Schermo blu.

In sottofondo una musichetta allegra. Sulle note della musica è possibile sentire delle ovazioni, classiche da tifo da Stadio.

Sullo schermo in blu appare una scritta di colore bianco:

La Papele ‘o Marenaro Production presenta:

La scritta scompare e ne appare un’altra:

Un film di Sergio Martino

Da questo momento in poi, ogni nome nei titoli di testa sarà accompagnato da delle immagini a cartoni animati.

Lino Banfi in

Sullo schermo appare l’immagine di Oronzo Canà (Lino Banfi) in versione animata. Indossa una tuta blu e passeggia avanti e indietro. Ad un certo punto l’uomo si ferma al centro dello schermo e guarda in alto. Una scritta gli precipita addosso schiacciandolo:

L’ALLENATORE NEL PALLONE 2

Le immagini animate continuano. Stavolta Canà è su un campo da calcio, e sta cercando di insegnare degli schemi alla sua squadra. I giocatori sono tutti attorno a lui, mentre il mister mostra dei disegni su una lavagna. Lo schema è confusissimo, ci sono frecce che vanno in ogni direzione e i giocatori si guardano tra di loro senza capire cosa devono fare, mentre l’allenatore continua anche ad aggiungere altre frecce sulla lavagna e a spiegare la tattica facendo ampi gesti con la mano.

Con Andrea Roncato e Gigi Sammarchi

Ora i giocatori sono disposti in campo, mentre Canà è a bordo campo. Dopo la prima azione la palla rotola verso di lui. I giocatori, confusi dallo schema di gioco, corrono tutti verso la sfera, travolgendo l’allenatore.

Leo Gullotta

L’immagine scompare e ne appare un’altra. Sempre Oronzo Canà in tuta blu che passeggia. Gli si affianca un giovane calciatore (Brando De Sica) in divisa da gioco bianca, che sta palleggiando con un pallone. Alle loro spalle c’è una porta di calcio. Canà fa segno al giovane di tirare in porta, spostandosi di lato, ma il ragazzo tirando colpisce il palo e la palla sbatte violentemente contro la faccia dell’allenatore, che si accascia a terra. Su queste immagini appare un altro nome nei titoli di testa:

Brando De Sica

La scritta si dissolve e ne appare un'altra:

Mathias Mougouè, per la prima volta sullo schermo

L’immagine scompare e ne appare un’altra. Canà è in piedi e dalla panchina fa gesti strani rivolto ai giocatori in campo. Un arbitro (Alvaro Vitali) gli si avvicina e gli fa segno di indietreggiare, per non invadere il campo. Canà indietreggia, ma appena l’arbitro si volta avanza nuovamente. Quest’ultimo spingendolo con le braccia lo fa tornare indietro, ma ancora una volta l’allenatore non gli da retta e avanza ancora. L’arbitro, spazientito, gli mostra il cartellino rosso. Canà, infuriato, gli da un calcio nel sedere. Il direttore di gara, in tutta risposta, lo insegue minacciando di prenderlo a testate. Il mister scappa spaventato.

Su queste immagini appare la scritta:

E la partecipazione straordinaria di:
Alvaro Vitali

Sceneggiatura di Tommaso Marino

Prodotto dalla Papele ‘o Marenaro Production

Regia di Sergio Martino

Fine dei titoli di testa. Schermo nero.

Sullo schermo immagini di rotative in movimento. La mdp si ferma sul titolo del quotidiano, che dice:

Andrea Bergonzoni, nuovo Presidente della Longobarda, riconferma Canà

Sotto c’è anche una foto in bianco e nero in cui vediamo Oronzo Canà che stringe la mano ad Andrea Bergonzoni (Andrea Roncato).

Altre rotative. La mdp inquadra un altro titolo di giornale:

Canà porta nuovamente la squadra alla salvezza

Sotto la scritta un’altra foto: Canà portato in trionfo dai giocatori.

Sempre con le immagini delle rotative in movimento, appare un altro titolo sul giornale. La scritta recita:

Ultima giornata di campionato: la Longobarda sogna l’Intertoto

Sotto, stavolta, c’è una foto di Oronzo Canà che si copre il volto con le mani. Ma vediamo un suo occhio che sbircia tra le dita.

EST. GIORNO - STADIO

Inquadratura degli spalti di un campo da calcio. Lo stadio è gremitissimo, si vedono striscioni e bandiere che sventolano ovunque. La mdp scende fino ad inquadrare il campo, in cui ci sono le due squadre in azione. Una è la Longobarda, riconoscibile dalla sua divisa bianca. L’altra è il Bologna, famosa per i suoi colori rossoblù.

VOCE DEL TELECRONISTA (Bruno Pizzul): Mancano ormai pochi minuti al termine della gara. Le due squadre sono ancora ferme sullo 0-0, ed è difficile immaginare che la situazione cambi. Ricordiamo che se la partita dovesse terminare in parità, il Bologna approderebbe all’Intertoto, mentre, in caso di vittoria della Longobarda, quest’ultima, sorpasserebbe proprio il Bologna. L’impresa sembra, però, impossibile.

Viene inquadrato per un paio di secondi il telecronista (Bruno Pizzul), che commenta la partita dalla sua postazione.

Inquadratura sulla panchina della Longobarda. Ci sono i vari panchinari seduti, i massaggiatori ed il vice-allenatore che assistono alla gara. E’ possibile vedere solo le loro teste, dato che la panchina è scavata nel terreno. Dopo qualche secondo, il vice allenatore alza lo sguardo verso l’alto.

VICE ALLENATORE (rivolto a qualcuno in alto): Mister, credo che le converrebbe scendere da lassù.

La mdp sale verso l’alto. Sul tetto della panchina c’è Oronzo Canà che assiste alla partita concentratissimo da quella particolare posizione. E’ visibilmente sudato e cammina avanti e indietro in quell’improbabile postazione.

ORONZO CANA’ (senza distogliere lo sguardo dal campo): Non ti preoccupère. Da qua vedo meglio la partita. Quanto manca?

VICE ALLENATORE: Un minuto.

ORONZO CANA’ (piagnucolando e passandosi una mano sulla pelata): Mannèggia la miseria. Non ce la faremo mai.

L’inquadratura torna su Bruno Pizzul che commenta la partita.

PIZZUL: Calcio d’angolo per la Longobarda. E’ l’ultima azione di giuoco. Il tempo regolamentare è ormai scaduto. Parte il cross…

Primo piano di Oronzo Canà che guarda a bocca spalancata verso l’alto. Sentiamo la voce del telecronista fuori campo.

PIZZUL: Naso del difensore… Nuca… Tibia… ancora Naso… una mischia incredibile. Lobo di un difensore… Perone… Ginocchio…

La confusione dell’azione è resa ancora meno chiara dal primo piano di Canà che guarda velocemente in alto, poi in basso, a destra e a sinistra in continuazione, sempre a bocca spalancata.

PIZZUL: Un difensore tenta di spazzare… la palla rimbalza contro un’anca dell’attaccante e termina in rete!!!

L’inquadratura passa in campo, dove vediamo i giocatori della Longobarda che si abbracciano festeggiando. In sottofondo sentiamo sempre la voce del telecronista

PIZZUL: Incredibile! La Longobarda segna all’ultimo minuto e vince la partita, accedendo così all’Intertoto. Quindi, risultato finale: Longobarda 1 – Bologna 0.

Primo piano di Oronzo Canà, col volto incredulo. Sembra non rendersi conto di quello che è accaduto.

ORONZO CANA’ (bisbigliando): Gol…

Vediamo la squadra che si raggruppa ai piedi della panchina per i festeggiamenti. Canà è sempre sul tetto della panchina, immobile. Primo piano su di lui.

ORONZO CANA’: Abbièmo vinto.

Il vice allenatore guarda in alto rivolgendosi a lui

VICE ALLENATORE: Mister! Ce l’abbiamo fatta!

Finalmente Oronzo Canà sembra realizzare quanto accaduto. Sul suo volto si disegna una gioia indescrivibile, mista alla sua solita incontrollabile rabbia agonistica.

ORONZO CANA’ (strillando isterico): Abbièmo vinto! Abbièmo vinto! Non ci posso credere! Madooonna Benedetta, abbièmo vinto!

Canà salta come un invasato sul tetto della panchina, sempre urlando come un forsennato.

ORONZO CANA’: Intertoto! Intertoto!! Intertoootooo!!!

Il mister salta ancora sul tetto della panchina. Improvvisamente quest’ultima cede e l’allenatore precipita giù.

INT. GIORNO - SPOGLIATOIO

Oronzo Canà è steso su una panca, sopra la sua testa ci sono degli armadietti aperti. E’ circondato dai suoi giocatori che cercano di rianimarlo. Il mister da segnali di risveglio.

ORONZO CANA’ (ancora intontito): Ahhh… Intertoto… Intertoto…

GIOCATORE: Mister, si sente meglio?

ORONZO CANA’ (ancora confuso): Ho fatto un sogno… abbièmo vinto la partita e siamo arrivati in Intertoto…

GIOCATORE: Non era un sogno, mister. Abbiamo vinto.

ORONZO CANA’: Veramènde?

L’allenatore si alza di scatto sbattendo con la testa contro uno degli armadietti, riaccasciandosi nuovamente. Stavolta, però, si rialza subito.

ORONZO CANA’: Madonna Benedetta, non ci posso credere!

Il mister esce dallo spogliatoio e si avvia per i corridoi.

ORONZO CANA’: E chi se lo poteva immaginère… (Canà fa la voce impostata, come se stesse leggendo il titolo di un giornale) Oronzo Canà: porta la sua squadra all’Intertoto.

(tornando a fare la voce normale) All’ultimo minuto li abbiamo freghèti. Bologna, tiè! Bologna, tiè!

Canà sorridendo fa il gesto dell’ombrello mentre ripete queste parole. Un giornalista gli si avvicina all’improvviso, senza farsi vedere.

GIORNALISTA: Signor Canà?

Canà si ferma di botto. Poi voltandosi fa finta di toccarsi il braccio, per non ripetere quel gesto.

ORONZO CANA’: Ahhh, questo braccio, che dolore. Mi dica?

GIORNALISTA: Vorremmo sapere le vostre impressioni sulla gara. Sarà certamente soddisfatto del risultato finale, credo.

ORONZO CANA’: Beh, siamo ovviamènde molto felici di questo risultato. Abbiamo cercato di raggiungere la vittoria fino alla fine e quel gol di cu… di cu… insomma, quel gol di Cuore ci ha ripagati di tanto impegno.

GIORNALISTA: Un gol davvero fortuito a dire il vero… Grazie per le dichiarazioni e ancora complimenti. Sta arrivando proprio in questo momento l’allenatore del Bologna, Carletto Mazzone.

Sullo schermo appare Carlo Mazzone, accanto al giornalista. Appare davvero infuriato.

GIORNALISTA: Allora, signor Mazzone…

MAZZONE (Senza dargli il tempo di parlare): Come se fa a perde na partita così, io non lo so. Uscì fori dall’Intertoto per colpa di quel gol de mm… demmeritato, ecco. Nun se perdono così le partite. Er coso qua… l’allenatore della Longobarda, se dovrebbe vergognà d’annà a fare l’Intertoto in questo modo.

GIORNALISTA (cercando di chiudere la discussione): I commenti a caldo, in questo momento, sono forse troppo eccessivi. Ringraziamo i due allenatori per la loro disponibilità.

Mentre il giornalista parla rivolto verso la telecamera, Mazzone fa dei gesti minacciosi verso Oronzo Canà, mostrandogli il pugno chiuso e bisbigliando qualcosa a bassa voce. Il giornalista si allontana, e anche Mazzone fa lo stesso, dando le spalle a Canà. Appena l’uomo si volta, Oronzo ridendo gli fa di nuovo il gesto dell’ombrello, ma Mazzone si volta di scatto, e Canà e costretto ad allontanarsi facendo di nuovo finta di avere dei dolori al braccio.

Schermo Nero.

Sullo schermo nero appare una scritta di colore bianco:
Un mese dopo

INT. GIORNO - CASA DI ORONZO CANA'

L’allenatore della Longobarda sta stirando dei panni, nel salone. E’ molto preso dal lavoro e ascolta in sottofondo la televisione. Stanno trasmettendo un Tg Sportivo. Sentiamo le notizie trasmesse.

ANNUNCIATORE: Una bufera colpisce alcune delle più blasonate squadre di calcio della serie A…

Oronzo Canà, indaffarato, non ascolta con attenzione la notizia. Afferra un altro vestito e comincia a stirarlo.

ANNUNCIATORE: … Pene severe sono state inflitte a ben quattro squadre della massima serie, che sono state automaticamente retrocesse in virtù dello scandalo doping. Mai terremoto così improvviso ha devastato il campionato più bello del mondo.

Mentre l’annunciatore continua a trasmettere la notizia, uno dei vestiti di Canà cade a terra, e Oronzo, chinandosi per raccoglierlo, posa finalmente lo sguardo sul televisore.

ANNUNCIATORE: A causa di questo improvviso scossone delle classifiche, quindi, la Longobarda si ritrova automaticamente al quarto posto in classifica, accedendo così di diritto alla Champions League.

Canà resta a bocca spalancata, ancora chinato a terra. Stavolta non ha strane reazioni, ma si rialza lentamente restando con lo sguardo fisso verso la televisione. Sempre guardando la tv, Canà raccoglie il ferro da stiro per continuare il lavoro.

ANNUNCIATORE: Facciamo, di conseguenza, i complimenti alla squadra di Oronzo Canà e gli auguriamo di rappresentare nel miglior modo possibile il calcio italiano in Europa.

ORONZO CANA’: Ma cos’è? Uno scherzo?

