Le ragazze di Wall Street

Recensione in anteprima – Roma 14 – Selezione Ufficiale – Terzo film da regista per Lorene Scafaria che porta al cinema anche da sceneggiatrice l’articolo del New York Magazine di Jessica Pressler. “Le ragazze di Wall Street” hanno un leader in Jennifer Lopez che spadroneggia per tutta la pellicola che delude un po’ le aspettative. Al cinema dal 7 novembre.

La storia nella grande storia della crisi finanziaria

Storia vera di un gruppo di lap dancer diventate rapinatrici, il film segue la formazione della banda a partire dall’ingresso nello strip club più quotato di Wall Street di Destiny (Constance Wu), che presto diventa la protetta della “diva” Ramona (Jennifer Lopez).

Travolte dalla crisi finanziaria del 2008, che dimezza drasticamente il numero dei clienti, alle donne viene un’idea: mettersi in proprio per adescare, drogare e derubare i ricchi con cui si accompagnano.

E’ un susseguirsi di sete di potere e di voglia di fare soldi facili e in maniera veloce quello che mette in scena, in maniera al limite del ripetitivo la regista Lorene Scafaria. L’escalation è ben orchestrata e ha una protagonista che, nel bene e nel male, illumina tutto il film: Jennifer Lopez nella parte di Ramona.

Crisi, lavoro e amicizie interessate

Con un’affascinante piano sequenza iniziale la regista ci catapulta dai camerini al palco del night club. L’economia fiorente (e gonfiata) a pochi passi dalla finanza di Wall Street è rappresentata da orde di uomini che lanciano, letteralmente, soldi alle ragazze sul palco. E’ il 2007 e la crisi è ancora lontana.

Destiny  è alle prime armi con il suo “nuovo” lavoro e chiede aiuto a Ramona, l’esperta. Sarà l’inizio anche di una vera amicizia, forse l’unica che Destiny riesce ad allacciare veramente nonostante tutto. Destiny rappresenta l’occhio dello spettatore nella vicenda. E’ lei che, in un’intervista del 2014 racconta tutta la storia con continui flashback e racconti di come sono andate le cose e di come il lavoro si trasforma in business facile e illegale.

“Devono essere talmente sbronzi da darti la carta di credito e abbastanza sobri da poter ancora firmare”

Questa l’istruzione di Ramona alle ragazze che sfocerà nella sua “formula Ramona”, un mix di farmaci e droghe che hanno il compito di rendere allegri e cancellare la memoria.

Il ferito che ferisce gli altri

Attraversando la crisi finanziaria più importante dai tempi del 1929, il film mette sempre più in evidenza il contrasto sociale tra sfruttati e sfruttatori. Quando l’economia è fiorente gli “sfruttati”, le ragazze dello strip club, in pratica nonostante non amino il loro lavoro possono dire di passarsela bene. In tempi invece di crisi, la povertà si fa largo e la fame di soldi si fa sentire in maniera più massiccia portando a rendere più visibili i contrasti tra i vari “ceti” della società.

“Chi è stato ferito ferisce gli altri”

E’ la flebile giustificazione di Ramona e di tutta la compagnia per le loro malefatte. Sentirsi emarginati e feriti dal mondo e potersi poi rivalere ferendo ricchi e benestanti.

La pellicola di Lorene Scafaria forse indugia troppo e troppo noiosamente sul ripetersi del meccanismo di rivalsa sociale. Il film ne risulta così interessante ma non differente da tanti film che mescolano sesso, potere, droga, finanza e raggiri. Costruito come un “colpo da effettuare” alla “Ocean”, difficilmente si smarca e da respiro alla vicenda concentrandosi piuttosto su Ramona e Destiny e sul loro rapporto.

Voto: 6,2

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