Quello che non so di lei

Recensione in anteprima – Dopo quasi cinque anni dal suo ultimo film, Venere in pelliccia, Roman Polanski torna dietro la macchina da presa per Quello che non so di Lei (D’après une historie vraie), tratto dal romanzo di Delphine De Vigan “Una storia vera”, affiancato nell’adattamento della sceneggiatura dal regista di Sils Maria e Personal Shopper, Olivier Assayas. Il film è stato presentato in anteprima fuori concorso all’ultimo Festiva di Cannes. Al cinema dall’1 marzo.

(cuore di celluloide)/(nostalgia in vhs)

Al centro della scena abbiamo Emmanuelle Seigner, attuale compagna di Polanski, nei panni proprio di Delphine De Vigan, la quale, dopo il suo ultimo romanzo di successo, subisce un blocco creativo che le provoca ansia e panico. In suo soccorso arriverà un’affascinante e misteriosa donna, Leila (Eva Green), che si fa chiamare Lei (nella versione originale il suo nome è Elizabette, Elle per gli amici), una ghostwriter con la quale instaurerà un rapporto di amicizia tale da arrivare a confidarle i suoi segreti più intimi.

Polanski sembra avere tanto a cuore la figura di scrittori e affini, da renderli spesso protagonisti di suoi film: ricordiamo con piacere, infatti, alcuni thriller da lui diretti, come “La Nona Porta” (1999) con Johnny Depp nei panni di un esperto di libri antichi, o anche “L’uomo nell’ombra”, pellicola datata 2010, tratta dal romanzo di Robert Harris (che compare come co-sceneggiatore) “Il Ghostwriter”, in cui Ewan McGregor interpreta, appunto, un ghostwriter incaricato di scrivere le memorie dell’ex primo ministro del Regno Unito. Ebbene, in “Quello che non so di lei” le due protagoniste sono entrambe scrittrici e, come se non bastasse, il compagno di Delphine, François (Vincent Perez), è un personaggio televisivo che si occupa della vita dei grandi scrittori contemporanei e gira il mondo per intervistarli (nel film vengono citati autori quali Bret Easton Ellis, Don DeLillo, Paul Auster e molti altri).

La presenza di Olivier Assayas al fianco di Polanski apporta al film un’analisi psicologica della protagonista che vive nel tormento, come, per esempio, avviene in “Sils Maria”, il già citato film di Assayas in cui la protagonista è un’attrice teatrale sul viale del tramomto e sull’orlo di un tracollo psicofisico (Maria Enders interpretata da Juliette Binoche). Sommando tutti questi fattori, da un lato abbiamo un thriller quasi mozzafiato, figlio della sapienza registica di Polanski, dall’altro un film riflessivo e dai tempi spesso molto dilatati, dovuto alla presenza nella sceneggiatura del regista franco-turco, il tutto aggravato (in senso positivo) da una colonna sonora Hitchcockiana firmata dal pluripremiato Alexandre Desplat, che tramuta in sonoro lo stato d’animo ansioso e tormentato di Delphine.

Apprezzabile il fatto che, pur avendo sulla scena per tutto il tempo quasi esclusivamente solo le due protagoniste, quasi ad enfatizzare la loro voglia di isolarsi dall’umanità alla ricerca di pace e serenità, il film non annoi e lasci sempre che lo sguardo dello spettatore rimanga incollato allo schermo.

Ogni buon Thriller che si rispetti deve avere un plot twist finale che dovrebbe rimanere indecifrabile fino alla fine e che dovrebbe, a meno che non si abbia già letto il libro da cui è stato tratto il film, sorprendere tanto da far rimanere a bocca aperta. Purtroppo, ed è qui che sta la grande pecca del film, in questo caso il colpo di scena appare evidente sin dalla prima mezz’ora, e si passa tutto il tempo restante a ipotizzare i singoli dettagli che avvalorano l’intuizione iniziale.

Nel caso di chi scrive, il finale immaginato è stato vicinissimo a quello effettivo della pellicola. Mettiamola così, vi divertirete nel costruire nella vostra mente il finale del film. Nonostante questa grande pecca, il film si salva e risulta godibile soprattutto grazie alle interpretazioni magistrali di Seigner e Green (se ve lo state chiedendo, no, non avrà scene di nudo al contrario del suo solito), alle doti di regia e di scrittura del duo Polanski-Assayas e alle magiche note della colonna sonora di Alexandre Desplat.

“Quello che non so di lei” arriverà nelle sale italiane il giorno 1 marzo 2018, distribuito da Leone Film Group e Rai Cinema.

Voto: 7,5

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