Insospettabili sospetti

Recensione in anteprima – Zach Braff, alla seconda prova da regista, confeziona un remake di “Vivere alla grande” a quasi 40 anni di distanza. Commedia divertente con tre grandi attori sugli scudi: Morgan Freeman, Michael Caine, Alan Arkin. Al cinema dal 4 maggio.

Tre amici di vecchia data – Willie, Joe ed Al – decidono di dare una scossa alle proprie vite da pensionati quando la banca utilizza il loro fondo pensione per coprire un’assicurazione aziendale. Disperati e pressati dal bisogno di pagare le bollette e sbarcare il lunario, i tre se la rischiano tutta, decidendo di rapinare proprio la banca che li ha defraudati.

Dopo quasi 2 anni dall’inizio delle riprese esce anche nelle sale italiane il remake di “Vivere alla grande” del regista Martin Brest. Rispetto al film del 1979 questa nuova pellicola offre spunti che affondano nella situazione economica di ogni giorno senza mettere in campo l’aspetto ludico del piano.

La seconda regia di un lungometraggio da parte di Zach Braff abbraccia totalmente il grande talento e carisma dei tre mattatori chiamati a impersonare i tre personaggi principali della vicenda. I tre, sembravano non aspettare altro che una commedia di questo tipo dove la complicità la fa da padrona e dove la conoscenza e l’amicizia è motore determinante per la buona riuscita del colpo, della recitazione, della scena stessa.

Morgan Freeman, Michael Caine, Alan Arkin dimostrano che non è necessario svendersi alle commedie più trash pur di apparire ancora al cinema dopo aver percorso una carriera esemplare e ricca di successi. Contrariamente ad altri loro colleghi illustri i tre, anzi i quattro visto e considerato che nel film c’è anche Christopher Lloyd in una parte più defilata ma esilarante, ponderano i loro interventi nei film scegliendo le sceneggiature più particolari. Sebbene gli ultimi lavori non siano stati memorabili, sicuramente non passano inosservati velocemente e si ha sempre un gran rispetto per questo tipo di scelte.

Non si riesce proprio a non voler bene a questi attori che appaiono sul grande schermo, in questo film, come il nonno o il padre che tutti vorrebbero. Un carico di umanità calata nella realtà difficile dell’anzianità di oggi chiamata a battagliare per sopravvivere non solo contro gli acciacchi e le malattie ma anche, contro la recessione economica e le assurde regole dell’economia che sempre più impoverisce operai, lavoratori e pensionati.

Si ride, si scherza, ci si intenerisce nel corso dell’ora e mezza dell’intera pellicola. Una commedia divertente, sensibile, che si traveste da film d’azione, lenta, per via dell’età dei complici coinvolti nel colpo e strampalato per le dinamiche con le quali si giunge all’appuntamento. “Una scuola di ladri” anzi di “rapinatori di banche” per caso che strappa diverse risate mentre l’attenzione dei tre anziani è concentrata sui propri cari.

La straordinaria forza d’animo con la quale si accende l’idea stravagante scaturisce dalla potenza silenziosa del testo, calibrato e che asseconda i tempi dei tre protagonisti. Una regia attenta e ben ritmata completa un film che, seppur prevedibile nell’andamento riserva qualche bella scena non banale; molto interessanti le ricostruzioni dalla polizia alla presenza dell’investigatore Matt Dillon.

Un film da vedere con tutta la famiglia per svagarsi un po’ e per rincuorarsi del fatto che attori con lunga carriera possono intraprendere avventure in altri film senza svendersi alle dinamiche commerciali.

Voto: 6,6

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Giuseppe Bonsignore

Fondatore di Cinematik.it nel lontano 1999, appassionato di Cinema occupa il suo tempo impiegato in un lavoro molto molto molto lontano da film e telefilm. Filmaker scadente a tempo perso, giornalista per hobby, recensore mediocre, cerca di tenere in piedi la baracca. Se non vede più di 100 film (al cinema) all'anno va in crisi d'astinenza.
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