Coco

Recensione in anteprima – Dopo l’enorme successo a stelle e strisce di un paio di mesi fa, finalmente Coco arriva anche nelle sale italiane, quindi dopo il Natale, non perdete l’appuntamento con Miguel e Dante, dal 28 dicembre.

Miguel è un ragazzino di dodici anni con la musica nel sangue. Purtroppo nella sua famiglia la musica è completamente bandita da quando il suo trisavolo ha abbandonato, per fare carriera, la moglie Imelda e la figlia Coco, ora anziana bisnonna del protagonista. Il giorno dei morti Miguel, deciso a dimostrare a tutti il suo talento, ruba la chitarra del defunto Ernesto De La Cruz (vecchia gloria degli anni quaranta), rimanendo vittima di una maledizione che lo intrappola nel mondo dei morti.

Dopo “Toy Story”, “A Bug’s Life”, “Alla ricerca di Nemo” e “Monsters &co”, possiamo dire tranquillamente che Lee Unkrich è uno dei Top Player della Pixar. Archiviato “Toy Story 3”, il regista aveva intrapreso un progetto che voleva intitolare “Dia de Muertos”, scatenando le proteste di tutte le comunità messicane, che gridavano alla commercializzazione di una festa sacra.

La gaffe iniziale però non ha compromesso il successo di un film che riesce a trattare tematiche impegnative e delicate come la morte e il ricordo, con la tenerezza, la dolcezza, il colore e la vitalità tipici di casa Pixar, che ormai lo sappiamo bene, non parla solo ai bambini, ma anche e soprattutto agli adulti.

In “Coco” si parla di famiglia, tradizione, musica, di vita e di morte, ma il ricordo, senza dubbio, è il perno centrale della vicenda: è grazie a quello che i morti ritornano a far visita ai loro parenti nel mondo dei vivi, è grazie a quello che anche dopo essere trapassati continuano ad esistere, ed è proprio grazie al ricordo che i vivi vanno avanti e costruiscono un nuovo presente.

È una storia estremamente dolce e commovente, che costruisce un ponte tra morti e vivi, tra passato e presente, tra ricordo e realtà. Il progetto è nato molto prima che la campagna elettorale statunitense prendesse il via, quindi questo film non vuole essere una protesta contro l’attuale governo americano, non si può però negare che sembra averne preso pacificamente le parti.

La musica gioca un ruolo fondamentale con la colonna sonora di Michael Giacchino: è la ciliegina sulla torta della celebrazione di una cultura ricca e interessante come quella messicana. Le canzoni originali sono firmate da Germaine Franco e da Robert e Kristine Lopez (gli ultimi due nomi dovrebbero già suonarvi familiari, ma se avete bisogno di un aiutino vi dico solo “Frozen”) e hanno già catturato il cuore di grandi e piccini (e anche una nomination ai Golden Globes…)

Il periodo delle feste natalizie è quello giusto per godersi un film di questo genere, magari in famiglia. E preparatevi, perché all’uscita vi verrà sicuramente voglia di un taco o di un burrito!

Critica d’eccezione: Erica, 9 anni, Voto: 9

I suoi personaggi preferiti:

“Dante e Hector perché mi facevano molto ridere”

La scena più bella: l’arrivo di Miguel nel mondo dei morti.

“Era bello perché i morti non facevano paura, anzi erano divertenti”

Canzone preferita: “Un Poco Loco”

Voto: 8,2

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