Cannes 2017: “L’inganno”, “Radiance”, “Okja”, “Blade of the Immortal”

Cannes 2017 – Altre quattro recensioni dei film di questi giorni del Festival di Cannes. Ringraziamo Movieplayer.it per la gentile concessione. Buona lettura.

L’inganno di Sofia Coppola (Recensione di Valentina Ariete su Movieplayer.it)

Sofia Coppola presenta in concorso a Cannes 70 The Beguiled, L’inganno, remake del film La notte brava del soldato Jonathan, in cui lo sguardo è centrato, più che sull’atmosfera horror, sulle varie sfumature della femminilità, incarnate da sei protagoniste, tra cui una Nicole Kidman strepitosa, che finiscono per risuonare come gli organi di uno stesso corpo. Dal 14 settembre nelle sale italiane.

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Radiance di Naomi Kawase (Recensione di Antonio Cuomo su Movieplayer.it)

Con il nostro smartphone in mano, siamo tutti un po’ fotografi. E nell’esserlo, impariamo a capire l’importanza della luce: senza di essa, niente di quello che ci circonda esiste. Niente forme, colori, ombre. Niente cinema. Lo sappiamo bene, ma fa effetto leggerne la conferma nelle parole di Naomi Kawase dalle note che accompagnano Radiance (titolo internazionale del bellissimo Hikari dell’originale giapponese), che sottolineano ed enfatizzano proprio questo aspetto, che spiegano come lei stessa se ne sia resa conto nell’approccio alla videocamera.

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Okja di Bong Joon-ho (Recensione di Luca Liguori su Movieplayer.it)

Mentre in tutto il mondo si discute della querelle tra Netflix e il Festival di Cannes, uno dei film della discordia, Okja, si mostra finalmente alla stampa e al pubblico presente sulla Croisette. Quegli stessi spettatori che ormai si dividono in due fazioni opposte, fischiando o applaudendo il logo della propria “squadra” proprio come se fosse una competizione nella competizione. Vincerà la Palma d’oro questo film di Bong Joon-ho? Molto probabilmente no, ma non (necessariamente) a causa delle dichiarazioni e della politica del presidente della Giuria Pedro Almodóvar.

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Blade of the Immortal di Takashi Miike (Recensione di Antonio Cuomo su Movieplayer.it)

Ci sono autori cinematografici che lasciano passare diversi anni tra un lavoro e l’altro, che studiano, esplorano e approfondiscono prima di tornare sul set. Altri che non sentono questa necessità, che passano da un progetto all’altro con una disinvoltura fuori dal comune, spinti da un vero e proprio bisogno di raccontare storie, di portare la propria visione al grande pubblico ed affrontare continuamente nuove sfide, con vivacità mentale ed approccio ludico all’arte di fare film.

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