“Star Trek Discovery” Battle at the binary stars

Ep. 1×02 – Serie tv – Recensione – Secondo episodio della nuova serie tv della saga “Star Trek” creata nel 1966 da Gene Roddenberry. Protagonisti nuovamente i Klingon a completare quello che, a tutti gli effetti, è la seconda parte di un episodio doppio.

[spoiler alert]

Eravamo rimasti alla minaccia Klingon alla fine del primo, intenso episodio. La minaccia Klingon si palesa subito come scontro inevitabile e comprendiamo anche, dopo l’ammutinamento del capitolo precedente, come è nato il rapporto tra il primo ufficiale Michael Burnham e il capitano Philippa Georgiou.

“La battaglia delle stelle binarie” è un perfetto parallelo e allegoria del dualismo tra il capitano e il suo primo ufficiale che ne ha sfidato il comando. E’ anche, in maniera più ampia l’anima della nuova serie di “Star Trek”. La saga infatti si trova di fatto a fronteggiare questa sua doppia anima, anzi questo sistema binario con da una parte il “sole” del passato televisivo glorioso (serie originale o next generation che sia) e il “sole” del nuovo modo di intendere le serie tv moderne. Fondersi col rischio di collassare o mescolarsi con il rischio di non accontentare nessuno?

La sfida è lanciata in questo secondo episodio che, a tutti gli effetti, per continuità della vicenda, è una seconda parte del pilot doppio costruito per questa prima uscita televisiva e in streaming. I Klingon sono il centro dei pensieri dei membri dell’equipaggio della USS Shenzou, i Klingon si identificano, si coalizzano, si riuniscono nella battaglia e, come loro tradizione sono anche pronti al sacrificio estremo senza dimenticare i loro caduti in battaglia.

A livello visivo la battaglia tra astronavi di diverse dimensioni e potenza risultano molto credibili e particolareggiate con una grafica di altissima qualità per un prodotto televisivo. Non tedia l’azione prolungata, come non tediano i dialoghi, sicuramente più interessanti rispetto al primo episodio di semi presentazione. Tralasciando il problema tecnico occorso alla versione italiana dove il doppiaggio del capitano e del primo ufficiale risultano di volume molto basso quasi inascoltabile, la dinamica di recitazione è nettamente più apprezzabile nella versione originale.

Si inizia, già da questo secondo episodio, ad approfondire i rapporti tra i diversi personaggi. Si utilizzano anche i flashback che, in linea di massima non erano stati utilizzati nelle precedenti serie di “Star Trek”, una novità, quindi, nel racconto che aumenta la profondità della vicenda e lega in maniera più curata l’intera stagione, che, sappiamo non è composta da episodi autoconclusivi ma da un’intera lunga storia.

I nemici sono dichiarati ma l’epilogo, ancora una volta come stella binaria, è inaspettato, si propone in modo insolito ma perfettamente in linea con lo stile di Star Trek. Un episodio, in definitiva che anima molto l’universo trek e che migliora persino il primo incipit della storia di questa nuova serie “Star Trek Discovery”. I riferimenti a Kahless affondano le loro radici negli episodi dedicati a questa storia e mitologia Klingon nelle serie “Star Trek Next Generation” e, soprattutto “Star Trek Deep Space Nine”

Se il primo episodio è stato un buon inizio, il secondo rappresenta una buona prosecuzione.

Voto: 7,6

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