungerò tra un momento.


Jenkins annuisce e con un cenno di saluto verso Benjamin e Gabrielle si avvia verso l’uscita dell’hotel.


BLACK

Signori, credo di dovervi delle scuse. Evidentemente la signora voleva assicurarsi che non l’avreste più cercata.


BENJAMIN

Ispettore, lei ha fatto solo il suo lavoro. Si assicuri solo che non riesca a scappare un’altra volta.


BLACK

Ve lo prometto. Non può essere andata lontana, ma non la sottovaluterò.


Black allunga una mano, che sia Benjamin che Gabrielle stringono riconoscenti.


L’ispettore se ne va e la telecamera si sofferma sui volti di Benjamin e Gabrielle.


Dissolvenza.


SCENA 25


Vediamo un piede di donna che si posa su un pontile di legno.


La visuale si allarga e troviamo Lois mentre scende da una barca a vela, aiutata dal pescatore che si trova a bordo.


LOIS

La ringrazio, signor Halloway. Il viaggio è stato davvero piacevole.


HALLOWAY

Di nulla miss Anderson. Ma posso chiederle come tornerà al Queen’s Hotel? Da questo villaggio non ci sono treni o autobus che tornino indietro. C’è solo la linea verso Dover.


LOIS

Oh, non si preoccupi per me, signor Halloway. So badare a me stessa.


HALLOWAY

Oh, non ne dubito, signora. Beh, allora la saluto. Per me è ora di andare a svolgere il mio lavoro: i pesci non aspettano!


LOIS

A presto, signor Halloway!


Lois salute con la mano l’uomo mentre disormeggia la barca e riprende il mare aperto.

Poi, con un sorriso si avvia lungo il pontile, verso il piccolo villaggio.


La ritroviamo poco dopo alla stazione degli autobus. Si avvicina alla biglietteria.


LOIS

Un biglietto per Dover, per favore.


BIGLIETTAIO

Certo, signora. Ecco a lei.


Lois paga e prende il biglietto.


LOIS

A che ora parte il primo autobus?


BIGLIETTAIO

Parte tra venti minuti.


LOIS

Grazie. Arrivederci.


Lois si incammina verso la toilette pubblica, entrando in quella delle donne.

Va verso il lavandino e si lava le mani, guardandosi distrattamente allo specchio.


Dopo un po’ sentiamo la porta del bagno aprirsi.


Lois si gira in quella direzione e il suo volto si fa sorpreso.


La telecamera inquadra, sulla soglia, il pianista del Queen’s Hotel, il quale richiude la porta alle proprie spalle.


LOIS

Signor Bradley! Cosa ci fa qui?


Lui si fa avanti in silenzio.


JEROME

Il mio nome è Jerome Fournier, non Bradley. Le dice niente, miss Anderson? O forse dovrei dire Madame Claire Giraux?


Lois cerca di negare.


LOIS

Ma cosa sta dicendo? Se ne vada subito di qui o inizierò a gridare.


Lui, per tutta risposta, tira fuori una pistola dalla tasca.


JEROME

No, non credo che griderà.


LOIS

Ma chi è lei? Cosa vuole da me?


JEROME

Lasci che le racconti la storia di due fratelli, rimasti orfani in giovane età e costretti a trovare il modo di sopravvivere in una Marsiglia che non è mai stata gentile e accogliente con nessuno. Maurice, che aveva dodici anni in più di Jerome, lavorava al porto e si prendeva cura del fratello. Erano loro due contro il mondo e con il tempo furono loro a vincere la battaglia: misero in piedi un’impresa navale di prim’ordine e iniziarono ad accumulare ricchezza e potere. I giorni difficili sembravano essersene andati per sempre…


Jerome si avvicina a Lois, pistola in mano.


JEROME

Ma un giorno, nella vita di Maurice entrò una donna: Claire Giraux. Lui se ne innamorò, perdendo completamente la testa e ricoprendola di regali e denaro. Lei, però, dopo appena tre mesi se ne andò negli Stati Uniti appresso a un uomo più ricco conosciuto a Montecarlo. Maurice da quel giorno non fu più lo stesso: iniziò a trascurare il lavoro, a bere, a trattare a male parole chiunque gli capitasse a tiro… anche il fratello. Jerome non capì quanto fosse profondo il male oscuro che si era radicato alla basa del dolore di Maurice, finchè una notte questi non si gettò dal molo di Marsiglia, ubriaco, affogando così se stesso e i propri ricordi.


Jerome arriva a un passo da Lois, la quale cerca di mantenersi impassibile.


JEROME

Quel giorno stesso mi sono messo sulle tue tracce, Claire. Ti ho avvistato ai tempi del processo Shanning, ma poi sei sparita di nuovo e mi è costato tempo e fatica rintracciarti ancora una volta in Francia dopo il tuo secondo matrimonio. Ma ti ho trovato e d allora sono stato la tua ombra. Ti ho seguito ovunque, persino al Queen’s Hotel, dove mi sono fatto assumere come pianista. Aspettavo il momento giusto per portare a termine la mia vendetta, ma non sapevo come farlo in maniera pulita… Ora è finalmente giunta l’occasione.


Lois trattiene il respiro, mentre sul volto di Jerome compare un sorriso.


JEROME

Hai inscenato la tua morte e io non farò altro che renderla definitiva. E se mai dovessero scoprire il tuo inganno, sapranno che sei in fuga e quindi ti cercheranno ovunque… ma non ti troveranno mai. Ho un furgone parcheggiato qui fuori e dopo aver posto fine alla tua ignobile vita porterò il tuo corpo dove nessuno potrà mai scoprirlo.


Primo piano di Lois, poi di Jerome.


JEROME

Addio.


Sentiamo il colpo di pistola attutito dal silenziatore e su questo rumore le immagini se ne vanno lasciando lo schermo nero.


Iniziano i titoli di coda, accompagnati da una musica (You don’t know my name di Alicia Keys).