Rampage – Furia animale

Recensione in anteprima – Ennesimo disaster movie per Dwayne Johnson, nuovamente alla regia Brad Peyton dopo aver diretto “The Rock” anche nel poco edificante “San Andreas”. Il film, tratto da un videogioco degli anni 80, viene riattualizzato in chiave ecologista e rimangono solo le dimensioni dei tre “mostri” che devastano Chicago. Niente da aspettarsi più di un semplice divertimento con pochissimi spunti, ma ben congegnati di riflessione e di buon umore. Al cinema dal 12 aprile.

Davis Okoye (Dwayne Johnson) è un esperto primatologo e un uomo a cui gli animali stanno più simpatici degli esseri umani. È anche un ex combattente dell’esercito americano e “uno a cui piace andare in palestra”, per dirla con un personaggio del film. Il suo migliore amico è un gorilla albino, George, dotato di senso dell’umorismo e di un debito non da poco nei confronti di Davis. Ma George entra in contatto con i resti di un esperimento genetico che lo infettano, trasformandolo in una sorta di predatore invincibile, in continua crescita. E non è il solo. Ad altri animali tocca la stessa sorte. Davis dovrà fare squadra con una genetista ex galeotta e un inviato del governo per salvare il mondo e il suo amico.

Quando Dwayne “The Rock” Johnson e Brad Peyton si incontrano crollano palazzi e si è davanti alla distruzione di città per mezzo della natura oppure, come in questo caso, a causa sì della natura ma con l’aiuto più che determinante dell’uomo. Inutile aspettarsi grandi trattati di filosofia o una certa profondità nella sceneggiatura, la pellicola, ha tutti i presupposti per essere puro divertimento. 

Direttamente dal “Rampage” degli anni ’80

“Rampage”, da giocattolo, anzi videogioco degli anni ’80 si trasforma in un giocattolone cinematografico, con i mostri in primo piano. Il cinema, non è nemmeno il caso di ricordarlo, ha sempre giocato molto con creature di dimensioni fuori dal normale e con mostri più o meno creati dalla natura, o dall’uomo. George ricorda, grazie anche a un paio di citazioni volute, un neo King Kong, così come il lupo di sette metri ha chiaramente delle radici che affondano nella tradizione dei lupi mannari.

Nulla di originale quindi, e nemmeno l’attrazione tra i due protagonisti che vivono l’avventura gomito a gomito. L’interazione tra Davis e Kate Caldwell (la bella Naomie Harris) è abbastanza telefonata anche se vive di una certa contrapposizione ben scritta. Abbastanza stereotipati risultano anche i “cattivi” della vicenda. I due fratelli Wyden, l’affascinante e spietata Claire (Malin Akerman) e il fannullone Brett (Jake Lacy) creano il classico siparietto degli arrivisti senza scrupoli e pronti a tutto per creare profitto.

Pieno di azione e di “braccio di ferro” tra la forza militare e la forza della ragione “Rampage” si lascia vedere con gusto senza avere troppe pretese. Non ha una sceneggiatura che verrà ricordata e, come è ovvio pensare, ci sono diverse scene in cui “si mostrano i muscoli” sia fisici sia, a parole con battute a effetto. Molto interessante è il rapporto che si instaura tra Davis e George.  Quest’ultimo è animato da Jason Liles con la stessa tecnica usata negli ultimi film del ciclo de “Il pianeta delle scimmie” grazie allo splendido e accurato lavoro della Weta Digital, 5 premi Oscar.

Voto: 6

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