Canà si rivolge direttamente al televisore. Un leggero fumo si solleva verso il suo viso.

ORONZO CANA’: Guardate che se sono su "Scherzi a parte" mi inchèzzo come una iena, sapete?

Canà si guarda intorno, come se cercasse delle telecamere nascoste.

ORONZO CANA’: Mi volete fare fesso a me? Io sento puzza di bruciato lontano un miglio…

Canà annusa l’aria attorno a se, notando l’effettiva presenza di fumo nell’aria. L’uomo guarda in basso e vede che uno dei suoi vestiti è completamente rovinato, essendosi bruciato a causa del ferro da stiro.

ORONZO CANA’: Porca puttèna, il vestito!

Canà sembra parecchio adirato, ma guardando nuovamente la televisione, e rendendosi conto che non si tratta di uno scherzo, diventa nuovamente allegro.

ORONZO CANA’: Ma che me ne freca a me del vestito? La Longobarda in Coppa dei Chèmpioni!

Canà si inginocchia a terra, pregando verso il cielo.

ORONZO CANA': Madonna dell’Incoronèta, grazie! Grazie!

Stacco.

INT. GIORNO - UFFICIO DEL PRESIDENTE

Siamo all’interno dell’ufficio del Presidente della Longobarda, Andrea Bergonzoni (Andrea Roncato). L’uomo è seduto alla scrivania e sta parlando al telefono.

BERGONZONI: Si, capisco benissimo. Va bene, arrivederci.

Bergonzoni, dopo aver posato la cornetta, ha un volto non proprio felice. In quel momento bussano alla porta. Entra nell’ufficio Oronzo Canà, che ha con sé una bottiglia di spumante.

BERGONZONI (ancora con il volto preoccupato): Ah, ciao Oronzo.

ORONZO CANA’ (raggiante di felicità): E che cos’è quella faccia da funerale? Sorridi, dobbiamo festeggière!

BERGONZONI (fingendo allegria in maniera pessima): Ma si! Alè! Alè!

ORONZO CANA’: Lo spumante lo beviamo subito o aspettiamo gli altri?

BERGONZONI: Sssi, aspettiamo gli altri… senti, Oronzo, ti devo parlare di una cosa molto seria.

Vedendo il tono serio del Presidente anche Canà si rabbuia in un istante.

ORONZO CANA’: Lo sapevo io che era uno scherzo, me l’immagginaaavo io! Era impossibile che la nostra squadra arrivasse in Coppa dei Chèmpioni. Chi ha fètto lo scherzo?

BERGONZONI: No, no. La nostra squadra è davvero in Champions. Il problema è un altro.

ORONZO CANA’: Di che si tratta?

BERGONZONI: Ecco… si, insomma… uhm… dunque, come posso dire, come posso dire, come posso dire…

ORONZO CANA’ (innervosito): Guarda Bergonzoni, non mi fare inchèzzere, sa? Se devi parlare, parla!

BERGONZONI: Guarda… riassumendo brevemente, ecco… diciamo che siamo rimasti senza un soldo e siamo sommersi di debiti. L’unico modo per salvare la società e metterci a posto con i pagamenti è vendere tutti i giocatori.

Canà guarda fisso Bergonzoni. Dopo un po’ comincia inspiegabilmente a ridere.

ORONZO CANA’ (ridendo): Io… io ho portato la squadra in Coppa dei Chèmpioni…

Il presidente comincia a ridere assieme ad Oronzo, per assecondarlo.

ORONZO CANA’ (ridendo): … e tu… tu mi vieni a dire che siamo rimasti senza soldi e dobbiamo vendere i giocatori…

BERGONZONI (con una risata falsissima): Ah, ah, ah.

Bergonzoni continua a ridere con l’allenatore, ma ha lo sguardo preoccupato.

ORONZO CANA’ (ridendo e sbattendo le mani): Non può essere, non può essere…

Nel bel mezzo della risata, Canà afferra la bottiglia e la fracassa sulla scrivania. Bergonzoni si alza di scatto in piedi, e altrettanto fa Oronzo, che brandisce minacciosamente per il collo la bottiglia rotta dello spumante.

ORONZO CANA’: Disgrazièto maledetto! Tu mi vuoi rovinare a me!

BERGONZONI: Oronzo, calmati! Oronzo, calmati!

I due si rincorrono per un paio di volte attorno al tavolo della scrivania.

BERGONZONI: Ho un piano per salvare la squadra, fidati di me.

ORONZO CANA’: Io mi fido sempre di te! Sempre! E’ quello il problema!

BERGONZONI: Se vendiamo tutti i giocatori, potrai partecipare alla Champions League. E' un’occasione unica per noi, pensaci!

ORONZO CANA’ (gridando isterico): E con chi la faccio? Con chi, che ti vuoi vendere tutta la squadra? Che faccio io, ci chiamo mia nonna a giocare contro il Real Madrid? Quelli ci fanno un culo così!

BERGONZONI: Ti ho detto che ho una soluzione. Se solo mi lasci spiegare…

Canà si ferma di botto e si siede finalmente alla scrivania.

ORONZO CANA’: Sentiamo, dai. Ti ammèzzo un’altra volta…

BERGONZONI: Io e Giginho abbiamo già calcolato ogni cosa. Lo sai che lui ha le mani in pasta dappertutto, no?

Canà annuisce poco convinto.

BERGONZONI: Ecco, lui è in grado di rifarti la squadra da cima a fondo senza spendere una lira.

ORONZO CANA’: E come fa?

BERGONZONI: Ormai tutti le piccole società vanno alla ricerca degli stranieri. Costano poco ma rendono molto, capisci? Lui ne ha già adocchiati un paio che fanno al caso nostro. In più ci può fornire un paio di giocatori in scadenza di contratto che arriverebbero a costo zero. (ostentando sicurezza) Caro Canà, siamo in una botte di ferro, ti dico.

ORONZO CANA’: Una botte di ferro, eh? Guarda, Bergonzoni… io ti do' retta per l’ultima volta, ma se non mi fai una squadra come si deve… altro che botte di ferro! (gridando) A botte ti ci prendo io! Con una mazza di ferro, capito? Azzo!

Canà esce dall’ufficio sbattendo la porta.

BERGONZONI (ancora scosso): Oddìo!

Stacco.

INT. GIORNO - SEDE DEL CALCIOMERCATO

Con una musichetta allegra in sottofondo, Canà si aggira per i corridoi dell’edificio. Una voce lo fa voltare.

VFC: Canà!

Oronzo Canà si volta e vede alle sue spalle Giginho (Gigi Sammarchi).

GIGINHO (abbracciandolo): Vienes aquì, fatte abbracciar! Como estas?

ORONZO CANA’: Ehhh, como estos… male, come vuoi che stias?


GIGINHO: Su, no se preoccupe. Tengo muy calciator per vostra squadra. Venga a veder!

Giginho trascina Oronzo Canà dentro una stanza, dove ci sono dei calciatori seduti su varie poltrone.

GIGINHO: Guardi qua! Questi sono i nuovi talenti della Longobarda! Son todos jogador che ho scoperto mi!

Oronzo Canà guarda poco convinto i vari calciatori, mentre Giginho glieli presenta. Il primo è un giocatore di colore, molto grosso fisicamente (Mathias Mougouè).

GIGINHO: Esto es Muzungu, viene dall’Africa.

MUZUNGU (stringendo la mano all’allenatore): Piacere.

ORONZO CANA’: Piacer…ahhh….

Vediamo che la stretta di mano del giocatore è fortissima e ciò provoca dolore a Canà.

GIGINHO: Quest’altro aquì viene dalla Grecia. Katzorakis.


ORONZO CANA’: Uè, non ti permettere di dire 'ste cose a me, sa?

GIGINHO: Ma cos’ha capito, mister? E’ il nome del giocatore, Theodoropulos Katzorakis.

ORONZO CANA’: Ah, mi credevo. Andiamo avanti.

GIGINHO: Ed ecco la mia grande scoperta. Questo qui viene dall’Arabia Saudita, sarà la nostra arma segreta: Al Calin!

Oronzo Canà guarda con un certo timore l’uomo, che indossa i classici vestiti arabi. Poi si rivolge a Giginho.

ORONZO CANA’: Questo va a pile?

GIGINHO: Como?

ORONZO CANA’: Niente, niente. Il resto della squadra dov’è?

GIGINHO: Quale resto?

ORONZO CANA’: Come quale resto? Io la Coppa con chi la faccio? Ho bisogno di una rosa di 20/25 giocatori, almeno.

GIGINHO: Con calma, Canà. Tengo muy jogador in scadenza di contratto, sono praticamente nostri. In più possiamo promuovere un paio di nuovi talenti delle giovanili. Abbiamo la situazione in pugno.

ORONZO CANA’ (innervosendosi come al solito): Qua mi dite tutti che la situazione è sotto controllo. (afferrando la maglietta di Giginho) Guarda che se per la prima giornata di Coppa non c’ho la squadra io vi faccio un passare un guaio a voi.

GIGINHO (spaventato): Non si preoccupi, Canà.

ORONZO CANA’: Io non mi preoccupo, siete che voi che vi dovete preoccupère! Qua mi sembra che i giocatori ce li sta mandando l’esercito della salvezza!

GIGINHO: Ma questi sono tutti ottimi calciatori, gliel’assicuro. Li provi in allenamento e vedrà.

ORONZO CANA’: E va bene. Ma tu portami altri giocatori, capito?

GIGINHO: Certo, certo.

Stacco.

EST. GIORNO - CAMPO DELLA LONGOBARDA

Ci troviamo sul campo della Longobarda, per il primo allenamento con la squadra. Il mister è in piedi, e i suoi giocatori sono tutti seduti a terra, per ascoltare la tattica. Alle spalle dell’allenatore c’è la solita lavagna piena di schemi incomprensibili. La Longobarda ha molti giocatori, adesso. I nuovi acquisti sono arrivati.

ORONZO CANA’: Allora, cominciamo subito. Qualcuno di voi, guardando la lavagna, ha già capito di che schema si tratta?

I giocatori restano tutti in silenzio. Qualcuno abbassa anche il capo.

ORONZO CANA’: Non fa niente. Tanto ve lo spiego io. Innanzitutto, scordatevi tutto quello che sapete sul calcio giochèto. Con la mia nuova tattica voi andrete oltre il semplice dare calci ad un pallone, chiaro?

I giocatori si guardano tra di loro, allibiti.

ORONZO CANA’: Oh, bene. Per comincière, direi che dobbiamo…

VFC: Scusi, mister.

Uno dei calciatori si è alzato in piedi e si avvicina a Canà masticando un chewing-gum. E’ un ragazzo ancora giovane (Brando De Sica), si chiama Marco Latini.

ORONZO CANA’: Si, che c’è? Non vedi che sto spieghèndo la tattica?

MARCO LATINI: Mi scusi, volevo solo darle un suggerimento, permette?

ORONZO CANA’: Sentiamo.

LATINI (afferrando il gessetto): Ecco, ho uno schema molto semplice da consigliare, invece di tutti questi scarabocchi. Voi mi date la palla qui (Marco segna con una X la zona in fondo al campo), e io poi faccio così, così, così…

Mentre Marco Latini parla, vediamo che con il gessetto disegna una linea in mezzo al campo che rappresenterebbe egli stesso che dribbla tutti gli avversari fino ad arrivare alla porta avversaria.

LATINI: Così… e goal. Facile, no?

I compagni di squadra ridono.

ORONZO CANA’: Latini, vuoi fare lo spiritoso?

LATINI (serissimo): No, mister.


ORONZO CANA’: Vatti a sedere e non mi disturbare più. Disgrazièto… vuoi venire a insegnare il calcio a me.

Marco, sconsolato, va a sedersi di nuovo tra i compagni.

ORONZO CANA’: Ora, se nessun altro ha qualcosa da dire o ha qualche tattica strampalèta da consigliare, direi di andare avanti. Mercoledì abbiamo una amichevole con l’Inter e ci terrei a fare bella figura.

Canà guarda con sguardo minaccioso il giovane calciatore.

EST. SERA - STADIO

E’ il giorno dell’amichevole con l’Inter. Lo stadio è già pieno e le due squadre stanno facendo il loro ingresso in campo. A capo delle due formazioni ci sono i rispettivi allenatori: Oronzo Canà per la Longobarda e Ciccio Graziani, mister dell’Inter.

CICCIO GRAZIANI (amichevolmente): Allora, Oronzo, quanti te ne dobbiamo fare oggi?

ORONZO CANA’ (scherzando, ma con tono nervoso): Non essere così sicuro, Ciccio. Prima o poi te lo faccio uno sgambetto…

CICCIO GRAZIANI: Sono anni che me lo dici e non sei ancora riuscito a battermi. Ma non preoccuparti, un miracolo può sempre accadere.

ORONZO CANA’: Fai lo spiritoso, Ciccio? Ride bene chi ride ultimo, sa?

CICCIO GRAZIANI (sempre con tono sornione): Allora mi preparo per le risate a fine partita. Magari ti rifiliamo un’altra cinquina… come quella di tanto tempo fa, ricordi?

ORONZO CANA’: Come no. Ricordo anche che ti dissi che presto mi avresti fatto compagnia (Canà si passa una mano sulla pelata per far capire a cosa si riferisce).

CICCIO GRAZIANI: Beh, almeno qualcosa in comune ce l’abbiamo, no?

Ciccio Graziani si allontana per raggiungere la sua squadra.

ORONZO CANA’: Madonna, come mi fa inchèzzere, quello! Me la faccio io una risata se vinciamo, si, si!

Un giornalista avvicina Canà.

GIORNALISTA: Signor Canà, permette un paio di domande?

