The Third Murder

Recensione in anteprima – Venezia 74 – In concorso – Nuovo film del regista giapponese Hirokazu Koreeda che porta sul grande schermo un confronto tra un assassino reo confesso e il suo avvocato. Con conversazioni serrate e un ritmo lento la pellicola si perde nel finale.

Shigemori, tra i migliori avvocati del paese, si trova costretto a difendere Misumi dall’accusa di omicidio del suo datore di lavoro al cui cadavere è stato dato fuoco e a cui è stato sottratto il portafoglio. Misumi era già stato condannato 30 anni prima per un reato analogo e ora confessa anche il nuovo omicidio. Quando sembra ormai chiaro che l’uomo sarà condannato alla pena di morte, Shigemori inizia a sospettare che l’uomo non dica la verità.

Il regista giapponese Hirakazu Koreeda porta sul grande schermo un tipico film di indagine poliziesca d’oriente con ritmi lenti e con un incipit che ci fa subito vedere l’omicidio che sarà oggetto del processo penale.

In realtà poi, come é solito fare il regista, l’attenzione si concentra maggioremente sull’indagine, sullo scavare nella vita dei rapporti famigliari del reo confesso, della sua vittima e dei parenti che possono aver avuto un coinvolgimento, seppur marginale, nel caso. Ci si focalizza anche sui rapporti famigliari dell’avvocato che indaga nel caso per poter difendere al meglio il suo assistito allargando i confini della vicenda e sprofondando anche nel passato.

Attraverso un ritmo molto lento per gli standard europei o americani del genere, “The Third Murder” é pieno di incalzanti conversazioni, spesso a due, che fanno luce sulla storia pian piano svelando particolari sempre più interessanti e coinvolgenti. Si tratta di un gioco a livelli crescenti e che culminano sempre nelle diverse versioni dell’accaduto che il presunto assassino fornisce di volta in volta facendo ripartire da capo o quasi l’avvocato Shigemori.

Il difetto maggiore di questo interessante film risiede nell’eccessiva lunghezza e nella strabordande verbosità sicuramente poco adatta a un pubblico che non é abituato come quello non giapponese. Il film si perde anche un po’ nel finale dimostrando una sceneggiatura solidissima nella prima parte ma un po’ troppo confusa nella seconda tanto da aggiungere colpi di scena su colpi di scena che disorientano lo spettatore.

Film da vedere per gli amanti del genere che non convince del tutto e che lascia un po’ indifferenti i più nonostante una messa in scena lenta ma incalzante.

Voto: 6

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Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.
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