Baby Driver

Recensione in anteprima – Rapine a suon di musica per Edgard Wright in un film ricco di azione, amore, genialità e tanto divertimento. Kevin Spacey, Lily James, Ansel Elgort e Jamie Foxx nel cast  e al cinema dal 7 settembre.

Baby, così viene chiamato, è un giovane che alla guida di un’auto è in grado di compiere le più spericolate evoluzioni. Questa sua abilità viene sfruttata da Doc, un criminale dall’aspetto borghese, con il quale ha un conto aperto che deve saldare. Baby deve anche occuparsi dell’anziano invalido che lo ha fatto crescere e si sta innamorando della cameriera di un fast food. Ciò che ora vorrebbe poter fare è staccarsi dal ciclo continuo di rapine che Doc orchestra.

I primi 6 minuti del film sono stati anticipati pubblicandoli in rete qualche settimana fa. Si tratta di un inizio folgorante con una rapina a ritmo di alternative rock con “Bellbottoms” dei Jon Spencer Blues Explosion. E’ una corsa pazza e spericolata per le vie della città a folle velocità con Ansel Elgort al volante, la sua calma, il suo impegno e gli immancabili occhiali da sole e auricolari per la musica nelle orecchie.

“Baby Driver – il genio della fuga” è un film divertente e solo apparentemente sbarazzino. Dotato di una freschezza presa direttamente dalla giovane età del protagonista, la pellicola si destreggia tra diversi generi cinematografici con scioltezza. La prima parte è un thriller alla guardia e ladri, con colpi da effettuare, piani ben congegnati e, soprattutto, fughe in auto ben orchestrate. La seconda diventa quasi un dramma sentimentale alla “Bonnie e Clyde” con le immancabili corse in auto e con l’aggiunta di una storia d’amore fortemente originale, profonda e per niente banale.

Edgard Wright, il regista del film, inserisce tutta la giocosità del suo filone denominato “ciclo del cornetto” ma, allo stesso tempo, approfondisce l’animo del protagonista (Baby) attraverso la scoperta passo passo della sua storia, dei suoi legami, dei suoi sogni e delle sue aspettative. La storia d’amore con Deborah (una splendida Lily James) nasce con una tenerezza che dimostra tutte le paure di Baby e tutti i suoi punti di forza. Inoltre Wright confeziona il tutto con una colonna sonora che non è semplicemente un’accompagnamento alle scene ma diventa coprotagonista delle scene stesse.

Non si può non fare parteggiare per Baby e il film riesce molto bene a rendere partecipe lo spettatore di questa sorta di tifo per la faccia pulita del ragazzino, per quel “ladro gentiluomo” che vuol cambiare vita ma che sa fare, per il momento,  una e una sola cosa: fuggire, come ha sempre fatto dalle sue responsabilità, specchio ideale delle sue fughe in auto dopo le rapine.

Una buona regia, un’ottima sceneggiatura, una colonna sonora funzionale e imperdibile, un cast, comprimari compresi, che danno il meglio nella recitazione con un perfetto Ansel Elgort, questo è “Baby Driver” in estrema sintesi e, nelle sue quasi due ore di durata non ci si annoia mai.

Voto: 7,8

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