ORONZO CANA’: Certo.

GIORNALISTA: Questa è la prima partita di un certo rilievo per la sua nuova Longobarda. Crede di aver dato un’impronta alla squadra?

ORONZO CANA’: Ehhh, caro giornalista. Questo solo il tempo potrà dircelo. Quello che posso dirle è che ho una squèdra ricca di calciatori di valore, solo che nessuno lo sa… (sottovoce) Nemmeno loro, purtroppo.

GIORNALISTA: E che tattica adopererà? Farà ancora ricorso alla sua mitica B-Zona?

ORONZO CANA’: Lei mi parla di cose che si riferiscono al passèto, ormai. Oggi il calcio è cambièto, si basa tutto su: passaggi veloci, gioco sulle fasce e ritmi frenetici. Il caro vecchio 5-5-5 non è più attuabile nel calcio odierno.

GIORNALISTA: Grazie per le dichiarazioni. Arrivederci, Canà.

Canà si siede in panchina, le due squadre sono già pronte per il calcio d’inizio. Il mister si volta verso la panchina dell’Inter. Ciccio Graziani, sorridendo, saluta Canà con le cinque dita della mano, alludendo alla batosta di tanti anni prima. Canà si volta schifato dall’altro lato e si morde il pugno con rabbia per non esplodere.

Primo piano del calcio d’inizio. E’ l’Inter a giocare il primo pallone. In sottofondo sentiamo le ovazioni dei tifosi. Canà è già in piedi e si sbraccia come un forsennato.

ORONZO CANA’: Sulle fasce! Sulle fasce! Azzo!

Canà si risiede in panchina, innervosito. Accanto a lui c’è Marco Latini.

MARCO LATINI: Mister, oggi mi farà entrare?

ORONZO CANA’ (distratto dalla partita): Ma tu guarda che combinano quelli…

MARCO LATINI: Mister, mi sente?

ORONZO CANA’: Eh, che c’è? Sto guardando la partita, per piacere, Latini!

Canà si volta dall’altro lato sbuffando per le insistenze del giovane.


Un’azione di gioco: un giocatore dell’Inter si smarca sul fondo, fa partire il cross ed un altro calciatore insacca di testa. Uno a zero per l’Inter. Canà si porta le mani al volto, disperato.

LATINI: Mister, dopo mi fa entrare, vero?

ORONZO CANA’: Ahhh, ancòra tu? Finiscila! Già stiamo perdendo, azzo!

La partita, intanto, continua. Vediamo che le poche azioni della Longobarda vengono facilmente frenate dalla retroguardia nerazzurra. In attacco si trovano Muzungu e Katzorakis. Quest’ultimo ha appena perso palla.

ORONZO CANA’ (rialzandosi in piedi e urlando): Katzorakis! Che cazzo, fai? Io ti sostituisco, sa?

LATINI: Mister, se le serve un attaccante di riserva ci sono io.

ORONZO CANA’ (sempre urlando): E tu la vuoi finire? Quelli ti mangiano vivo a te!

Canà si toglie l’impermeabile e lo lancia contro il giocatore, furibondo.

In rapida successione vediamo altri quattro goal dell’Inter: uno da fuori area, uno su rigore, un altro di testa ed uno a porta vuota, dopo una papera del portiere. L’estremo difensore si china per raccogliere il pallone, vediamo scritto sulla maglietta il suo nome: Gargiulo.

ORONZO CANA’ (guardano il portiere disperato): Gargiulo, Gargiulo… più ti guardo e più ti romperei il cu…

Canà si morde una mano per non dire parolacce.

LATINI: Mister, manca poco. Mi faccia entrare, la prego.

Oronzo Canà comincia a gridare delle parole in maniera isterica. Non si capisce nulla di quello che sta dicendo. D’improvviso si ferma di botto.

ORONZO CANA’: Vai, entra. Non ce la fèccio più con te.

Marco Latini in pochi secondi è pronto per entrare. Viene effettuata la sostituzione, e allo stesso tempo viene annunciato che manca un minuto al termine della gara. Proprio nell’ultima azione, il giovane prende palla e da fuori area lascia partire uno splendido tiro che si stampa sul palo. Dopo l’azione, l’arbitro dà il fischio di chiusura. Le due squadre lasciano il campo. Alcuni giocatori della Longobarda escono a testa bassa, altri stringono le mani agli avversari.

Inquadratura sulla panchina della Longobarda. Canà è ancora seduto, sconsolato. Gli si avvicina Ciccio Graziani.

CICCIO GRAZIANI: Allora, mister? Queste cinque pappine le hanno fatto bene?

Oronzo Canà si alza di scatto e spinge via Ciccio Graziani con rabbia.

ORONZO CANA’: Ma la vuoi finire, tu? Guarda che ti faccio passare un brutto dopo-partita!

I due cominciano a spintonarsi e a cercare di prendersi a testate, sfruttando la loro pelata. Dopo pochi secondi vengono divisi.

ORONZO CANA’: Io ti faccio un culo così a te!

Ciccio, allontanandosi, saluta di nuovo Canà con le cinque dita.

INT. SERA - SPOGLIATOIO DELLA LONGOBARDA

I giocatori sono tutti indaffarati nel cambiarsi. Qualcuno sta ancora facendosi la doccia. Nessuno parla. Canà rientra nello spogliatoio sbattendo la porta. Con lui c’è anche il Presidente Bergonzoni.

BERGONZONI: Vi sembra il modo di giocare, questo?

Nessuno risponde. Qualcuno abbassa lo sguardo.

BERGONZONI: Voglio più grinta, ragazzi. Più grinta! In campo dovete tirare fuori gli occhi della tigre! Dovete graffiare gli avversari, dovete morderli! Grrr, Grrr!

Bergonzoni impugna le mani ad artigli e continua a ringhiare, per rendere l’idea. Canà lo guarda inferocito.

BERGONZONI (guardando Canà): Ecco, un po’ come ha lo sguardo il mister quando lo disturbo, vero?

ORONZO CANA’: Esatto. Fila via, Bergonzelli…

BERGONZONI (correggendolo): Bergonzoni…

ORONZO CANA’ (infuriato): Sparisci!

Bergonzoni scappa via dallo spogliatoio.

ORONZO CANA’ (rivolto ai giocatori): Non date retta a quel rincoglionito del Prèsidente. E’ vero, però, se dice che ci vuole più grinta, più determinazione. Tra pochi giorni ci sono i sorteggi per la Coppa Chèmpioni, abbièmo ancora molto da lavorare.

MARCO LATINI: Mister, ha visto che palo che ho preso?

ORONZO CANA’ (gridando): Io ho visto che tu ti devi stare zitto, capito? Azzo! Sempre a parlère, stai! (di nuovo rivolto ai giocatori, stavolta urlando) In campo dovete tirare fuori i coglioni, è chiaro? Vi dovete rompere il cu…

Proprio mentre sta terminando la frase, esce dalle docce Muzungu, ancora tutto nudo. Canà lascia in sospeso la frase e guarda con meraviglia le parti basse del giocatore. Muzungu si allontana per prendere i vestiti.

Primo piano del volto di Canà, ancora meravigliato.

ORONZO CANA’: Mamma mia! Ma che c’ha tre gambe questo?

Stacco.

INT. GIORNO - SEDE SPORTIVA

E’ il giorno dei sorteggi per la Champions. Vediamo molti allenatori e dirigenti seduti a seguire lo sviluppo dei gironi. Canà è seduto in prima fila, ha le dita incrociate e fa continuamente gli scongiuri con un corno in mano. Il sorteggiatore è un uomo stempiato, un sosia di Blatter.

SORTEGGIATORE (afferrando un bussolotto e leggendo il nome): Group E… Longobarda!

Canà si emoziona a sentire il nome della sua squadra. Ora tocca estrarre le altre tre squadre del girone.

SORTEGGIATORE (leggendo un altro nome): Trabzonspor!

Canà festeggia, essendo una delle squadre più deboli del Torneo. Si guarda intorno, vedendo come tutti siano seri, e riacquista un po’ di contegno.

SORTEGGIATORE (leggendo): Group E… Dinamo Kiev!

Canà stavolta non riesce a trattenere l’entusiasmo. La Dinamo Kiev è evidentemente una delle squadre "meno forti" tra tutte. Oronzo sale sul palco dove avvengono i sorteggi e comincia a baciare il sorteggiatore sulla pelata.

ORONZO CANA’: Bello! Continua a sorteggiare così!

Alcuni uomini della Security accompagnano Canà al suo posto. Gli altri allenatori lo guardando con commiserazione.

Primo piano della mano del sorteggiatore che mischia i bussolotti.

ORONZO CANA’: Ti prego, una squadra scarsa. Ti prego, Madonna benedetta, fammi una grazia…

Il sorteggiatore pesca un bussolotto e lo apre.

Primo piano di Canà con gli occhi sbarrati.

Primo piano del sorteggiatore che legge il nome.

SORTEGGIATORE: Real Madrid!

Si sente un tonfo spaventoso. Tutti si voltano verso la direzione da cui è provenuto il rumore. Si tratta di Canà, che è crollato a terra, svenuto.

INT. SERA - STADIO DI CALCIO

Siamo alla prima partita di Champions League. Lo stadio è interamente ricoperto di neve. Qualche fiocco di neve cade dal cielo. Canà è seduto in panchina. Indossa un pesante cappotto nero, guanti dello stesso colore, una lunga sciarpa rossa che gli copre tutto il viso ed un cappellino di lana sempre rosso. Accanto a lui ci sono Marco Latini e l’arabo Al Calin.

PIZZUL (con il paraorecchie): La temperatura è di due gradi sotto zero, il campo è ai limiti della praticabilità, ma l’arbitro e le due società hanno dato l’ok per dare il via alla partita. Sono passati venti minuti, Dinamo Kiev e Longobarda sono ancora sullo 0 – 0, ma gli uomini di Canà sono parecchio in difficoltà.

Vediamo qualche azione di gioco. La Dinamo Kiev ha saldamente in mano il controllo delle azioni. Si gioca con il classico pallone di colore rosso, usato per essere visibile nonostante la neve. Primo piano di Canà, preoccupato.

ORONZO CANA’: Questi il campo lo conoscono a memoria. Guarda che controllo di palla che c’hanno.

LATINI (sorridendo): C'hanno le "dinamo" al posto delle gambe…

Oronzo Canà non gradisce la battutaccia del giocatore e lo guarda con aria schifata. Nel frattempo, Al Calin si alza improvvisamente in piedi e da’ indicazioni alla squadra. Si sbraccia e pronuncia qualche parola incomprensibile nella sua lingua.

ORONZO CANA’ (guardandolo spaventato): E che gli ha preso a questo?

Al Calin si rivolge ora all’allenatore, senza che si capisca una parola di quello che dice.

ORONZO CANA’: Uè, ma si può sapere che chèzzo vuoi? Mettiti a sedere!

AL CALIN (sedendosi): Allah! Allah!

ORONZO CANA’ (disperato): Oh, Madonna! Ma che vuole?

Il giocatore fa segno a Canà di guardare la partita.

ORONZO CANA’ (realizzando): Ahhh, volevi dire: guarda allà, giusto?

Al Calin fa segno di si, e Canà gli da uno schiaffone sulla testa.

ORONZO CANA’: E la prossima volta parla chièro, azzo!

Nel momento stesso in cui l’allenatore torna a guardare la partita, la Dinamo Kiev realizza la rete del vantaggio, dopo una splendida azione corale.

ORONZO CANA’: Porca puttèna, lo sapevo!

LATINI: Mister, se è in difficoltà posso entrà io, sa?

ORONZO CANA’: Latini, già stiamo perdendo, per piacere. Non ricomincière!

Un’altra azione di gioco, stavolta dal lato della panchina della Longobarda. Dopo un contrasto la palla termina fuori. Canà, per velocizzare l’azione, si alza per raccogliere la sfera, ma scivola e cade a terra. Un giocatore ucraino, scambiando la sua testa rossa per il pallone gli sferra un grosso calcio sulla nuca, facendolo stramazzare a terra per il dolore.

Primo piano di Canà con il volto rintronato dopo la botta.

ORONZO CANA’: Madooonna, che botta!

Canà sviene.

Immagini di rotative in movimento. Un giornale appare davanti allo schermo, la scritta recita:
Dinamo Kiev – Longobarda 3-0

INT. GIORNO - SALA STAMPA

Molti giornalisti sono assiepati all’interno della sala. Sullo sfondo intravediamo un lungo bancone, dietro il quale sono seduti Oronzo Canà ed altri dirigenti.

PRIMO GIORNALISTA: Canà, la sua squadra dovrà affrontare un impegno durissimo, contro il Real Madrid. Una sconfitta potrebbe significare l’addio al passaggio del turno.

ORONZO CANA’: Mah, indubbiamènde è una partita difficilissima… il Real Madrid è una squadra ricca di ottimi talenti… Zidane, Ronaldo, Roberto Carlos… ma la mia squadra non avrà paura dell’impegno.

SECONDO GIORNALISTA: Scusi la franchezza, ma la sua squadra non mi sembra in grado di poter competere con una compagine tanto blasonata. Contro la Dinamo Kiev avete sofferto molto, ed era una squadra alla vostra portata.


ORONZO CANA’: Ma questo che significa? Venga lei a giocare su un campo ghiaccièto come quello. Comunque, a me piace parlère coi fatti. Sul campo assisterete alla rinascita della Longobarda!

Stacco.

INT. SERA - STADIO DELLA LONGOBARDA

Seconda giornata di Champions. E’ la tanto attesa sfida contro il Real Madrid. Canà va a stringere la mano all’allenatore rivale, Fulgencio (Leo Gullotta). L’uomo ha dei baffetti neri ed un aspetto marziale.

