The Laundromat

Recensione in anteprima – Venezia 76 – In concorso – Rieccoci davanti ad una nuova produzione Netflix: The Laundromat. Disponibile nella piattaforma online già dal 18 Ottobre ed in concorso alla 76 Mostra d’Arte Cinematografica è un film di denuncia contro fatti realmente accaduti legati alla vicenda dei Panama Papers.

Il paradiso in terra

Panama Papers è il nome noto per il fascicolo riservato e digitalizzato creato da uno studio legale panamese che comprende 11,5 milioni di documenti digitali al fine di raccogliere i soldi di chi vuole scappare dal controllo statale. 

Il fascicolo fornisce infatti informazioni su più di 214.000 società offshore, includendo tutti i dettagli di chi ne fa parte.

Basato sul libro “Secrecy Word: Inside de Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and Global Elite”, il film descrive uno dei crimini finanziari più noti degli ultimi anni, il tutto reso pubblico da una fonte anonima nell’aprile del 2016 che ha scatenato una sorta di reazione a catena portando a galla poco alla volta i nomi delle società coinvolte. 

La lavatrice per i soldi sporchi

“The Laundromat” (la lavatrice)  è opera del regista Steven Soderbergh, titolo geniale e film politico che parla di riciclaggio, truffe ed accordi che sfruttano le falle del sistema finanziario per riuscire a domarlo. La vicenda è spiegata con un linguaggio elementare e comprensibile a tutti servendosi di tre storie fittizie come esempi.

Una dark comedy teatrale

Trattandosi di un tema economico complesso, il regista sceglie la via della black comedy dividendo la parte centrale del suo film con piccole storie che servono da modelli allo spettatore con un sistema che ricorda il già visto ne “La Grande Scommessa”.

Ad intrattenere brevi lezioni di finanza troviamo due personaggi ricchi e furbi interpretati da Gary Oldman e Antonio Banderas, che con i loro ruoli didascalici instaurano fin dall’inizio un dialogo con lo spettatore abbattendo la quarta parete per stabilire un contatto ancora più attivo. 

Ellen Martin, interpretata da Merly Streep, è invece una signora che si ritrova vedova a seguito di un incidente in barca, avendo diritto ad un risarcimento da parte della compagnia e non vedendo mai arrivare quei soldi che le sarebbero serviti per comprare l’appartamento dei suoi sogni che affaccia proprio sull’angolo dove incontrò il marito la prima volta, decide quindi di indagare a tutti i costi pur di sapere che fine ha fatto il suo denaro. 

Un film di denuncia

In conferenza Meryl Streep tiene a sottolineare

“Alcune persone sono morte per questa vicenda, come la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, altre sono morte per far conoscere la verità, per questo il film è sì divertente, ma anche molto importante “.

Sono queste alcune parole dell’impeccabile attrice che come al solito interpreta a pennello il suo personaggio. 

Nel complesso il metodo narrativo del film è molto semplice, scelta evidentemente voluta visto il bacino di utenti a cui si rivolge la piattaforma, forse il regista non aveva troppa fiducia negli spettatori e temeva non tutti capissero il tema finanziario dato che si è servito di uno stile molto accessibile. Ci troviamo davanti al caso in cui l’intrattenimento serve alla riflessione anche se ce ne faremo gran poco fino a che le leggi non cambieranno.

Voto 7

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