“Star Trek Discovery” Context is for kings

Ep. 1×03 – Serie tv – Recensione – Terzo episodio della nuova serie tv della saga “Star Trek” creata nel 1966 da Gene Roddenberry. Dopo il doppio pilot, ecco che la vicenda va avanti con coraggio nelle scelte conservando lo spirito Trek.

[spoiler alert]

Il comandante Michael Burhnam perde i suoi gradi da ufficiale e viene condannato all’ergastolo dalla flotta stellare. Nel frattempo la guerra tra umani e Klingon è in atto a metà tra guerra fredda e psicologica. Questa la situazione di partenza del terzo episodio che si svolge già 6 mesi dopo questi eventi. Appare, in tutta la sua magnificenza, e finalmente, la USS Discovery che da il titolo alla serie tv.

“Il contesto è per i re” è diretto da Akiva Goldsman, già scrittore, tra l’altro di 12 episodi di “Fringe” (e 9 soggetti) e regista anche di 4 sempre della stessa serie tv ideata da J.J.Abrams, Alex Kurtzman, Roberto Orci, questi ultimi due, non a caso, anche nel cast produttivo di “Star Trek Discovery”.

Il commento a questo terzo episodio non può prescindere da queste informazioni perché il clima di mistero, sospetto, fantascienza avveniristica viene mutuato proprio da “Fringe”. Non solo “Fringe” ovviamente ma anche un quel tanto che basta per ricordare “Alien” e “Lost in space”. Ma il riferimento più diretto “Star Trek Discovery” se lo ritrova in casa e cioè facendo esplicito riferimento, nelle atmosfere alle stagioni più dark e bloody della serie “Star Trek Voyager”.

La comparsa della USS Discovery ci porta in dono anche il suo capitano, un carismatico Jason Isaacs nei panni dell’inflessibile e cinico capitano Gabriel Lorca. Si presenta con il dettaglio di un occhio ferito e luccicante alla “Blade Runner” e tanto mistero nella sua storia. Nel frattempo approfondiamo la conoscenza dell’ (ex) comandante Michael Burham, le sue attitudini e potenzialità pratiche.

L’episodio non presenta Klingon direttamente ma la guerra è sempre sullo sfondo e il linguaggio tecnico tipico di “Star Trek” inizia a scorrere a fiumi con un certo dinamismo. Le inquadrature, le riprese, e tutto quello che riguarda scenografia e ambientazione ricorda ancora di più i film creati da J.J. Abrams con una modernità che fa storcere il naso ai puristi ma che, in definitiva, si integra perfettamente con la storia.

Probabilmente l’episodio più coraggioso visto finora, senza stravolgere lo spirito di Star Trek e con una solida base tecnica e artistica che inizia a complicarsi e intrigare notevolmente.

Voto: 7,9

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Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.
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