FULGENCIO (con accento spagnolo): In bocca al lupo, Canà. Ne avrà bisogno…

Canà, girandosi, fa il segno delle corna e alza lo sguardo verso il cielo. Un addetto stampa si avvicina all’allenatore del Real Madrid.

INTERVISTATORE: Fulgencio, cosa si aspetta da questa partita?

FULGENCIO: El nuestro obiectivo es la victoria (gridando) siempre! Ma en esto caso nosotros no volemos solo ganar l’avversario. (ancora gridando) Nuestro obiectivo es la distrucciòn de la Longobarda! Esta es una guerra! Ta-ta-ta-ta-ta.

Fulgencio mima il gesto della mitragliatrice in maniera folle. Il giornalista si allontana, intimorito. L’allenatore del Real Madrid guarda in modo furibondo Canà e poi va a sedersi in panchina.

ORONZO CANA’: Questo si è fumèto l’erba del campo prima di venire…

Come al solito, c’è Bruno Pizzul ad occuparsi della telecronaca. Lo vediamo nella sua postazione solita.

PIZZUL: Primo impegno casalingo per la Longobarda in Champions, contro un’avversaria temibilissima: il Real Madrid. Molti hanno già preparato il pallottoliere…

Assistiamo al calcio d’inizio. A battere è la Longobarda. L’inquadratura poi passa sulla panchina di Canà.

ORONZO CANA’ (rivolto al vice allenatore): Quanto manca? Quanto manca? Quanto manca?

VICE-ALLENATORE: 89 minuti.

ORONZO CANA’ (urlando alla squadra): Forza, resistete! Manca poco! Che minuto è?

VICE ALLENATORE: Sono appena passati due minuti…

ORONZO CANA’: Due minuti e siamo ancora 0-0 con il Real Madrid. Forza, raghèzzi! Non mollète… non mollète… non mollète!

Il Real Madrid è al limite dell’area. Dopo uno scambio veloce un giocatore si trova davanti al portiere e lo trafigge.

ORONZO CANA’: … hanno mollèto.

Canà è disperato.

In rapida successione vediamo che il tabellone del risultato cambia continuamente. 0-1, 0-2, 0-3, 0-4, 0-5, 0-6, 0-7, 0-8, 0-9.

Inquadratura su Canà in panchina.

ORONZO CANA’ (piagnucolando): Quanto manca?

VICE ALLENATORE: E’ l’ottantesimo. Coraggio, mister!

Un giocatore del Real Madrid effettua un cross, e Zinedine Zidane insacca di testa. Lo vediamo, poi, festeggiare con i suoi compagni dandosi degli schiaffetti sulla testa stempiata. Canà si alza dalla panchina e si rivolge a lui dandosi a sua volta gli schiaffi sulla pelata. Udiamo un suono metallico ogni volta che la mano colpisce la testa.

ORONZO CANA’: Pure io sono bravo con la chèpa, che ti credi Zidène?

Canà si volta verso Fulgencio. Quest’ultimo lo guarda con aria di trionfo.

PIZZUL: L’arbitro dichiara chiuse le ostilità. E’ un risultato clamoroso: Longobarda – Real Madrid 0-10. Tutti i giocatori, ad eccezione del portiere, sono andati a segno.

Stacco.

INT. GIORNO - UFFICIO DEL PRESIDENTE

Il Presidente Bergonzoni sta parlando con alcuni dirigenti. Assieme a lui c’è anche il suo socio Giginho.

DIRIGENTE: La situazione è diventata insostenibile. Ci deridono tutti, ormai. Non possiamo andare avanti così. O se ne va Canà, o ce ne andiamo noi, portandoci dietro tutti i soldi che abbiamo dato per salvare la società. Si metta nei nostri panni…

BERGONZONI: Suvvia, non siate precipitosi. E’ vero che la squadra ha collezionato 0 punti in Champions League. E’ vero che ha subito tredici goal e non ne ha fatto neanche uno. E’ vero che in Campionato navighiamo nelle zone basse della classifica. Ma se fossi nei vostri panni… ecco, me ne sarei già andato da un pezzo, ma non è questo il punto…

GIGINHO (interrompendolo): … quello che el presidente vuol dir…

BERGONZONI (interrompendolo a sua volta): E tu la smetti di parlare brasiliano? Lo sanno tutti che sei italiano!

GIGINHO: Ma perché devi sempre sindacare su quello che faccio, non ho capito?

I due cominciano a battibeccare alzando la voce. I dirigenti interrompono la discussione.

DIRIGENTE (sbattendo un pugno sulla scrivania): Statemi a sentire! Vi diamo un ultimatum. O la Longobarda supera il primo turno di Champions, o noi molliamo tutto. Trovate voi i soldi per salvare la società!

I dirigenti si alzano e vanno via.

BERGONZONI: Non preoccupatevi. Canà ha la situazione in pugno. Alla prossima partita risorgeremo. Diglielo anche tu, Giginho.

Giginho scuote il capo, disperato.

Un giornale in prima pagina, leggiamo la notizia:

Trabzonspor-Longobarda 2-0

Subito dopo, un’altra notizia di giornale:

Classifica dopo le prime tre gare:

Real Madrid 9 punti

Dinamo Kiev 4

Trabzonspor 4

Longobarda 0

INT. GIORNO - CAMPO DI ALLENAMENTO

Una scena già vista. Canà in piedi a parlare con i suoi giocatori, seduti a terra.

ORONZO CANA’: Allora, raghèzzi. La situazione la sappiamo tutti qual è, non è il chèso di tornarci sopra. Sièmo ultimi in Coppa, lottiamo per non retrocedere in campionèto e siamo sull’orlo del fallimèndo! Sapete perché questa situazione non mi preoccupa?

I giocatori mormorano di no.

ORONZO CANA’: Perché so con certezza che peggio di così non può andare, vi pare?

Qualche goccia di pioggia comincia a cadere. In breve tempo si scatena un acquazzone incredibile. Canà guarda in cielo, sconsolato.

ORONZO CANA’: Ho testé preparato una tabella di marcia per i prossimi tre impegni di coppa. Abbiamo il ritorno con il Traszn… Trabock… vabbè, avete capito, in casa, e dobbiamo ottenere i tre punti, assolutamènde! Un’altra partita in casa con la Dinamo Kiev, in cui altri tre punti sono categorici, e la sfida con il Real Madrid, in cui, se ho fatto bene i calcoli, gli avversari saranno già qualifichèti e ci concederanno l’occasione per strappare almeno un pareggio. 7 punti, se le altre partite andranno come ho immaginèto passeremo il turno. E’ tutto chièro?

I ragazzi si guardano, non molto convinti.

ORONZO CANA’ (segnando con una X la partita con il Trabzonspor): Primo obiettivo: vincere la prossima partita!

Inquadrato in primo piano il titolo di un giornale:
Longobarda-Trabzonspor 0-0

La squadra di Canà a un passo dall’eliminazione.

Un’altra notizia subito dopo:

Classifica:
Real Madrid 12

Trabzonspor 5

Dinamo Kiev 4

Longobarda 1

INT. GIORNO - CAMPO DI ALLENAMENTO

Canà segna con una X la partita con la Dinamo Kiev, e poi si rivolge alla sua squadra.

ORONZO CANA’: Vabbè, abbièmo conquistato il primo punto almeno. Vorrà dire che vinceremo la prossima e dovremo sperare che il Real Madrid ci regali la vittoria.

LATINI: Scusi, Mister?

ORONZO CANA’: Che c’è, Latini?

LATINI: Mi sembra impossibile che il Real ci regali una vittoria. Giocando in casa, per giunta.

ORONZO CANA’ (innervosendosi): Che cosa sono questi discorsi? Chi l’ha detto che non potete battere il Real Madrid?

LATINI: Non ho detto che non possiamo batterli. Se lei mi lasciasse giocare almeno una volta…

ORONZO CANA’: Ecco… e lo sapevo io che ricominciavi con i tuoi soliti discorsi! Adesso mi dirai che con te in campo noi battevamo il Real Madrid, la Dinamo Kiev e il Trabzènspock…

LATINI (correggendolo): Trabzonspor.

ORONZO CANA’ (urlando): Trabzocchop, come chèzzo si chiama, va bene? La prossima partita stai in tribuna, va bene? Azzo!

(rivolgendosi a tutta la squadra) E voi, vedete di segnare almeno un gol la prossima partita, che poi ci penso io a farvi mantenere il risultato.

Stacco.

INT. SERA - CAMPO DELLA LONGOBARDA

E’ l’atteso ritorno con la Dinamo Kiev. Assistiamo ai soliti rituali pre-partita: l’ingresso delle due squadre, le strette di mano, la scelta del campo. Viene inquadrato per un attimo Marco Latini, in tribuna.

Primo piano sul volto di Canà, in panchina. Sembra stia pregando.

ORONZO CANA’: Raghèzzi, non deludetemi.

Notiamo solo ora che tira un fortissimo vento. Parte il calcio d’inizio, la Dinamo Kiev tenta un lancio lungo, che termina direttamente nell’area avversaria. Il portiere Gargiulo aggancia con sicurezza la sfera, ma improvvisamente questa gli sfugge di mano e rischierebbe di finire in rete se l’estremo difensore non fosse abbastanza svelto da ribloccarla al volo.

ORONZO CANA’ (infuriato): Gargiulo! Maledètto! Tu mi fai venire un infarto a me!

Il portiere effettua la rimessa. Il suo tiro è molto potente, ed agevolato dal forte vento, fa finire il pallone direttamente nell’area avversaria, dove l’altro portiere, impreparato, si fa superare incredulo. La palla è in rete!

ORONZO CANA’: Goool!

I giocatori abbracciano il portiere, autore di questo stranissimo goal.

ORONZO CANA’ (rivolto alla panchina): Avete visto che gol! Ha fatto un tiro con il rinculo. Giustamènde: Gargiulo – Rinculo, no?

Canà ride da solo a questa battuta squallida, mentre la panchina gli sorride cortesemente.

La Dinamo Kiev riparte furiosa, e la Longobarda comincia a rintanarsi nella propria meta campo.

ORONZO CANA’: Raghèzzi, via al Supercatenaccio!

Una scena incredibile: tutta la squadra della Longobarda è disposta in fila davanti all’area di rigore. Due giocatori sono più arretrati, ma è praticamente impossibile superare questa muraglia. I giocatori avversari tentano di effettuare lanci lunghi, dei dribbling, delle triangolazioni, ma lo spazio è chiuso da ogni parte.

ORONZO CANA’ (esaltato): Funziona!

La solita notizia riportata dal giornale:
Longobarda – Dinamo Kiev 1-0


Un’altra notizia:

Classifica:
Real Madrid 15

Trabzonspor 5

Dinamo Kiev 4

Longobarda 4

INT. GIORNO - STUDIO DEL PRESIDENTE

I dirigenti parlottano con Bergonzoni e Giginho.

BERGONZONI: Avete visto? Mica male il nostro Canà, eh?

DIRIGENTE: Non canti vittoria troppo presto. Per qualificarci dovremo battere il Real Madrid e sperare che le altre due squadre pareggino.

BERGONZONI: Suvvia, un po’ di ottimismo, no?

DIRIGENTE: Vedremo…

I dirigenti escono. Subito dopo entra Canà.

ORONZO CANA’: Non si fidano di me, eh? Maledètti. (rivolto a Giginho) Allora, hai preparèto tutto?

GIGINHO: No se preoccupe, Canà. Parlerò con Fulgencio, l’allenatore del Real Madrid. Siamo vecchi amici, siamo stati fratelli de leche! Ci concederà la vittoria senza problemi.

Stacco.

INT. GIORNO - SEDE DEL REAL MADRID

Giginho entra in una stanza in cui si trova Fulgencio.

GIGINHO: Permesso?

FULGENCIO (serio): Ah, eres tu…

GIGINHO: Vai alla grande con il Real, vero? Primo in campionato, primo e già qualificato in Champions…

FULGENCIO: Che quieres?

GIGINHO: Ecco, sei già qualificato per il prossimo turno, non potresti concedere la vittoria alla nostra squadra?

FULGENCIO (Gridando e alzandosi in piedi): Che cosa?

GIGINHO: No, dico, potresti…

FULGENCIO: Se vosotros avete squadra de mierda non vedo por que io devo farvi ganar! Fuori!

Giginho si allontana intimorito verso la porta. Si volta un attimo prima di uscire.

GIGINHO: Neanche un pareggio?

Fulgencio prende la prima cosa che gli capita a tiro, un portapenne pieno, e lo lancia contro Giginho colpendolo in pieno volto. Quest’ultimo, ricevuto il messaggio, se ne va.

INT. SERA - STADIO DEL REAL MADRID

La partita è già cominciata. Il tabellone riporta il risultato: Real Madrid – Longobarda 4-0, ed è il quindicesimo del primo tempo.

ORONZO CANA’: Qua ci vorrebbe solo un mirècholo per vincere.

Canà si volta verso Latini, che lo guarda in modo ammiccante.

ORONZO CANA’: Ho detto un mirècholo, non una catastrofe, Latini! Resta in panchina.

L’arbitro fischia la fine del primo tempo. Canà si alza in piedi per scendere negli spogliatoi.

ORONZO CANA’: Solo una botta di fortuna ci può salvare…

Appena terminata la frase, qualcosa colpisce al volto Canà, che crolla a terra.

Giocatori e arbitro si avvicinano a lui per accertarsi delle sue condizioni.

GIOCATORE: Cos’è stato?

SECONDO GIOCATORE: Guardate, è stato colpito da quella monetina…

ARBITRO: Rimettetelo in piedi e portatelo in infermeria, presto!

