L’incredibile vita di Norman

Recensione in anteprima – Il regista Joseph Cedar firma il suo primo lungometraggio in lingua inglese raccontando l’ascesa e la caduta di un faccendiere di New York. Al cinema dal 28 settembre.

Se chiedi a Norman Oppenheimer quale sia il suo mestiere la risposta sarà “se le serve qualcosa io gliela trovo!”. Con una delle migliori interpretazioni di sempre, Richard Gere è Norman, un navigato affarista di New York alla disperata ricerca di attenzioni e amicizie che possano cambiargli la vita. La sua è una corsa continua a soddisfare i bisogni degli altri nella speranza di trovare un giorno rispetto e riconoscimento da sempre desiderati. Quando viene eletto Primo Ministro Micha Eshel (Lior Ashkenazi), un uomo a cui anni prima Norman aveva fatto un favore, quel giorno che aveva tanto desiderato sembra essere finalmente arrivato. Ma sarà davvero come lo immaginava?

“L’incredibile vita di Norman” è un film che riscrive e rielabora una favola archetipica che si tramanda da secoli nella storia e nella letteratura: quella dell’Ebreo cortigiano, un uomo che mette il suo talento al servizio di un potente, gli fa doni o favori diventando così il suo consigliere di fiducia, finché non si ritrova vittima di invidie ed ostilità.

Il regista Joseph Cedar, trasferitosi da New York a Israele all’età di sei anni, cercando un corrispettivo attuale e moderno all’Ebreo cortigiano ha pensato ad un “faccendiere”: qualcuno che aiuta le persone di potere ad ottenere quello che vogliono, facendo cose che non sono disposte a fare apertamente.

Il protagonista Norman Oppenheimer, interpretato da Richard Gere che si cala perfettamente nella psicologia del personaggio, non ha nulla di reale e concreto da offrire ma cerca in ogni modo di farsi apprezzare e rendersi indispensabile. Cerca di darsi importanza citando nomi di persone famose che spaccia per suoi amici quando, in realtà, tra loro c’è un collegamento lontanissimo se non addirittura inesistente. Con le sue continue esagerazioni Norman può risultare fastidioso, ma non appare mai come una cattiva persona. Il suo comportamento nasce da un profondo senso di solitudine e agisce in questo modo per poter essere accettato e riconosciuto dagli altri come necessario. Il suo agire è, in ultima analisi, un mezzo di sopravvivenza. Trovare Norman sgradevole è naturale ma anche profondamente ingiusto, tutto dipende dalla nostra capacità di guardare un personaggio come Norman con empatia e comprensione.

Il desiderio inesauribile di essere apprezzato porta inevitabilmente il protagonista a mettersi nei guai, perché la sua strategia è quella di cercare qualcosa in cambio di niente.

Cedar mette in luce la moderata ascesa e la tragica caduta di Norman senza dare giudizi ma mostrando il personaggio nella sua inadeguatezza e semplicità. “L’incredibile vita di Norman” è un film che riflette sull’importanza delle relazioni e sul bisogno di contare sull’amicizia.

Voto: 6,5

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Silvia

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