La Torre Nera

Recensione in anteprima – Nikolaj Arcel dirige la trasposizione cinematografica dell’opera di Stephen King che consta di 8 romanzi e 16 fumetti. Impresa che non si traduce in un film epico, coinvolgente come gli scritti. Nonostante Idris Elba e Matthew McConaughey il film è fiacco, noioso e vecchio. Al cinema dal 10 Agosto.

Jake è un ragazzo della New York di oggi tormentato da sinistri sogni, in cui vede un malvagio uomo in nero, un eroico pistolero e una torre nera sotto attacco. Gli incubi gli ispirano numerosi disegni, ma a dare loro concretezza è la coincidenza tra gli attacchi alla torre e i terremoti che si verificano a New York. Dopo un ennesimo problema di condotta a scuola, il padre adottivo cerca di mandare Jake in una clinica, che lui sa però essere una trappola. Così scappa seguendo gli indizi dei propri disegni, che lo spingeranno in un altro mondo e in una incredibile avventura.

Trasporre al cinema un romanzo non è mai stata operazione facile per nessun regista. Trasporre sul grande schermo “La Torre Nera” è e sarà sempre un’impresa fuori dalla portata dalle capacità cinematografiche almeno finché non si investirà seriamente nella valutazione e conoscenza che non si tratta di un solo romanzo ma di ben 8 romanzi, 16 fumetti e diverse influenze dell’intero mondo creato da King nelle altre sue opere successive.

Jake (Tom Taylor) in Columbia Pictures’ THE DARK TOWER.

Dopo le ben note difficoltà di produzione giunge al cinema questo film diretto da Nikolaj Arcel, regista danese poco esperto anche se con un orso d’argento per la sceneggiatura alle spalle e diversi altri premi o nomination. Un film totalmente mancante della solidità e curiosità che tutta la saga letteraria emana. Concentrandosi su un quasi “sequel” di tutta l’intera opera, la pellicola perde di vista anche l’essenza stessa dell’essere un film sul grande schermo.

Se anche ci si togliesse dalla mente che questo “La Torre Nera” non è quel film che ci si aspetterebbe, rimane il fatto che quanto si vede al cinema non è nemmeno un film fatto bene. “La Torre Nera” risulta essere povero sia negli effetti speciali sia nell’idea con la quale viene presentata e mai approfondita la storia.

Si tratta di una dinamica degli eventi così presentati essenzialmente vecchia, da film anni ottanta per adolescenti. Non è difficile pensare che questo film lo potremo ritrovare presto tra i film della domenica mattina senza mai diventare un film cult o un grande classico.

La divisione netta tra bene e male vede i due protagonisti Roland (Idris Elba) e Walter (Matthew McConaughey) reggere il confronto solo grazie alle proprie doti recitative. La sceneggiatura infatti non aiuta. Walter sembra un Jareth di “Labyrinth” senza averne il carisma e la funzionalità. Passeggia sempre, con un impermeabile nero a sottolineare lo stereotipo del cattivo e spietato. Roland si avvicina molto all’immaginario dell’ultimo pistolero ma rimane senza passato, e si vede immergere in un mondo, il nostro, abitato da babbani, sì perché la New York che ci viene presentata è in stile “Harry Potter”.

95 minuti di durata, in altre occasioni sarebbero stati molto apprezzati mentre qui ne determinano un limite più che evidente, dal montaggio schizzofrenico e frenetico in alcune parti al non aver approfondito quelle che sono le storie dietro ai personaggi. Non vi è nemmeno la giustificazione del fatto che questo film è adatto solo a chi ha letto i film, perché in realtà dei romanzi c’è ben poco. Chi non ha letto i romanzi si troverà anche spaesato: non viene spiegato il perché Walter voglia distruggere la torre.

In pratica questo “La Torre Nera” risulta essere uno dei tanti film tratti dai romanzi di Stephen King che, purtroppo, non sono riusciti bene come ci si sarebbe potuto aspettare.

Voto: 4,5

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Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.

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