Vediamo inquadrati gli spalti gremiti e il tifo incessante dei tifosi. Qualche coro in spagnolo, probabilmente irriguardoso, viene rivolto nei confronti di Canà.

Compare un giornale sullo schermo. La scritta recita:
Real Madrid – Longobarda 0 – 3 a tavolino

Un’altra scritta compare:

Classifica:
Real Madrid 15

Longobarda 7

Trabzonspor 6

Dinamo Kiev 5

Clamorosa qualificazione della Longobarda!

Infine, un’ultima notizia:
Sorteggio Champions: Longobarda – Bayern Monaco

INT. GIORNO - CAMPO DI ALLENAMENTO

Canà, che ha una vistosa fasciatura sul naso, sta diramando i nomi dell’11 che partirà titolare per la sfida contro il Bayern Monaco.

ORONZO CANA’ (schiarendosi la voce): Allora, in porta: Gargiulo, in difesa: Nugnes, Musagic, Rapillo e Oliva; a centrocampo: Marrandino, Tavoletta, Esposito, Al Calin. In attacco: Muzungu e Katzorakis.

Vediamo Marco Latini che non reagisce bene alle scelte del mister.

ORONZO CANA’: (rivolto ai due attaccanti) Muzungu! Katzorakis! Mi aspetto molto dai voi due per il prossimo impegno. Avete visto che con il Super- Catenaccio difficilmènde gli avversari riescono a tirare in porta. Il nostro obiettivo è segnare almeno un gol, ed è per questo che voi due dovete tirare fuori le pèlle sul campo. Mi dispiace essere duro con voi, ma finora siete stati una coppia della minchia, di nome (Canà guarda verso Katzorakis) e di fatto (Canà guarda verso Muzungu).

Stacco.

INT. SERA - STADIO DELLA LONGOBARDA

La partita è già cominciata, è il trentesimo del primo tempo, il risultato è ancora sullo zero a zero.

PIZZUL: Amici telespettatori, per chi si fosse collegato in questo istante, ricordiamo che la gara è ancora ferma sullo 0-0. La Longobarda si difende bene, ma è poco incisiva in attacco, come al solito. Il Bayern sembra invece giochicchiare con il pallone, aspettando l’occasione giusta per portarsi in vantaggio.

La scena passa su Canà, in panchina.

ORONZO CANA’: Questi sembrano dei caterpillar, guardali, che cosce che c'hanno.

Muzungu riceve palla in attacco, ma viene steso a terra da un difensore del Bayern Monaco di colore. Dal nome sulla maglia leggiamo che si tratta di Kuffour.

ORONZO CANA': Ahia! Muzungu ha trovato pène per i suoi denti!

LATINI: Intende dì pane, mister?

ORONZO CANA': No, no. Intendo proprio pene.

LATINI: Non capisco…

ORONZO CANA': Eh, capisco io, Latini…

L'arbitro dichiara la fine del primo tempo, e le due squadre scendono negli spogliatoi.

INT. SERA - SPOGLIATOIO

Canà cerca di motivare i suoi giocatori, che appaiono parecchio stremati dalla contesa.

ORONZO CANA' (urlando): Forza raghèzzi, forza! Abbiamo retto un tempo, ce la possiamo fare!

MUZUNGU: Mister, ma quel difensore mi sta distruggendo.

ORONZO CANA': Muzungu, da te non me l'aspettavo questo. Tu devi tirare fuori le pèlle in campo. Reagisci colpo su colpo, tu hai qualcosa in più rispetto all'avversario, e lui lo sa. C'ha paura di te.

Muzungu guarda con attenzione Canà, e soprattutto i suoi gesti eloquenti quando si riferisce al suo "avere qualcosa in più".

ORONZO CANA': Voi siete come due guerrieri… armati di una grande scimitarra. Lui ti aggredisce, cercando di metterti in difficoltà, ma al momèndo giusto tu… PAC! Lo infili a sorpresa, capito?

Muzungu fa un cenno affermativo con il capo, convinto.

ORONZO CANA': Bene, e ricordate: l'importante è fare almeno un goal, perché a subirne non ne subiamo.

Stacco veloce su un'azione del Bayern che realizza la rete del vantaggio.

PIZZUL: Rete! Rete del Bayern Monaco. Dopo settantacinque minuti di gioco il risultato si sblocca. 1-0 per la squadra tedesca.

Inquadratura sulla panchina di Cana'.

ORONZO CANA': E lo sapevo io, lo sapeeeevo! Per forza, se il fluidificante non fluidifica e il centro-mediano di rottura non centro-mediana, di conseguènza il terzino deve scalare e fare il secondino. Loro si trovano in superiorità numerica e segnano. E' normale!

LATINI: Mister, manca poco. Mi faccia entrà!

ORONZO CANA': Guarda, ti posso mettere al posto del mediano di rottura a te. Saresti perfetto, perché in quanto a rompere non ti batte nessuno! Azzo!

L'inquadratura torna sulla postazione del telecronista.

PIZZUL: 5 minuti più recupero al termine della gara. Il risultato è sempre a favore del Bayern Monaco. Ma, attenzione, Al Calin si porta sul fondo ed effettua il cross. Sul pallone si avventano Muzungu e Kuffour. La palla è in rete! Pareggio della Longobarda!

Muzungu viene abbracciato dai suoi compagni, ma vediamo che alcuni giocatori del Bayern si portano verso il guardalinee per protestare.

PIZZUL: Veementi proteste da parte dei giocatori tedeschi, che reclamano per un fallo di mano dell'attaccante. Il replay non riesce a porre rimedio alla questione, ma l'arbitro è irremovibile. Il goal è valido.

Canà in panchina esulta.

ORONZO CANA': Madonna Benedetta! Lo ha infilato con la scimitarra, come gli avevo detto io! Incredibile!

Inquadratura sull'arbitro che fischia la fine della partita. Le squadre escono dal campo. Canà fa lo stesso, ma viene fermato dal solito giornalista.

GIORNALISTA: Allora, Canà, un commento a caldo dopo la partita?

ORONZO CANA': E che c'è da dire? La mia squadra ha dimostrato ancora una volta di che pasta è fatta. Tutti i giocatori, e in particolare Muzungu, hanno tirato fuori qualcosa in più rispetto agli avversari. Adesso ci giocheremo tutto al ritorno.

GIORNALISTA: E cosa ha da dire sulla rete del pareggio? Le immagini non sono chiare, ma i giocatori del Bayern hanno protestato per un presunto fallo di mano dell'attaccante.

ORONZO CANA': Infatti il fallo c'era… ma non era di mano. Arrivederci.

Stacco.

EST. GIORNO - AEREOPORTO

Un aereo è appena atterrato in pista. Dal portellone scende Oronzo Canà, seguito dalla squadra. I ragazzi sono sbarcati in Germania.

ORONZO CANA': Raghèzzi, avete tutta la mattinèta libera. Incontriamoci al campo d'allenamèndo alle 15 in punto, mi raccomando.

Stacco.

EST. GIORNO - STRADE DI MONACO

La squadra si sta godendo un giro panoramico della città. I giocatori scherzano tra di loro. In prima fila ci sono Latini e Muzungu.

LATINI: Ahò, a me m'è venuta fame. Me compro un panino.

Latini si avvicina ad un chioschetto, assieme a Muzungu.

LATINI (rivolto a Muzungu): Questo me capisce se parlo in italiano?

MUZUNGU (scherzosamente): Ma perché, sai parlare anche italiano tu?

LATINI: Ehhh, 'a Senegal… se non vinciamo la Champions te prendo per le orecchie e te arzo come na Coppa Campioni, capito?

MUZUNGU (sempre ridendo): Certo, come no.

LATINI (rivolto al gestore del chioschetto): Scusi, mi da un panino?

Il gestore è un uomo corpulento, calvo.

GESTORE: Ein Brot?

In basso leggiamo i sottotitoli in italiano: Un panino?

LATINI: Ahò, brutto a chi? Ma te sei visto? Me pari l'omino della Michelin!

Muzungu allontana Latini dall'uomo, riportandolo alla calma.

MUZUNGU: Lascia stare. Te lo compro io un panino. E' venuta fame anche a me. Mi sa che prendo un Hot Dog…

LATINI: N'altro? Nun te basta quello che te ritrovi tra le gambr?

Latini ride alla sua battua, Muzungu scuote il capoccione.

INT. GIORNO - CONFERENZA STAMPA

Canà deve effettuare la solita conferenza stampa pre-partita. E' seduto ad un lungo bancone ed è circondato da numerosi giornalisti. Sono tutti tedeschi.

PRIMO GIORNALISTA (parlando in precario italiano): Mister Canà… che effetto le fa essere qui in Germania, per affrontare un così duro impegno?

ORONZO CANA': Come ben saprete, io adoro tutto il popolo tedesco. Da questa terra sono sorti fior fior di campioni: Matthaus… Beckenbauer… Rumenigge, che è stato per pochi minuti un giocatore della Longobarda. Sono molto emozionèto, e mi aspetto una grande prova dai miei.\\\

SECONDO GIORNALISTA (sempre in italiano): Qui a Monaco, ricordiamo tutti la sfuriata che fece Trapattoni contro alcuni giocatori del Bayern, in particolare verso Strunz. Ma dopo aver visto lei in campo dicono che l'esplosione di rabbia del Trap non era niente in confronto alle sue… ecco… diciamo, intemperie.

ORONZO CANA' (innervosendosi subito): Questo che significa? Sono un po' focoso, lo ammètto, ma ho sempre grande rispetto degli avversari e di chi mi sta di fronte.

TERZO GIORNALISTA (parlando in tedesco): Trapattoni sagte: "Wenn sie in dem Sack nicht haben, keine Katze sagen"…

In basso leggiamo la traduzione: Trapattoni diceva: non dire gatto, se non ce l'hai nel sacco…

ORONZO CANA' (interrompendolo, rabbioso): Senta lei, a me non mi si piglia in giro chiaro?

Canà si alza in piedi, sbattendo i pugni sul bancone.

ORONZO CANA' (ripetendo le parole del giornalista, nel modo in cui le ha capite): "Che cazz sape", a me? Io ti spezzo le gambe e ci verso la birra dèntro, capito?

Si crea una gran confusione, alcuni uomini cercano di calmare Canà, altri provano a sedare la discussione. Ma la situazione diventa ancora più confusa e complicata.

ORONZO CANA' (mentre viene portato via): Giornalisti di merda!

Canà si rivolge ad alcuni uomini intorno a lui, cercando di giustificarsi.

ORONZO CANA: Ma quello mi ha detto: "che cazz ne sape, tu?" Mi stava offendèndo!

Stacco.

INT. SERA - STADIO DEL BAYERN MONACO

Inquadratura sugli spalti. Lo stadio è gremito, ma sembrano esserci solo tifosi del Bayern Monaco dato che vediamo unicamente bandiere del loro colore. In sottofondo sentiamo l'inno della Champions League, mentre le squadre posano per la foto di rito. Canà è in panchina, e sembra stia pregando.

ORONZO CANA': Sant'Antonio e San Pasquale, fategli far bene la diagonale. Sant'Ambrogio e San Simone, fategli fare un goal su punizione. San Severo e…

LATINI (interrompendolo): Mister, oggi deve farmi assolutamente giocà. E' la mia gara, lo sento.

ORONZO CANA' (con tono implorante)

… San Severo e San Filippo… fallo stare un poco zitto. Amen.

La partita ha inizio. Il Bayern attacca in maniera arrembante, ma nonostante tutto, la Longobarda riesce a mantenere il risultato in parità, grazie alla solita super difesa.

LATINI: Mister, la squadra non segna. Se finisce zero a zero usciamo dalla coppa, lo sa?

ORONZO CANA': Lo so, lo so. Ma non temere, la fortuna è dalla nostra. Riusciremo a segnare, ne sono sicuro.

Proprio mentre Canà sta parlando, il Bayern riesce a portarsi in vantaggio. Lo stadio esplode di gioia. L'allenatore, disperato, si strappa dalla testa i pochi capelli rimasti.

Con uno stacco veloce, vediamo che siamo giunti al settantacinquesimo minuto, e la partita è sempre sull' 1-0.

LATINI: Mister, questi ci hanno preso le misure. Stanno amministrando la partita…


ORONZO CANA': Latini, che ti credi che non me ne sono accorto?

LATINI: Mi faccia entrà, la prego. Non abbiamo niente da perdere, ormai.

Oronzo Canà resta per qualche secondo in silenzio, pensieroso. Poi da l'ok al giocatore.

ORONZO CANA': Vai, entra, dai. Tanto non abbiamo niente da perdere… abbiamo già perso.

Latini si riscalda in fretta ed entra in campo. Subito va a cercar palla a centrocampo, una volta ricevuta, salta un avversario, ne salta un altro e serve un suo compagno libero. Canà è meravigliato.

ORONZO CANA': Ma chi è… Maradona?

Latini riceve palla al limite dell'area, salta un difensore e con un preciso destro infila il portiere.

ORONZO CANA' (esultante): Ma che Maradona, questo è più forte di cinque Maradona messi insieme! Goool!

Latini va ad abbracciare Canà, che saltella come un forsennato a bordo campo. I due inscenano un balletto allegro per festeggiare.

ORONZO CANA': Ed ora sbattiamoli fuori questi Strunz!

Latini torna in campo, e ruba subito il pallone agli avversari.

ORONZO CANA': Vai, vai… corri, corri… passa, passa… dribbla, dribbla… tira, tira…

Canà si dimena in piedi come se stesse correndo lui stesso in campo.

Latini è entrato in area di rigore, scarta il portiere e deposita il pallone in rete a porta vuota.

