Cruxman

Recensione in anteprima – Arriva nelle sale uno strano film italiano sui supereroi. E’ il film che mancava all’Italia, forse il più necessario e, sicuramente, il più utile in termini concreti. I proventi andranno in beneficenza. Regia di Filippo Grilli. Al cinema dal 19 gennaio.

In un’anonima cittadina di periferia viene mandato un giovane prete, don Beppe, dal passato “sui generis” ma pieno di entusiasmo per la nuova missione. Sembra però che con il suo arrivo la comunità viva una sorta di sconvolgimento: insieme a lui in città compare un “giustiziere” vestito di rosso, pronto a difendere i suoi parrocchiani. Chi si cela dietro la maschera di questo “Cruxman”, il supereroe dalla tuta rossa?

Per capire la dimensione e la posizione di un film come “Cruxman” bisogna innanzitutto far conoscenza con la casa di produzione e distribuzione, la Gpg Films. Dalla pagina del sito, e dalle parole del regista prima del film comprendiamo che la GPG FILM è la sezione cinematografica dell’Associazione Culturale GPG, sorta nel 2008 con l’intento precipuo di realizzare opere cinematografiche per concretizzare i principi fondamentali dei fondatori: diffondere e promuovere cultura e dimostrare che essa può propagarsi, grazie al cinema, anche se non si dispone dei mezzi economici delle normali case produttrici; il desiderio di aggregare mediante le sue opere i giovani e diventare per essi strumento educativo di crescita morale, grazie ai contenuti etico/cristiani dei film e di crescita tecnica dando ad essi quei supporti nel campo cinematografico che un domani potrebbero diventare potenziali strumenti di lavoro; per ultimo la missionarietà, devolvendo gli utili delle sue produzioni in beneficenza.

Seguendo questa mission, “Cruxman” è stato realizzato con un budget minimo (circa € 20.000), i proventi del film serviranno per raccogliere fondi da destinare a due scuole elementari africane, una in Costa d’Avorio a San Pedro, l’altra nella Repubblica Centrafricana a Niem – Bouar.

Fillippo Grilli l’ideatore e il regista del film ha chiamato ad interpretare i personaggi un cast con esperienza amatoriale e professionale, non professionisti rinomati del settore. Questo particolare risvolto dell’avventura manifesta la precisa volontà di creare un prodotto che possa essere vicino alle persone, quotidiano parlando anche di argomenti e situazioni straordinarie.

Indubbiamente il film, dal lato tecnico, non è esente da errori e passaggi a vuoto. Il basso budget e la non professionalità possono giustificare in parte tutto questo cercando sempre di dare risalto al messaggio del film, al suo voler essere utile non solo come cultura, ma soprattutto come opera di bene.

“Chi cambia se cambia il mondo”

Questa la scritta sulle magliette di molti degli adolescenti e giovani coinvolti nel film come comparse o come cast con battute. Sono magliette di “Ape”, uno dei protagonisti del film. Filippo Grilli ha voluto inserire in questo film la storia, vera, di Alessandro Ferrari (Ape) della Ape Italian’s style, un marchio che opera nel settore della moda e che reinveste i proventi in beneficenza.

Malgrado l’inserimento di questa storia nella storia sia un po’ forzata, così, subito all’inizio, è di sicura importanza nella vicenda e fa comprendere, ancora una volta l’intenzione e l’obiettivo di questo film. Gli obiettivi incarnati dalla GPG Films.

Un film sul supereroe, come ce ne sono ormai tanti ogni anno e come anche l’Italia inizia a produrre. Tra un “Lo chiamavano Jeeg Robot” e un “Ragazzo invisibile”, “Cruxman” si colloca come un qualcosa di eccezionalmente diverso. E’ il film sui supereroi che mancava all’Italia e di cui, forse ha più bisogno. Un film del quale si può perdonare un ritmo non eccelso, l’eccessiva lunghezza, la poca uniformità nelle luci delle varie scene, una sceneggiatura un po’ troppo legata a frasi corrette ma preconfezionate e una recitazione giustamente più teatrale che cinematografica.

La storia, per buona parte del film non è originalissima e cita un po’ don Matteo (tra l’altro citato esplicitamente in un dialogo) e quel don Tonino indimenticabile della tv anni ottanta. Esiste anche, una bellissima citazione dello “Spiderman” di Sam Raimi. A tratti il film ricorda “Unbreakable” per come il supereroe cerca di riportare la giustizia in paese. E di più non si può dire perché per stesso consiglio del regista, il finale, forse un po’ troppo “spiegato” è sicuramente la parte più interessante e spiazzante. Un messaggio che serve, un messaggio che coinvolge.

Girato per le cittadine della Brianza, luoghi conosciuti da chi vi scrive e riconoscibilissimi anche quando vorrebbero, per copione, essere delle località esotiche, il film è un buon intrattenimento per ragazzi, adatto per la proiezione in parrocchie e tutte le occasioni per le quali il lodevole messaggio  è più importante della realizzazione tecnico artistica. Ed è da supereroi, con un budget così ridotto, riuscire a far uscire al cinema un film di questo genere.

Voto: 6,2

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