Finding your feet

Recensione in anteprima – Torino 35 – Festa Mobile – “Finding your feet” è rimettersi in piedi e ritrovare la propria strada anche quando la terza età avanza e i lutti son sempre dietro l’angolo. Prova corale di una tipica commedia inglese su cui troneggiano Imelda Staunton e Timothy Spall. Dall’8 marzo al cinema.

Quando Sandra (Imelda Staunton) scopre che suo marito, campione di tennis e di rispettabilità, la tradisce da anni con una presunta amica, cerca rifugio a casa della sorella Elizabeth (Celia Imrie), detta Bif, che non frequenta da troppo tempo. Bif conduce una vita molto diversa da quella di “Lady” Sandra e cerca di godersi la vecchiaia con gli amici di un corso di ballo. Sandra, inizialmente diffidente e chiusa nel proprio dolore, scoprirà con loro la possibilità di riprendere il controllo della propria vita e dei propri desideri.

Il tempo scorre sempre in avanti, e, tralasciando la fantascienza, non si può certo dire il contrario. Gli sguardi, i ricordi, invece, si riferiscono sempre al passato. Il presente non si vive (quasi) mai. Così in realtà sembra essere per Sandra, che, ormai pienamente nella terza età ha la faccia segnata dai rimpianti e dalle rinunce.

Ad oltre settant’anni il regista Richard Loncraine si confronta ancora una volta, nel suo nuovo film, con le dinamiche di coppia di personaggi in avanzata età, in pratica con il suo vivere quotidiano di “non più giovane”.

Il rapporto frizzante dei due giovani protagonisti di “Winbledon”, film diretto nel 2004 da Loncraine è un ricordo lontano. Già con “Ruth & Alex” del 2014, l’obiettivo è, invece, la vita di coppia verso la sua parte finale. Da un amore che nasce e si rincorre sui campi a uno sereno, lento che si conosce a memoria nelle comode mura di casa.

Il passo ulteriore con “Ricomincio da noi” è quell’amore ormai scontato che deflagra e che si disperde a causa di una verità che viene a galla. Allora ciò che ne scaturisce è una reazione di costante consapevolezza della forza della rinascita dopo un primo abbandono alla rabbia e allo sconforto.

“Ricomincio da noi” è stato presentato al Torino Film Festival del 2017 con il titolo italiano “Ricomincio da me” traduzione fin troppo fantasiosa di “Finding your feet”. E’ chiaro che le tre versioni del titolo denotano una diversa focalizzazione e passare dal “me” al “noi” non è granché giustificato anzi, si sposta l’attenzione su un gruppo di anziani che è marginale rispetto a una ricerca della protagonista di un nuovo equilibrio.

Anche in “Ricomincio da noi” il regista si affida all’esperienza e alle grandi capacità di recitazione di due mostri sacri dello star system: si tratta di Imelda Staunton e Timothy Spall. Loro reggono l’intero film salvandolo da diverse situazioni abbastanza banali, scritte con poca fantasia e creando solo un film che è intrattenimento e nulla più nonostante i diversi spunti interessanti che la trama, sin dall’incipit, può dare.

Salvando un finale che, alla fine, risulta essere fortemente emotiva e coinvolgente la pellicola ha dei momenti fortemente ritmati tanto da far ballare i protagonisti e tutto il cast e dei momenti abbastanza noiosi. La gita a Roma risulta piena zeppa di stereotipi e di tutti i luoghi comuni sugli italiani (poi ci faremo spiegare perché considerano “Gino” un nome molto diffuso a Roma).

Tutto sommato “Ricomincio da noi” si difende offrendo un discreto intrattenimento ma non è abbastanza per dare al film qualcosa che si possa ricordare a lungo.

Voto: 5,8

Commenti