L'esultanza di Canà è indescrivibile, salta da un lato all'altro del campo senza sosta, comincia ad abbracciare i giocatori in panchina, fino ad arrivare al quarto uomo e a riempirlo di baci. Questi cerca di spingerlo via senza riuscirci. Solo l'intervento dell'arbitro lo riporta alla calma. Canà si prostra in inchini e torna a sedersi in panchina cercando di assumere un tono serio, cosa poco verosimile dopo averlo visto scatenarsi in quel modo.

L'arbitro fischia la fine della gara. I giocatori escono dal campo. Quelli della Longobarda in maniera festosa, quelli del Bayern a testa bassa.

INT. SERA - STUDIO DI CONTROCAMPO

L'inquadratura è ferma su un televisore acceso. All'interno dello schermo è possibile vedere Elisabetta Canalis e l'arbitro Presutti (Alvaro Vitali), riconoscibile dalla sua divisa nera. I due stanno promuovendo un prodotto in tv. L'immagine diventa a schermo pieno.

ELISABETTA CANALIS: Arbitro Presutti, lei va sempre in giro a piedi?

PRESUTTI: Certo. Tempra lo spirito e il corpo.

CANALIS: Si, ma la fa anche andare lento come una lumaca…

PRESUTTI: Eh, ma lo sa che io con le lumache ho un rapporto speciale, purtroppo…

CANALIS: Faccia come me, compri la nuova Austin 2005, e vedrà che nessuno più la chiamerà lumaca…

PRESUTTI: Per la velocità, non più. Ma per qualcos'altro si!

Presutti in primo piano, fa il gesto delle corna, alludendo a cosa si riferisce.

La televendita termina, e si torna allo studio di Contro Campo. In primo piano, Sandro Piccinini parla davanti alle telecamere.

SANDRO PICCININI: Abbiamo qui in studio le due grandi rivelazioni di quest'annata calcistica: Oronzo Canà, l'allenatore della Longobarda, che ha portato la sua squadra alle semifinali di Champions League, e Marco Latini, nuovo astro nascente del calcio italiano.

Vengono inquadrati per un attimo i due. Sono seduti accanto ad Elisabetta Canalis. Sullo sfondo, nel maxischermo, c'è una foto di Oronzo Canà che urla. Sullo schermo c'è anche una scritta che recita: Hurri-Canà!

PICCININI: Allora, Canà, o come la chiamano in molti "la iena del tavoliere", cosa dobbiamo aspettarci da questa Longobarda? La semifinale è già di per sé un traguardo importantissimo per lei. Siete già soddisfatti del risultato raggiunto, o finché siete in ballo continuerete a ballare… magari coltivando sogni proibiti?

ORONZO CANA': Beh, indubbiamènde raggiungere la semifinale è stata un'ottima còsa. Essere tra le prime quattro in Europa ci riempie di giòia. Per quanto riguarda i sogni proibiti… eh, preferisco non pensarci troppo.

Un altro ospite interrompe il discorso.

GIAMPIERO MUGHINI: E lei vorrebbe farmi credere che la sua squadra, se mi permette il termine, di miracolati, sia in grado di reggere il confronto con le squadre più forti del globo? Maddai!

ORONZO CANA': Non capisco perché deve dire così, lei. Se la mia squadra è in semifinale qualcosa di buono deve averla fatta, non crede?

PICCININI: Non potrà negare, però, che la svolta c'è stata con la scoperta del giovane talento Latini, che ha anche riportato la squadra in zone più tranquille in Campionato.

Mentre Piccinini parla, Canà discute sottovoce con Latini.

LATINI: A me quel Mughini mi fa paura… con quegli occhiali a raggi X sembra un ciclope. E poi quando si muove… me pare na piovra.

PICCININI: Allora, Marco, com'è il tuo rapporto con i compagni e con l'allenatore?

Marco Latini è ora distratto perché si è soffermato a guardare le grazie della Canalis.

LATINI: 'A Mister, guardi che zinne che c'ha quella…

PICCININI: Marco? Mi senti?

Canà da una gomitata a Marco per farlo voltare, rimbrottandolo sottovoce.

LATINI: Come? … Ah, si… il rapporto è buono. I compagni mi vogliono tutti bene, mi danno consigli… e il mister… beh, il mister è un po' duro e testardo, però sa fare il suo mestiere.

Notiamo che ora è Canà ad essere distratto dalle forme della Canalis.

PICCININI: E lei, Canà? Cosa pensa del suo giovane talento?

Canà è ancora distratto, e stavolta è Latini a doverlo richiamare all'ordine.

ORONZO CANA' (riprendendosi): Eh? Non ho afferrèto, mi scusi…

PICCININI: Ho capito. Cambiamo argomento. Comunque le facciamo tanti complimenti per la sua squadra, ed in bocca al lupo per la semifinale. (rivolto al pubblico) Come ben saprete sarà una semifinale tutta italiana tra la Longobarda e l'Inter di Ciccio Graziani. Mi giunge voce che abbiamo in collegamento video, direttamente dall'isola di Samanà, niente poco di meno che… Paulo Roberto Cotechino, l'indimenticabile ex centravanti del Napoli! (rivolto al megaschermo) Paulo, mi senti?

Dallo schermo centrale appare l'immagine. Vediamo Paulo Roberto Cotechino (Alvaro Vitali), ha la sua solita folta chioma, ma ora è visibilmente ingrassato. E' seduto su di una sedia ed indossa uno smanicato nero. Sul braccio sinistro si intravede un tatuaggio che raffigura Carmen Russo.

COTECHINO (con accento straniero): Si, ti sento, Sandro.

PICCININI: E' un onore per noi averti qui, lo sai?

COTECHINO: Lo so, lo so. Ci mancherebbe che non lo fosse…

PICCININI: Come procedono le cure di disintossicazione? Sappi che qui stiamo facendo tutti il tifo per te…

COTECHINO: Mah, la cura è mas dolorosa, però ho l'affetto de todos miei aficionados. Li abbraccerei tutti ad uno ad uno se potessi…

PICCININI: In quanto tempo credi che ti rimetterai, Paulo?

COTECHINO: Eh, non saprei dir. Sai meglio di me quanto è dura uscire dal tunnel… le tentazioni sono dietro ogni angolo. Appena esco de casa, subito c'è qualcosa che mi spinge a ricadere nel baratro, ma tengo duro. Non si potrà mai dire che Paulo Roberto Cotechino è uno che molla…

Proprio mentre termina la frase, si sente il forte rumore di un peto.

COTECHINO: Oh, scusatemi. E' il segnale che annuncia l'ora della cura, purtroppo devo lasciarvi.

PICCININI: Va bene. Ringraziamo Cotechino per la sua disponibilità. Riuscirai a disintossicarti dalla Fagiolada, non abbiamo dubbi.

Viene chiuso il collegamento video.

PICCININI: Abbandoniamo per un attimo il mondo calcistico per occuparci d'altro. Anche oggi la Ferrari ha portato a casa una doppietta vincente, ed abbiamo in collegamento proprio Jean Todt. Jean, ci sei?

Compare un altro video. Jean Todt (Alvaro Vitali), indossa la tuta della Ferrari, e si trova nei Box.

JEAN TODT (con accento francese): Si, eccomi.

In sottofondo udiamo, fortissima, una scorreggia.

JEAN TODT: Stiamo provando il nuovo motore della Ferrari. (parlando improvvisamente in romanesco) Stateve accorti, che è na bomba!

Stacco.

INT. GIORNO - CAMPO DI ALLENAMENTO

I giocatori stanno effettuando degli esercizi su dei tappetini. Canà controlla la situazione. Arriva Marco Latini, correndo, ancora in tuta. Presumibilmente è in ritardo. Canà lo vede arrivare.

ORONZO CANA': Comodo, comodo, Latini. Che fretta c'è?

Marco Latini rallenta fino a camminare a passo normale. Sorride.

ORONZO CANA' (urlando): Muoviti, disgrazièto! Hai due ore di ritardo, dov'eri finito?

Latini si avvicina a Canà, tornando a correre.

LATINI: Scusi, mister. Non ho sentito la sveglia.

ORONZO CANA': Oh, e come mai non hai sentito la sveglia? Sentiamo.

LATINI: Si vede che dormivo pesante…

ORONZO CANA': E si vede anche che ieri notte sei rientrato molto tardi, vero?

Dopo un po' di silenzio, a testa bassa.


LATINI: Vero, mister.

ORONZO CANA': Metti la testa a posto, Latini! Per diventare un campione c'è bisogno di tre cose: disciplina, sacrificio e talento. La terza ce l'hai, vedi di imparare meglio le prime due.

LATINI: Certo, mister.

ORONZO CANA': Vatti a cambiare, va.

Latini si allontana in fretta e si cambia rapidamente. Canà raduna a se tutta la squadra.

ORONZO CANA': Facciamo una partitella, forza.

Le due squadre si dispongono in campo. Latini subito prende palla e comincia con i suoi soliti dribbling, ma viene triplicato e perde palla.

ORONZO CANA': Latini, passala quella palla. Non ci stai solo tu sul chèmpo.

Come se non lo avesse sentito, Latini torna a giocare come se avesse il paraocchi, perdendo nuovamente palla. Canà usa il fischietto per richiamare l'attenzione.

ORONZO CANA': Ma sei sordo? Ti ho detto di passarla quella palla…

LATINI: Nessuno era smarcato, mister.

Con un'inquadratura ampia, vediamo che almeno cinque compagni erano liberi da marcature.

ORONZO CANA': Stammi a sentire. Il chèlcio lo si gioca in undici e lo si vince in undici. E' matematico. Se tu fai tutto da solo lo sai che succede?

LATINI (con tono presuntuoso): Vinciamo?

ORONZO CANA': Non fare tanto lo spiritoso. E impara ad aiutare la squadra.

LATINI (acido): C'è molto da aiutare, in effetti.

ORONZO CANA' : Che vorresti dire?

Canà si avvicina minaccioso verso Latini. Alcuni giocatori lo trattengono.

LATINI: Ho capito, non è aria. E' meglio se vado…

ORONZO CANA': Ecco, meglio. Vai, vai… e scordatelo il posto da titolare per la semifinale!

Canà guarda Latini che abbandona il campo. Subito dopo si rende conto di essere ancora mantenuto dai giocatori, e se li scrolla di dosso.

ORONZO CANA': E voi lasciatemi! Sembra che state trattenendo una belva umana. Azzo!

Canà guarda per un'ultima volta Latini che se ne va. Ha lo sguardo dispiaciuto.

INT. SERA - STADIO "MEAZZA" DI SAN SIRO

La partita è già a buon punto.

PIZZUL: Trentacinquesimo della ripresa. L'Inter è saldamente in vantaggio per tre a zero. La Longobarda, senza il suo fuoriclasse Latini, non ha praticamente mai giocato.

L'Inter realizza un'altra rete.

PIZZUL: Ed è la rete del quattro a zero, proprio allo scadere. Disfatta completa per la squadra di Canà. Chissà se ci saranno ripercussioni, visto il mancato utilizzo del giovane Latini.

Canà esce a testa bassa dal campo, cercando di mimetizzarsi tra le persone, per evitare di essere visto da Ciccio Graziani.

Soggettiva di Canà: Graziani parla con un suo giocatore, ed è a notevole distanza.

Canà tenta di fuggire negli spogliatoi, ma voltandosi di scatto urta contro un tabellone pubblicitario franando a terra. Graziani, per fortuna, non si accorge di nulla e Oronzo, dolorante, riesce a scendere di nascosto.

INT. SERA - SPOGLIATOIO

Negli spogliatoi arriva anche il Presidente Bergonzoni.

BERGONZONI: Oronzo, Oronzo, mi spieghi cosa combini?

ORONZO CANA': Guarda, Bergonzoni, non ti ci mettere pure tu che non è aria!

BERGONZONI: Spiegami almeno perché non hai fatto giocare Latini…

ORONZO CANA': Non mi va di perdere tempo con il primo ragazzo che sa tirare calci ad un pallone. Se vuole il posto se lo deve meritare.

BERGONZONI: Ho capito, ma se poi non gioca lui, e di conseguenza perdiamo noi, i dirigenti la fanno pagare a me.

ORONZO CANA': Nooo, non devi avere paura dei dirigenti… devi avere paura di me, e adesso! Sparisci, che ti tiro qualcosa appresso!

Canà finge di scagliarsi sul Presidente, che scappa via.

INT. GIORNO - CAMPO DI ALLENAMENTO

Canà è appena arrivato sul campo. Notiamo che Latini ha già cominciato l'allenamento da solo.

LATINI: Salve, mister.

ORONZO CANA': Ciao. Che ci fai qui a quest'ora? Di solito ti presenti verso l'ora di pranzo…

LATINI: Faccio quello che mi ha detto lei. Mi alleno seriamente.

Oronzo guarda il giocatore in maniera affettuosa.

ORONZO CANA': Bravo. Sei un raghèzzo in gamba, dopotutto.

Canà da un buffetto sulla spalla a Latini e gli sorride.

LATINI: Che dice, mister? La vogliamo fà questa finale di Champions?

ORONZO CANA' (come se ci dovesse pensare su): Ehhh… facciamola.

Stacco.

Siamo sempre sul campo di allenamento. Il resto della squadra si è riunito, e Canà sta spiegando lo schema ai suoi. In sottofondo sentiamo una musichetta trionfale, con dei cori da stadio in sottofondo.

ORONZO CANA' (già a metà discorso): … Latini si sposta sulla fascia, voi lo servite, lui effettua il cross e Muzungu deve infilare il portiere. E' chièro?

I ragazzi fanno cenno di si. Canà si rivolge proprio a Muzungu.

