Baywatch

Recensione in anteprima – La serie cult degli anni ’90 sbarca al cinema. Stessi i nomi dei personaggi ma interpreti diversi. Un film volutamente demenziale, oltre le righe, volgare, stupido, inconsistente, banale e ridicolo. Meglio restare con i bei ricordi della serie tv che, non era perfetta, ma, almeno, non era così inutile. Al cinema dall’1 giugno.

Sulle spiagge di Emerald Bay, in Florida, la sicurezza è assicurata da una squadra di aitanti bagnini capitanati dal tenente Mitch Buchannon, che non si limita però a tutelare i bagnanti e decide di indagare su un pericoloso giro di droga. Pur senza alcuna giurisdizione né ruolo legale, non si tirerà indietro nemmeno quando verranno a galla i primi cadaveri. Nel mentre Mitch deve gestire anche due difficili ingressi nel team: quello di Matt Brody, un campione olimpico caduto in disgrazia e che non sa davvero lavorare in gruppo, e quello dell’imbranato Ronnie, tutt’altro che aitante e nemmeno molto coraggioso, ma dotato di buon cuore oltre che di notevoli abilità informatiche.

Di Baywatch, la serie tv, rimangono solo due cose: i nomi dei personaggi e due degli interpreti originali, che, a dire il vero firmano la presenza solo per cavalcare quel marketing della nostalgia che ha già funzionato per i “Pirati dei Caraibi, la vendetta di Salazar” e altri film. Il resto è tutto cambiato. Ovviamente gli interpreti originali, ormai ultra quarantenni e cinquantenni non avrebbero potuto reggere spiagge, sole, mare come ai vecchi tempi e, da qui, la sostituzione con i bellocci del momento: Dwayne The Rock Johnson, Alexandra Daddario, Zac Efron su tutti.

Nemmeno l’ambientazione, anzi la località è più la stessa. Si passa dall’originaria California a un’anonima Florida, in pratica, si cambia oceano senza batter ciglio. Niente, della vecchia atmosfera del serial tv viene risparmiato dal massacro di sceneggiatura, interpretazione e regia.

L’incipit lo dice chiaramente allo spettatore: qui non si tratta di un film, nemmeno di una parodia, qualcosa di diverso, che va oltre, che mescola senza ritegno e rigore diversi registri narrativi. Insomma qualcosa di nuovo ma effettivamente un blob inconsistente che alterna momenti demenziali a scene thrilling, momenti finto sexy a scene d’azione illogica.

Vedere Dwayne Johnson accorrere per un salvataggio con alle spalle la granitica scritta che da’ il nome al film rende subito l’idea davanti a quale estremizzazione, non voluta e venuta male, si è davanti. La prima mezz’ora tutto sommato scorre abbastanza velocemente con una serie di clichè vecchi quanto il mondo: l’atleta supervincente ma caduto in disgrazia, la bella e formosa allieva, il nerd che sbava per la supersvestita ma non troppo bagnina, il superpalestrato a capo di tutto e molto simile al “Toretto” di Fast & Furious.

La prima parte risulta la più accettabile, a tratti divertente, con gag disseminate qua e là che non troveranno poi risoluzione nel proseguimento della vicenda, servono a far ridere, ci riescono un po’ ma poi cadono nella volgarità spinta, inutile, senza senso e strabordante sebbene, bisogna dirlo, a parte una scena, nulla vi è di nudo contrariamente a quanto si pensi.

Vicini all’ora dall’inizio cercherete l’orologio convinti di essere quasi alla fine delle due ore e invece no. Purtroppo il film continua la sua inesorabile discesa negli inferi, anzi, meglio, tutto il film affonda negli abissi illogici di apnee di minuti interminabili, scene al rallentatore forzato, banalissime motivazioni trite e ritrite dei presunti e veri villain, ecc ecc. C’è di tutto e di più ovviamente condito con battute che farebbero impallidire il più convinto dei maschilisti, con allusioni esplicite che solleverebbero le ire delle femministe e tutta una serie di involontarie parti anatomiche messe in bella mostra sebbene sempre coperte dal microcostume.

Per ora, dopo 5 mesi dall’inizio dell’anno e a due mesi dalla fine della stagione cinematografica canonica, si può dire, senza grandi problemi che questo “Baywatch” può essere considerato come il peggior film dell’anno. Speriamo di non essere smentiti perché vorrebbe dire vedere un film peggiore. Sta di fatto che Zac Efron e Alexandra Daddario non sono nuovi a questo record. Il primo ha intepretato “Nonno scatenato” e la bellissima Alexandra invece è reduce dal flop di “San Andreas”.

Salverei solo l’interpretazione di Jon Bass, forse perchè un po’ tutti ci riconosciamo in lui. In ultimo bisogna avvisare che è già pronto un sequel.

Voto: 3,3 (per ricordarsi come dicevano i “TreTtre”: “A me me pare na’ str…a”)

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