Cannes 2018: Wildlife, Everybody Knows

Cannes 2018 – Anche quest’anno proponiamo in questi articoli dedicati una selezione delle recensioni dei film che vengono presentati al Festival Internazionale del Cinema di Cannes 2018. Ringraziamo gli amici di Movieplayer.it che son alla Kermesse francese. 

Wildlife di Paul Dano (Recensione di Valentina D’Amico di Movieplayer.it)

La fotografia, come il cinema, nelle mani sapienti di Paul Dano diventa lo strumento principe per immortalare l’emozione di un istante, per descrivere quelle emozioni e sentimenti che ci connotano come esseri umani.

I bambini ci guardano. E anche gli adolescenti. Solo dallo sguardo puro di quello che deve essere stato un adolescente attento al mondo che lo circonda come Paul Dano poteva venir fuori un adattamento così sentito come Wildlife. Per il suo esordio alla regia, Dano ha scelto il romanzo di un autore introspettivo come Richard Ford. La sfida era tradurre in immagini le corpose descrizioni e i dialoghi di Incendi e il neoregista ci è riuscito con l’aiuto della compagna di vita e collega Zoe Kazan, co-autrice dello script. In Wildlife la cronaca della dissoluzione del matrimonio tra Jerry e Jeanette Brinson è filtrata attraverso lo sguardo di Joe, sensibile quattordicenne testimone, suo malgrado, della crisi coniugale dei genitori. Il tutto avviene sullo sfondo del Montana degli anni ’50 divorato da incendi.

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Everybody Knows di Asghar Farhadi (Recensione di Luca Liguori di Movieplayer.it)

La nuova pellicola di Asghar Farhadi con protagonisti Penelope Cruz e Javier Bardem, che ha aperto la 71a edizione del Festival di Cannes, delude nella misura in cui non sfrutta a dovere quel crescendo di tensioni familiari e personali sapientamente costruite nella prima parte.

È un po’ la maledizione di tutti i festival cinematografici: il film di un grande autore, magari anche dal cast prestigioso, che non puoi rifiutare o relegare in una sezione minore pur riconoscendo che non è all’altezza della sua fama. Everybody Knows di Asghar Farhadi è esattamente questo, ma con l’aggiunta di un paradosso. Perché in un’edizione di Cannes come quella che sta per cominciare, all’insegna delle polemiche preapertura e di un programma sulla carta poco appetibile per i media, finisce col diventare il film di apertura, quello con la massima visibilità.

(continua)

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