ORONZO CANA': Chiaro, Muzungu?

MUZUNGU: Si, mister.

ORONZO CANA' (ridendo): Brèvo. Tu sei bravo ad infilare, no?

Canà fa dei gesti con il braccio abbastanza eloquenti.

Sempre con la musichetta trionfale in sottofondo, la scena passa direttamente alla gara con l'Inter. La Longobarda è incontenibile, lotta su tutti i palloni e si porta frequentemente in zona goal.

Vediamo che i ragazzi replicano alla perfezione lo schema di Canà, e Muzungu che di testa va a segno. In rapida successione, poi, vediamo Latini che realizza tre reti molto simili da solo davanti al portiere. E' il novantesimo minuto, Latini, già a porta vuota, serve Katzorakis che infila in rete per il cinque a zero. Canà in panchina esulta come un esagitato.

Inquadratura sull'arbitro che da il triplice fischio (la musica in sottofondo sfuma).

Canà invade il campo esultante, abbraccia tutti i giocatori, li bacia, gli urla parole festose, fino ad arrivare a Latini. I due si guardano negli occhi e poi si abbracciano saltellando ed esultando esagitati.

I loro festeggiamenti vengono interrotti dall'arrivo di Ciccio Graziani. L'uomo non ha il migliore degli aspetti.

CICCIO GRAZIANI: Complimenti, Canà.

Canà lo guarda fisso negli occhi.

ORONZO CANA': La prima cosa che mi hanno insegnato è che bisogna avere rispetto degli avversari. Tu sei stato un grande rivale. Qua la mèno.

Ciccio allunga la mano per stringergliela, ma all'ultimo momento Canà la leva e gli fa il gesto dell'ombrello.

ORONZO CANA': Tièèè!!! Ciao Ciccio! Ciaooo!

Canà si allontana mostrandogli le cinque dita. Latini se ne va con lui sorridendo.

ORONZO CANA': Mamma mia, che soddisfazziòne!

I due si allontanano festosi.

INT. SERA - CASA DI CANA'

Canà è seduto a capo tavola. Attorno a lui ci sono il Presidente Bergonzoni, Giginho e Marco Latini. I quattro stanno festeggiando per la finale di Champions.

ORONZO CANA' (stappando una bottiglia di spumante): E per la Longobarda… Ip-Ip…

TUTTI IN CORO: Urra!

ORONZO CANA': Ip-Ip…

TUTTI IN CORO: Urrà!

I quattro continuano a festeggiare.

BERGONZONI: Sei grande, Oronzo. Dal nulla hai portato questa squadra in finale! I dirigenti sono fuori di sé dalla gioia, hanno detto che ci finanzieranno a vita se vinciamo la coppa!

ORONZO CANA': Ehhh, Bergonzoni. Non cantièmo vittoria troppo presto. In finale giocheremo con il Real Madrid. In casa loro, per giunta.

GIGINHO: Ma dai, che con un campeon come Latini abbiamo la vittoria assicurata.

LATINI: Cala, cala… non è detto.

ORONZO CANA': Marco ha ragione. Però pensa che soddisfazziòne: la Longobarda vince la Coppa dei Chèmpioni.

Squilla il telefono di casa. Canà va a rispondere.

ORONZO CANA': Pronto?

VFC: Obligado, Mister!

ORONZO CANA' (visibilmente sorpreso): Non ci posso credere. Ari, sei tu?

L'inquadratura passa su Aristoteles (Tuta), il vecchio campione brasiliano, amico di Cana'.

ARISTOTELES: Sono io, mister. Volevo farle gli auguri per la finale…

ORONZO CANA': E ti ringrazio di cuore, caro. Come stai?

ARISTOTELES: Todo bien. E lei? Nervoso per la finale?

ORONZO CANA': Noooo, solo un po' di cacherella, ma è normale. C'è anche mia figlia?

ARISTOTELES: No, non c'è. Ma mi ha detto di mandarti tanti saluti.

ORONZO CANA': Ricambièti e raddoppièti. E mi raccomando, fatemi sapere quando decidete di farmi un nipotino. Io farò una preghiera in modo che tu non spari a salve, capito? (Canà ride)

ARISTOTELES: Come no, mister. Ci sentiamo. Ciao, ciao…

ORONZO CANA': Ciao.

Canà attacca e torna con gli altri. Bergonzoni si prepara ad un altro brindisi.

BERGONZONI: Per Canà… il futuro CT della Nazionale! Forza, un brindisi: Ip-Ip…

Dal piano di sotto sentiamo delle grida.

VFC: Basta! Qui c'è gente che vuole dormire! Chiamo i carabinieri!

Bergonzoni fa segno a tutti di abbassare la voce.

BERGONZONI (bisbigliando): Per Canà: Ip-Ip…

TUTTI IN CORO (sempre bisbigliando): Urrà!

Dopo aver bevuto, Bergonzoni, Giginho e Marco si congedano.

BERGONZONI: E' stato un piacere, Oronzo. Sei il migliore.

GIGINHO: Si, el miglior allenatore del mundo.

Canà sorride ai due, poi da un buffetto amichevole sulla spalla di Latini.

LATINI: Arrivederci, mister.

ORONZO CANA: Ciao…

I tre escono dalla porta. Canà resta solo in casa.

Primo piano su di lui: ha il volto pensieroso.

INT. GIORNO - CAMPO DI ALLENAMENTO

Canà è accanto al suo vice allenatore. L'uomo sta scrivendo dei nomi su un foglio. Alle loro spalle la squadra sta giocando una partitella.

VICE ALLENATORE: Abbiamo gli uomini contati per la finale. Sei sono in infermeria e non potranno recuperare in nessun modo.

ORONZO CANA': E che problema c'è? Con 15 giocatori siamo in regola, no?

VICE ALLENATORE: Si, ma sarebbe opportuno non rischiare di perdere altri pezzi. Se si infortuna solo un altro giocatore non possiamo più rimpiazzarlo.

ORONZO CANA': Basta con tutto questo pessimismo, mèmma mia. Abbiamo la partita tra tre giorni, non succederà niente.

Terminata la frase, sentiamo le grida di qualcuno. Canà si volta, e vede Katzorakis a terra, dolorante.

ORONZO CANA': Katzorakis… che caz… che è successo?

KATZORAKIS (dolorante): La gamba, mister. Credo di essermi fatto parecchio male.

ORONZO CANA': Chi ti ha fatto questo fallo a chèzzo di cane?

MUZUNGU: Io, mister. Mi scusi.

ORONZO CANA': Allora non è stato un fallo a chèzzo di cane… è stato proprio un fallo di chèzzo! Maledetto!

Muzungu aiuta Katzorakis a rialzarsi e lo porta via.

VICE ALLENATORE: Questo è un brutto guaio…

ORONZO CANA': E chi ci mettiamo al posto suo adesso?

Un pallone alto arriva verso Canà, che tempestivamente lo blocca portandoselo al petto. Il tiro è stato effettuato da Latini.

LATINI: Scusi, Mister.

Oronzo Canà rilancia il pallone verso Marco,

VICE ALLENATORE: Bella parata, mister.

ORONZO CANA': Eh, modestamènde, da raghèzzo ho fatto anche il portiere per un paio d'anni…

Il vice allenatore guarda il foglio su cui manca l'ultimo nome da annotare, poi guarda verso Canà in maniera ammiccante. Canà restituisce lo sguardo e fa cenno di si con la testa.

INT. SERA - SPOGLIATOIO

La Longobarda si sta preparando per la finale. I giocatori sono silenziosi. Anche Canà non dice una parola. Vediamo che indossa una tuta da allenamento.

ORONZO CANA': Raghezzi, vi dico solo: fate del vostro meglio. Quindi: vincete!

I giocatori rispondono con un "si" collettivo, convinto. I ragazzi si alzano in piedi. Inquadratura su Latini che si alza assieme agli altri, ma scivola su una delle panchette e cade malamente a terra. Subito gli si raccolgono intorno per aiutarlo.

ORONZO CANA': Latini, tutto bene? Non fare scherzi, sa…

Latini si rimette in piedi, con difficoltà.

LATINI: Ho preso una storta, non riesco a poggià il piede a terra.

ORONZO CANA' (strillando): Come non ci riesci? Tu mi vuoi rovinère!

LATINI: Non ce la faccio. Mi metta in panchina, non riesco a camminare.

ORONZO CANA': Nooo!!! Pecchè? (strillando) Pecchèèè???

Canà si siede su una panca e comincia a piagnucolare. Gli altri escono fuori.

VICE ALLENATORE: Mister, dobbiamo andare. La partita sta per cominciare.

Stacco.

INT. SERA - STADIO SANTIAGO BERNABEU

Il caro Bruno Pizzul è già pronto per il commento, dalla sua solita postazione. Intorno, i cori sono tutti per il Real Madrid. Il tifo è incessante.

PIZZUL: Buonasera a tutti, amici telespettatori. Diamo il via ad una serata di grande calcio, che si preannuncia incandescente. Da un lato lo schiacciasassi Real Madrid, imbattuto in Champions. Unica eccezione: la sconfitta a tavolino proprio con la Longobarda. Dall'altro la squadra di Oronzo Canà, partita malissimo, ma che ora pare inarrestabile. Vediamo le due squadre fare il loro ingresso in campo… ma… c'è una sorpresa, Latini non parte titolare. Sta camminando accanto a Canà e zoppica vistosamente. Brutta tegola per la Longobarda, che dovrà fare a meno, quindi, del suo uomo di punta.

Canà va a sedersi in panchina. Accanto a lui Marco Latini.

ORONZO CANA': Forza raghèzzi. Ce la potete fare!

Assistiamo al calcio d'inizio.

PIZZUL: E' il Real Madrid a prendere subito in mano le redini del giuoco. Il loro calcio è un misto di potenza e fantasia che mette in difficoltà gli uomini di Canà. L'allenatore del Real, Fulgencio, dirige la sua squadra come un'orchestra.

Fulgencio è in piedi e da continue indicazioni ai giocatori.

FULGENCIO: Vai, vai! Matalo! Matalo!

Canà è disperato in panchina. La sua squadra non riesce a contenere gli avversari. Dopo appena venti minuti Ronaldo realizza la rete dell'1-0.

PIZZUL: Vantaggio del Real. Ronaldo mette in rete e porta in vantaggio la sua squadra. Per la Longobarda è notte fonda.

Canà ha un volto funereo in panchina. Latini gli passa un braccio sulle spalle per cercare di consolarlo.

LATINI: Coraggio, Mister. Si può recuperare. E' ancora presto.

In rapida successione, vediamo che il Real Madrid va ancora due volte a segno. Una con Zidane, e l'altra con Roberto Carlos con una punizione potentissima.

ORONZO CANA': Mamma mia. Questi hanno il cemento armato al posto delle gambe.

LATINI: Non si scoraggi. Ce la possiamo ancora fà.

ORONZO CANA' (piagnucolando): Ma che possiamo fare? Al massimo possono tirarmi un'altra monetina dagli spalti per vincere. Sarebbe l'unico modo per battere questi indemonièti. Che cosa mi sono messo in testa?

L'arbitro fischia la fine del primo tempo.

PIZZUL: Le squadre tornano negli spogliatoi. Manca ancora un tempo, ma il risultato sembra già segnato.

Stacco.

INT. SERA - SPOGLIATOIO

Canà guarda fissi i suoi giocatori, che mormorano a testa bassa.

ORONZO CANA': Raghèzzi, c'è poco da dire. Nonostante tutto, sono fiero di voi. Abbiamo raggiunto un traguèrdo storico. Nessuno potrà dirci nulla se perdiamo. Usciamo comunque a testa alta.

LATINI: Ha ragione, mister? Sa perché?

ORONZO CANA': No, perché?

LATINI: Perché noi questa partita la vinceremo!

ORONZO CANA': Latini, sei giovane, sei pieno di talento, hai un grande futuro davanti a te… ma in quanto a logica non capisci proprio un chèzzo, sai? (strillando) Stanno vincendo tre a zero, non ci hanno concesso nemmeno un tiro in porta, come chèvolo vuoi che facciamo a vincere?

LATINI: Lo diceva sempre lei: undici sono loro, e undici siamo noi. E' matematico. Se sono riusciti a farci tre goal, possiamo riuscirci anche noi. Mi stia a sentire… è il momento di tornare ai vecchi metodi…

Canà e gli altri si riuniscono attorno a Latini, che parla loro sottovoce.

INT. SERA - STADIO

Canà passeggia accanto a Fulgencio, che lo avvicina.

FULGENCIO: Davvero credevi de poter ganar, Canà?

ORONZO CANA': Attento a come parli, baffo Moretti! Ride bene chi ride ultimo!

FULGENCIO (con una risata forzata): HA!

Fulgencio va a sedersi in panchina. Canà fa altrettanto.

PIZZUL: La Longobarda da il via all'azione. Marco Latini è ancora in panchina. Probabilmente non è in grado di poter entrare. La squadra di Canà si è presentata solo con 15 giocatori, essendo stata tempestata da numerosi infortuni, ultimo appunto, quello di Latini.

La Longobarda si porta in attacco, e conquista un calcio d'angolo.

ORONZO CANA': E' l'occasione buona.

LATINI: Se non segniamo mò, non ce la faremo più.

Assistiamo al calcio d'angolo. C'è una confusa mischia in area, ma un difensore del Real riesce a spazzare fuori area la palla. Sorprendentemente vediamo il portiere Gargiulo ai limiti dell'area che raccoglie la sfera e lascia partire un tiro imprendibile che si infila in rete.

