Stronger

Recensione in anteprima – Roma 12 – Selezione ufficiale – Nuovo film sull’attentato alla maratona di Boston del 2013. Straordinaria interpretazione di Jake Gyllenhaal in un dramma molto ben scritto che sfocia in un eccesso di retorica. 

Per riconquistare il cuore di Erin, che lo ha lasciato, poi lo ha ripreso e poi lo ha lasciato di nuovo, Jeff Bauman prepara un cartellone e si piazza sulla linea di traguardo della maratona di Boston. Ma Erin non finirà mai la gara perché una bomba esplode uccidendo e ferendo pubblico e partecipanti. Jeff è tra le vittime dell’esplosione. Amputato delle due gambe, Jeff ha visto uno degli attentatori e aiuta gli agenti dell’FBI a identificarlo. Ragazzo ordinario, diventa simbolo di resilienza ed eroe nazionale malgrado lui. Se la famiglia cavalca l’onda improvvisa della notorietà, Erin sembra l’unica ad accorgersi del dolore di Jeff, che vorrebbe solo rimettersi in piedi. Il percorso non sarà facile, per ‘camminare come un uomo’ non bastano due gambe nuove. L’irriducibile Peter Pan che vive ancora con la madre non ha altra scelta che diventare grande.

Dopo “Boston – caccia all’uomo” del 2016 esce al cinema un nuovo film che parla dell’attentato alla maratona di Boston del 2013. Un taglio diverso, però per “Stronger” che si concentra su un’unica storia, quella di Jeff Bauman. Il punto di vista è il suo prima come ragazzo che insegue il suo amore e la sua vita, poi come vittima dell’attentato che deve, risollevarsi sia fisicamente sia psicologicamente.

Il film di David Gordon Green è emozionante, in alcune parti spinge sull’acceleratore del sentimentalismo e della lacrima facile e sfocia in qualche retorica di troppo ma mai in modo eccessivo. Vengono ben sviluppati tutti i rapporti di Jeff con i personaggi che lo circondano nel corso del periodo più brutto della sua vita. In particolare vengono approfonditi i rapporti con la madre, quello con Erin e quello con i suoi amici di sempre.

Esiste anche un altro rapporto, un altro legame: quello che fa diventare Jeff il simbolo di una città che reagisce all’attentato e che non ci sta a rimanere soltanto la città violentata e offesa. Un rapporto con questa notorietà che viene ben sviluppata nel film che ne mette in evidenza da una parte l’ipocrisia e dall’altra lo stato d’animo di Jeff che, in realtà è concentrato quasi totalmente sulla propria condizione, un po’ in maniera egoistica e a tratti semplicemente schiva.

“Stronger” è un film potente, incolla lo spettatore allo schermo e crea molto coinvolgimento emotivo. L’interpretazione di Jake Gyllenhaal è ottima, sentita, sofferta in ogni sua espressione e non eccede mai. Una prova che lo condida di diritto a un posto alle prossime nomination per gli Oscar. Gli tiene testa Tatiana Maslany nei panni di Erin, una vera scoperta con un personaggio determinato e allo stesso tempo insicuro e con un grande senso di colpa per quanto successo.

Era facile scadere nel patetico con un film di questo tipo e raccontando questa storia tratta da una situazione reale tanto da proporre poi, nel finale le immagini reali di Jeff ed Erin ma David Gordon Green non è caduto nel tranello e ha confezionato un film difficile, bello, emozionante.

Voto: 7,6

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Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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