Cinema (reale) dal 21/12/2017

Film al cinema – Irrompe al cinema, a pochi giorni dal Natale, il film che ha già commosso buona parte degli spettatori mondiali: “Wonder”. In compagnia di questo film molto apprezzato anche la storia di Dickens e di come scrisse “Canto di Natale”

Wonder (recensione)

Arcadia MelzoGio-Ven 17.30-20.10-22.20, Sab-Dom 15-17.30-20.10-22.20, Lun 17.30-20-22.20, Mar-Mer 15.10-17.30-20-22.20
Arcadia BellinzagoGio-Ven: 17.20-20-22.35, Sab-Dom 14.45-17.20-20-22.35, Lun 17.20-20.10-22.40, Mar-Mer 14.45-17.20-20-22.30
Arcadia ErbuscoGio-Ven 17.20-19.50-22.20, Sab-Dom 14.50-17.20-19.50-22.20, Lun 17.30-20-22.30, Mar-Mer 15-17.30-20-22.30

August Pullman, detto Auggie, è nato con una rara malattia, si trova ad affrontare il mondo della scuola per la prima volta. Come sarà accettato dai compagni e dagli insegnanti? Chi sarà suo amico? L’amore della sua meravigliosa famiglia, una grande dose di coraggio e la sua travolgente gentilezza lo aiuteranno a trovare il suo posto nel mondo e nel cuore dei compagni di scuola.

Dickens: L’uomo che inventò il Natale (recensione)

Arcadia BellinzagoGio-Ven 17.05-19.45-22.10, Sab-Dom 14.30-17.05-19.45-22.10, Lun 16.40-19.30-22, Mar-Mer 14.30-17.05-19.45-22

Dopo aver pubblicato una serie di racconti di successo, il rinomato scrittore Dickens sta facendo i conti con i suoi primi insuccessi. A causa delle richieste della sua numerosa famiglia e delle sue abitudini stravaganti, il suo portafoglio si è svuotato molto rapidamente, rendendolo smanioso di scrivere un altro best seller. Tormentato dal blocco dello scrittore e alle strette con il suo editore, inizia a coltivare un’idea a prova di bomba: una storia natalizia che sia in grado di catturare l’immaginazione dei suoi fan e al contempo riesca a risolvere i suoi problemi economici. Ma dovrà lavorare senza sosta: mancano sole sei settimane per scrivere e pubblicare il libro prima che inizino le festività. Dickens si isola dal mondo per mettersi all’opera, ma nella sua abitazione di famiglia – nella quale abita anche quel dissoluto del padre – concentrarsi è impossibile. Lavorando fino a tarda notte lo scrittore mette insieme i suoi ricordi per dare forma ai fantasmi del Natale del presente, del passato e del futuro, posizionandoli in rotta di collisione con il tirchio 5 misantropo Ebenezer Scrooge.

Ferdinand

Arcadia MelzoGio-Ven 17.20-20, Sab-Dom 14.50-17.20-20, Lun 17.10-20.10, Mar-Mer 14.40-17.10-20.10
Arcadia BellinzagoGio-Ven-Lun 17.10-19.50, Sab-Dom-Mar-Mer 14.40-17.10-19.50
Arcadia ErbuscoGio-Ven 17.15-19.10, Sab-Dom 14.30-16.50-19.10, Lun 16.30-19, Mar-Mer 14-16.30-19

Ferdinand racconta la storia di un grosso toro che possiede anche un grande cuore. Dopo essere stato scambiato per un animale pericoloso, viene catturato e portato via dalla sua casa. Determinato a tornare dalla sua famiglia, Ferdinand raduna una squadra di animali emarginati per avventurarsi nel lungo viaggio di ritorno. Le apparenze possono ingannare, quando ci si trova di fronte a un enorme toro…

50 Primavere

Aurore è separata, ha appena perso il lavoro e scopre che presto diventerà nonna. La società la spinge a farsi gentilmente da parte, ma quando, per un caso, ritrova il suo amore giovanile, Aurore decide di opporre resistenza, rifiutando la rottamazione alla quale sembra destinata. E se fosse il momento di cominciare una nuova vita?

Mondo Za

Cesare Zavattini e la Bassa reggiana. La Bassa reggiana e Cesare Zavattini. Un rapporto di reciprocità ricco e complesso, che in questo film intreccia passato e presente, creando un nuovo tempo sospeso attraverso le testimonianze di quattro uomini d’età e condizioni sociali diverse. Un film a partire dal grande Za, padre del Neorealismo italiano (chi non ricorda Ladri di biciclette? O Miracolo a Milano?), che incontra idealmente la sua gente in questo pezzo d’Emilia lambito dal fiume Po. Wainer con suo fratello Rino va spesso a pescare al fiume, dove oggi spadroneggiano i pesci siluro che divorano tutto. Senza più lavoro, si interroga, con qualche rimpianto, sulla propria famiglia di tradizioni partigiane e antifasciste. Gli ideali e le aspettative in un mondo migliore hanno ceduto il passo alla delusione. Leo, detto Pavone, è l’ultimo dei pittori naif e sembra essere uscito da un racconto di Zavattini. Sempre in compagnia del piccolo cane Tupin, dipinge con passione e con rabbia, perché come pittore si sente limitato. Passa le giornate sui suoi ingenui quadretti e a governare i cavalli, oltre che a contemplare la bella barista che lavora a poca distanza dal vecchio casale in cui vive da solo. Giovanni, pensionato ed ex militante comunista, fotografa ogni angolo della Bassa. Da piccolo conosceva Ligabue, il pittore randagio di origine svizzera ma simbolo di questa terra. Guarda al proprio passato politico con spirito critico ma amorevole. Prince è l’unico che viene da fuori. Originario del Ghana, ha conosciuto la poetica di Zavattini. Che ora “rappa” con le sue canzoni composte insieme all’amico e coetaneo Luck-Man, anche lui africano. I due ragazzi rappresentano il nuovo in questa terra tanto ancorata alla propria storia lontana e recente. E di fatto impediscono, con le loro semplici canzoni ispirate a Zavattini, che il Maestro sia dimenticato. La Bassa è ormai casa per loro, anche grazie alla simpatia per il pittore Ligabue, che immaginava qui la sua Africa, fatta di bestie feroci vicine al suo inquieto stato d’animo. E casa, la Bassa, lo è anche per gli indiani del Punjab, che ora governano le aziende agricole e i cui figli parlano con uno spiccato accento emiliano.

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