PIZZUL: Clamorosa rete della Longobarda! Non sappiamo se si è trattato di uno schema provato in allenamento o se tutto è stato affidato al caso, ma il portiere ha realizzato il goal del 3-1. Ed è la sua seconda marcatura in questo torneo. La partita potrebbe riaprirsi…

Canà e Latini festeggiano.

ORONZO CANA': Gargiulo, sei il numero uno! In tutti i sensi!

LATINI: Adesso sa cosa bisogna fare, mister.

ORONZO CANA': Certo. Vinciamo la Coppa dei Chèmpioni!

Canà fa segno al quarto uomo.

PIZZUL: Prima sostituzione della partita: finalmente fa il suo ingresso Latini in campo, nonostante sia ancora menomato dal suo infortunio. Canà si gioca il tutto per tutto!

Il Real Madrid prende palla e si porta in avanti.

ORONZO CANA' (urlando): Via alla B-Zona! Via alla B-Zona!

I giocatori della Longobarda cominciano a spostarsi in maniera confusa in mezzo al campo. Zidane riceve un passaggio e si porta al limite dell'area, ma guardandosi intorno vede Muzungu e Latini accanto a lui e non capisce più dove si trovi, perdendo palla.

PIZZUL: Incredibile! La Longobarda torna al vecchio 5-5-5 dimenticato da tutti, e il Real Madrid è in difficoltà!

Latini scarta due avversari e serve Al Calin che sta per far partire il tiro, ma viene fermato fallosamente da Roberto Carlos.

ORONZO CANA': Roberto Carlos, maledetto! Tornatene a cantère!

Al Calin non riesce più ad alzarsi. E' l'ennesimo infortunio della squadra. Canà fa subito segno all'ultimo panchinaro disponibile di entrare in campo.

PIZZUL: Anche l'arabo Al Calin è costretto ad abbandonare il campo. La Longobarda non ha praticamente più cambi disponibili…

Latini si prepara a battere la punizione.

Con un bellissimo tiro, la palla scavalca la barriera e si infila nel sette!

ORONZO CANA': Goool!!! Che punizione! Che me ne faccio di Platini se c'ho a Latinì?

Canà si volta verso Fulgencio, che lo guarda furioso.

ORONZO CANA': Tiè. Ora me la faccio io una risata. (imitando l'allenatore spagnolo) HA! HA! HA!

La partita prosegue.

PIZZUL: Pochi minuti al termine del tempo regolamentare. La stanchezza comincia a farsi sentire. La Longobarda, nonostante la splendida prova d'orgoglio sembra aver esaurito le energie. Il Real cerca di addormentare la gara… ma ecco che improvvisamente Beckham fa partire un lancio lungo in direzione di Raul, che è praticamente solo davanti al portiere.

Vediamo Raul di spalle che corre verso la porta, ma prima che il pallone gli arrivi Latini lo intercetta all'ultimo secondo.

PIZZUL: Latini recupera palla in difesa, e comincia a correre verso il centrocampo. Due giocatori vengono saltati facilmente. Un altro avversario gli si fa sotto… saltato!

Oronzo Canà guarda l'incessante dribbling di Latini. Seguendolo fa ondeggiare la testa.

Latini è nella meta' campo avversaria e non si ferma. Salta altri tre giocatori in velocità ed entra in area, aspetta che il portiere si sieda a terra e lo supera con un preciso pallonetto.

ORONZO CANA' (isterico): Madooonna! Madooonna!! Madooonna!!!

Latini viene sommerso dai compagni, dopo aver realizzato la rete del pareggio. L'arbitro fischia subito dopo la fine della partita.

PIZZUL: Un capolavoro di Latini permette alla Longobarda di agguantare il pareggio all'ultimo minuto. Ormai non la chiameremo più Zona Cesarini, ma Zona Latini.

E cosa ancor più incredibile, i tifosi, praticamente tutti spagnoli, hanno smesso di tifare la propria squadra per incitare gli uomini di Canà.

Sentiamo le urla dei tifosi. Quelli che prima erano cori solo per il Real Madrid, sono diventati inni per la Longobarda.

Latini abbraccia i suoi giocatori e riempie di baci Latini.

ORONZO CANA: Sei il pupillo mio! Io ti faccio un monumento a te!

Latini restituisce l'abbraccio, ma si tocca dolorante la gamba.

LATINI: Mi fa malissimo la gamba. Chiudiamoci in difesa. Ce la giocheremo ai rigori. Ormai non possiamo fare più niente.

I ragazzi devono fare il loro rientro in campo. Canà applaude loro le mani e gli dà delle pacche sulle spalle.

Stacco.

Siamo già al secondo tempo supplementare. Il risultato è sempre di tre a tre.

PIZZUL: Ormai le due squadre non giocano più. La Longobarda ha esaurito le energie dopo il pareggio, e il Real Madrid ha paura di rischiare per non essere infilata ancora. Tutto lascia presagire che la gara si deciderà ai calci di rigore.

Uh… brutto fallo del Real Madrid… ed ennesimo infortunio per un giocatore della Longobarda. Una situazione incredibile. Fortunatamente la partita è ormai finita, quindi non ci sarà bisogno del cambio, tra l'altro impossibile da effettuare.

Canà guarda il suo giocatore a terra. Poi si guarda la tuta. Il suo sguardo si posa nuovamente sul campo. Canà si alza in piedi e si toglie la tuta. Vediamo che sotto indossa la divisa della Longobarda. Quindi era lui l'ultimo tesserato. Vediamo che indossa il numero 0.

PIZZUL: Le sorprese non finiscono ancora. Lo stesso Canà sostituisce il giocatore infortunato ed entra in campo. Che emozione!

Canà trotterella in mezzo al campo in maniera goffa, e si affianca a Latini. La Longobarda non ha il tempo di battere la punizione, poiché la partita termina.

PIZZUL: Fine della partita. Real Madrid - Longobarda 3-3. Sarà la lotteria dei rigori a decretare il vincitore.

Canà riunisce gli uomini a sé.

ORONZO CANA': L'ordine dei tiratori è questo: Nugnes, Musagic, Oliva, Rapillo e Latini. Se i rigori vanno a oltranza decideremo sul momento. Io batterò per ultimo… sperando che non ce ne sia bisogno.

Il primo rigore lo batte la Longobarda. Parte il tiro… e termina in rete, anche se il portiere aveva indovinato l'angolo.

Il Real realizza il pareggio con Owen.

La sequenza è molto veloce. Gli altri tre rigori per parte vanno a segno (per il Real realizzano Roberto Carlos, Beckham e Raul). Ora tocca a Latini battere il penalty. Sta ancora zoppicando, il dolore deve essere molto forte per lui.

Marco guarda negli occhi il portiere. Parte con la breve rincorsa e batte il tiro… il portiere si tuffa alla sua destra ma è beffato, poiché Latini ha effettuato il classico "cucchiaio".

ORONZO CANA' (reggendosi il cuore): Latini! Tu mi vuoi far crepère a me! Maledetto!

Ronaldo batte il quinto rigore per il Real. Il tiro è potente e angolato, Gargiulo intuisce la traiettoria ma non riesce a prendere il pallone che va in goal. Dopo, si tocca dolorante una spalla.

ORONZO CANA': Oh, Madonna! No, eh?

Gargiulo va verso Canà toccandosi la spalla.

GARGIULO: Si è slogata la spalla. Mi fa un male pazzesco.

Canà guarda per ben due volte prima la sua divisa e poi la porta dalla quale si stanno battendo i rigori.

ORONZO CANA' (reagendo con calma): Adesso basta. Questa partita la dobbiamo vincere… e a questo punto so io come fare.

Canà va verso il dischetto.

ORONZO CANA': Il prossimo rigore lo tiro io!

I giocatori guardando sbalorditi Canà che va a battere il rigore. Il portiere avversario lo guarda deridendolo. Canà è serissimo ed è pronto al tiro. I due si guardano fissi negli occhi.

Parte con la rincorsa, ma proprio al momento di calciare scivola, colpendo la palla… che prende una strana traiettoria e va ad infilarsi proprio nell'angolo alto di destra. Il portiere era rimasto immobile al centro, e guarda allibito la sfera che si infila nel sette.

ORONZO CANA' (rialzandosi): Goool!!!

Canà corre dalla sua squadra e va ad abbracciare i giocatori.

LATINI: Grande, Mister!

I festeggiamenti si esauriscono.

LATINI: Ma ora chi va in porta? Non abbiamo il portiere…

Canà guarda ancora verso la porta senza dire una parola. Passano un paio di secondi in cui lo sguardo dell'allenatore/giocatore resta fisso sulla porta. Dopo un po' lo sguardo di Canà va verso la Coppa, che è già stata portata a bordo campo. Il mister raccoglie i guanti del portiere da terra, se li infila, e si incammina di nuovo verso l'area.

PIZZUL: Non ci posso credere! Canà, dopo aver battuto il rigore, sostituisce anche il portiere infortunato. Il sesto rigorista è Zinedine Zidane.

Canà e Zidane si guardano negli occhi. Zizou si passa una mano sulla pelata. Canà fa altrettanto.

Primo piano sugli occhi di Zidane, decisi.

Primo piano sugli occhi di Canà, impauriti.

ORONZO CANA' (a bassa voce): Ma chi me l'ha fatto fère a me?

I due si guardano ancora con aria di sfida. In sottofondo pare una musica in stile western, che rende la scena ancora più tesa. L'inquadratura si alterna ancora tra il primo piano di Zidane e quello di Oronzo Canà.

La musica sfuma. L'arbitro fischia.

Soggettiva di Canà: Zidane batte il penalty…

Primo piano di Canà. Ha gli occhi sbarrati e le mani aperte. Il pallone gli sbatte fortissimo contro la testa ed esce alto sopra la traversa.

Sempre in primo piano, Canà riapre gli occhi.

ORONZO CANA' (con una vocina flebile): Oddio, che dolore!

Canà sviene a terra, ma i giocatori sono tutti intorno a lui e lo portano in trionfo. Zidane scuote il capo a testa bassa.

PIZZUL: Clamoroso! La Longobarda vince la Champions League! Nessuno avrebbe scommesso un soldo sulla sua vittoria! E' un risultato storico, ed è tutto merito di Oronzo Canà!

Canà si è ripreso, e festeggia con la squadra. In campo scendono anche Bergonzoni e Giginho, che abbracciano il mister. Il Presidente da dei cazzotti sullo stomaco a Canà, che reagisce dandogli un calcio nel didietro. Bergonzoni si avvicina nuovamente, brandendo un bigliettino.

BERGONZONI: Canà! Siamo ricchi!

ORONZO CANA': Che cosa?

BERGONZONI: Io e Giginho abbiamo giocato dieci euro a testa sulla vittoria della Longobarda in Champions! Ci davano 3000 a 1.

Canà guarda allibito Bergonzoni e Giginho che si allontanano esultanti, poi va ad abbracciare Latini.

Fulgencio si avvicina a Canà per stringergli la mano, ma quest'ultimo nella foga gli strappa i baffetti con forza, facendolo fuggire urlante di dolore.

In sottofondo parte l'inno della Champions League, mentre i giocatori ricevono le medaglie. L'ultimo è proprio Canà, che prima di andare verso la coppa, da un altro bacio sulla pelata di Blatter.

Canà afferra la coppa e la alza al cielo… ma solo per pochi secondi, perché è troppo pesante e non riesce a reggerla. Latini lo aiuta, ed insieme alzano il trofeo. Scoppiano i fuochi d'artificio e partono i giri di campo con la coppa, che passa di mano in mano a tutti.

Canà festeggia con i tifosi, sotto la curva. Latini lo raggiunge e lo prende per mano. Si raggruppa tutta la squadra, per tuffarsi insieme sull'erba. Tenendosi tutti per mano, prendono la rincorsa e si tuffano a terra, scivolando sul campo. Canà è al centro del gruppo. Mentre scivola sull'erba alza lo sguardo, e vede che sta per andare a sbattere contro la coppa, lasciata incustodita la in campo.


Canà urta la coppa, finendo con la testa dentro l'insenatura. Si rialza in piedi, e vede che il Trofeo gli si è infilato in testa come un cappello. Canà guarda verso l'alto l'enorme coppa, le due maniglie danno l'illusione che abbia due orecchie gigantesche.

Fermo immagine sul primo piano di Canà e titoli di coda. In sottofondo la musichetta allegra udita ad inizio film.

Mentre scorrono i titoli, l'immagine sfuma, e compaiono in sequenza diverse foto:

Diretto da Sergio Martino

La prima foto mostra la Nazionale nella classica foto di rito. Notiamo che il Ct è Oronzo Canà. Accanto a lui c'è Marco Latini, con la maglia dell'Italia.

Personaggi e interpreti

Oronzo Canà… Lino Banfi


Marco Latini… Brando De Sica

Andrea Bergonzoni… Andrea Roncato

Giginho… Gigi Sammarchi

Fulgencio… Leo Gullotta

Muzungu… Mathias Mougouè

Arbitro Presutti, Paulo Roberto Cotechino e Jean Todt… Alvaro Vitali

Un'altra foto. Canà è in panchina ed urla verso non si sa chi. Il suo gesto con le mani è piuttosto eloquente.

Ringraziamenti speciali:

Elisabetta Canalis

Ciccio Graziani

Carlo Mazzone

Giampiero Mughini

Sandro Piccinini

Bruno Pizzul

Tuta

Zinedine Zidane e il Real Madrid

 

Soggetto e Sceneggiatura di Tommaso Marino

L'ultima foto vede la Nazionale in trionfo. Canà e Latini sono in mezzo al campo e si abbracciano. Oronzo stringe in mano la Coppa del Mondo!

Prodotto dalla Papele ‘o Marenaro Production

FINE

Dedicato a:

Diego, Giuseppe e Roberto.