Addio Fottuti Musi Verdi

Recensione in anteprima – Roma FF12 – Alice nella città – Dopo i successi su youtube e l’essere diventati una vera e propria società di creazione e distribuzione di filmati virali i “The JackaL” debuttano al cinema con un film coraggioso ma con tanti difetti. Al cinema dal 9 novembre.

Ciro è un grafico che non riesce a trovare impiego stabile e ospita spesso in casa gli amici Fabio e Matilda, i quali litigano così costantemente che Ciro non riesce a dichiarare a Matilda i suoi sentimenti, nemmeno mentre lei sta per partire per l’estero in cerca di fortuna. Ciro è inoltre il dirimpettaio di sua madre, che lo controlla dalla finestra di fronte e lo rifornisce di manicaretti perché non diventi “sciupato”. Tutto cambia quando, per accontentare Fabio, manda il curriculum a un sito che promette di diffonderlo nello spazio. La notte stessa viene rapito dagli alieni e, superato lo shock iniziale, scopre che questi hanno davvero bisogno di un grafico. Gli extraterrestri hanno però anche una ragione più sinistra per stazionare così in prossimità al nostro pianeta…

Quando si passa da un mezzo di comunicazione ad un altro il passaggio può essere pieno di problemi. I “The JackaL” dopo il successo su youtube debuttano sul grande schermo con un film e lo fanno complicandosi la vita ulteriormente con un genere, che, in Italia, è poco utilizzato: la fantascienza. Si tratta di coraggio e di una forte considerazione delle proprie abilità e mezzi. Il debutto, sebbene non sia da bocciare completamente, sicuramente non è riuscitissimo.

Come tutti i comici che passano dal cabaret al grande schermo, e quindi da interventi di pochi minuti a una durata cinematografica, la prova più grande è rappresentata dal dover esser divertenti o, almeno, non noiosi per tutta la durata del film tenendone il ritmo. Per diversi tratti del film, infatti, il ritmo cala e tutta la pellicola ne risente. Le scene e i concetti divertenti sembrano essere “stirati” per coprire un arco temporale più lungo rispetto al solito.

“Addio Fottuti Musi Verdi” ricorda, per certi versi, l’operazione effettuata da Aldo Giovanni e Giacomo con il loro primo lungometraggio, quel “Tre uomini e una gamba” dove erano inserite, all’interno di una storia, scene già conosciute al grande pubblico perché già presentate nei loro spettacoli. La storia, non originalissima, ma volutamente elementare sbeffeggiandone il genere, ha qualche riferimento a personaggi e situazioni già utilizzate nei filmati pubblicati su youtube. Niente di male ma bisogna anche saperli raccordare all’interno di una visione più ampia altrimenti scaturiranno lo stesso solito effetto: una risata per qualche secondo per chi la vede la prima volta, un sorriso più o meno abbondante in relazione all’assuefazione a certe situazioni.

La recitazione volutamente sopra le righe ed enfatizzata rischia, alla lunga, di stancare non poco anche se la simpatia della parlata napoletana crea diverse scene divertenti. La sceneggiatura lascia spazio anche a qualche cammeo, il più riuscito e divertente risulta quello che vede come protagonista un divertito Gigi D’Alessio, preso di mira più volte durante il film.

Se c’è un aspetto che spicca per bellezza su tutto il film è sicuramente quello riguardante la scenografia e gli effetti speciali in particolare. Una Napoli molto ben fotografata e base spaziale, armi futuristiche, robot, e quant’altro di prima qualità. A tratti sembra di essere in un “Galaxy Quest” tutto nostrano.

Non si può dire che questo debutto dei “The JackaL” sia fallimentare perchè malgrado tutto il film diverte e strappa diverse risate durante tutto lo svolgersi della vicenda soprattutto quando si ironizza sui mali della nostra società italiana, primo tra tutti la disoccupazione giovanile dove i contratti a tempo indeterminato diventano cose aliene, dell’altro mondo.

Voto: 5,7

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Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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