Oscar Cinematikini 2016: Sedicesimi “Revenant” Vs “Alice attraverso lo specchio” (S3)

Oscar Cinematikini 2016 – Sedicesimi (S3) Dopo gruppi preliminari, primo, secondo e terzo turno, quest’ultimo non ancora concluso, continuano i sedicesimi di finale. Oltre al conteggio dei voti su facebook e Instagram, in questa fase verranno sommati anche i voti della votazione sul sito. Entrano in gioco le 16 teste di serie che ricalcano i 16 migliori film del 2016 decisi dalla classifica della redazione. Terzo scontro tra la testa di serie numero 3: “Revenant” e “Alice attraverso lo specchio”.

Revenant (Recensione)

Sono gli anni Venti del diciannovesimo secolo. Soldati, esploratori, cacciatori di pelli, mercenari solcano i territori ancora sconosciuti d’America per trarne profitto. Glass è l’uomo che meglio di tutti i suoi compagni di spedizione conosce la terra impervia in cui si sono inoltrati. Il suo compito è riportare la compagnia al forte e tutto ciò che lo preoccupa è proteggero suo figlio, un ragazzo indiano. Lo scontro con un grizzly lo lascia in condizioni prossime alla fine. Il più arrogante della compagnia, Fitzgerald, si offre di restare per dargli sepoltura, ma lo tradisce orribilmente. La volontà di vendicarsi rimetterà in piedi Glass e darà inizio ad un’odissea leggendaria.

Anno 1971, esce nei cinema il film inglese “Man in the Wilderness” (“Uomo bianco, va’ col tuo dio”) con alla regia Richard C. Sarafian, famoso per il suo “Punto Zero”, uno degli antesignani dei film con colonna sonora a ritmo rock. Sarafian riporta la storia vera di Hugh Glass cambiandone i nomi.Alejandro Gonzalez Inarritu mantiene il nome del protagonista e romanza, insieme a Mark L.Smith un’avventura epica allargandone i confini alla sopravvivenza in ambienti impervi e inserendo la vendetta come principale motivo e motore dell’intero film.

(continua)

voto medio della redazione 8,23

Alice attraverso lo specchio (Recensione)

Dopo molto tempo passato a bordo della nave Wonderland, il capitano Alice Kingsleigh torna sulla terra ferma londinese, rigida e ottusa. Alice, una sempre splendida Mia Wasikowska, lascerà presto la noia del mondo aristocratico per una nuova avventura. Attraverso uno specchio magico, con l’aiuto del Brucaliffo, tornerà dai suoi amici del Sottomondo, questa volta per salvare il Cappellaio Matto (Johnny Depp) e viaggiare nel tempo.

Con “Alice in wonderland” Tim Burton ha diviso critica e pubblico, probabilmente anche questo secondo capitolo ambientato nel paese delle meraviglie farà nascere discussioni tra chi lo reputerà in linea o migliore del precedente film e chi invece confermerà il basso gradimento per un progetto nato con poco appeal.

Tim Burton qui è solo produttore e la regia è affidata a James Bobin, il regista dei due film sui Muppets. Bobin cerca di continuare nel solco tracciato da Burton nel primo film e, infatti non ne cambia i riferimenti cromatici. Si vira però verso il dark quando a entrare in scena è il Tempo, impersonato da Sacha Baron Cohen. Il buio esterno del castello del Tempo e il buio interiore dell’animo del Cappellaio Matto son molto più adatti a una regia di Burton e lascia intravedere potenzialità non sfruttate. Lo stesso Sasha Baron Cohen sembra limitato nella sua ottima interpretazione. Personaggio ambiguo, enigmatico, spedito, risoluto, in pratica l’incarnazione del Tempo stesso che può essere diverso a seconda di situazioni e dai punti di vista.

(continua)

voto medio della redazione 6,7

Oscar Cinematikini 2016: "Revenant" Vs "Alice attraverso lo specchio" (S3)

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