Free Fire

Recensione in anteprima – Torino 34 (2016) – Con Free Fire ben Wheatley chiude l’edizione del 2016 del Torino Film Festival. Un film divertente e vecchio stile, con un tocco ironico e personaggi ottimamente scritti e interpretati.

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Boston, anni ’70. Frank e Chris sono membri dell’IRA in cerca di mitragliatori M-16. Devono incontrare dei contrabbandieri, guidati dal sudafricano Vernon, per valutare lo stock in loro possesso, mentre Justine e Ord sono mediatori della transazione. A causa di una coincidenza e dei caratteri bollenti di alcuni elementi delle due gang nel giro di breve tempo parte uno sparo e il meeting degenera in una lotta all’ultimo sangue tra gang rivali.

Sharlto Copley, Armie Hammer, Brie Larson, Cillian Murphy, Sam Riley, Michael Smiley, in pratica un cast stellare, aggiungiamoci un vecchia fabbrica abbandonata, tante armi, tonnellate di ironia e la pessima mira di tutti quanti. Ecco Free Fire, a metà tra uno videogioco sparatutto e un film gangster tipicamente anni 70.

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Il film dura 90 minuti metà dei quali vengono destinati a una interminabile e articolata sparatoria tra i presenti. Detta così potrebbe far apparire “Free Fire” come un film noioso e ripetitivo ma così non è. Lungi dall’essere un capolavoro e lontano dal poter essere ricordato per qualche originalità, ha il pregio di ripetere scene scontate in modo divertente e ben organizzato. La mira pessima di tutti i presenti è ulteriore motivo di disperato sorriso mentre la caratterizzazione dei personaggi, caricati pesantemente da stereotipi, innesca una serie di alleanze mobili tra i presenti che rendono molto dinamica l’intera pellicola.

La sceneggiatura concentra tutti i maggiori dialoghi nella prima parte, durante lo contrattazione per le armi, scena ben realizzata tra frasi di circostanza, atteggiamenti da gangster gigioneggiati, sguardi e silenzi fintamente da duri. Durante la sparatoria poi è un susseguirsi di battute anche politicamente incorrette.

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Tutto il cast sembra essersi divertito a girare le scene e a impersonare dei personaggi creati come macchiette superelaborate. Vestire i panni di personaggi così netti ed esagerati nel vestiario, nei capelli, nei baffi e negli atteggiamenti è stata una bella prova da parte di tutto il cast. La produzione è riuscita a creare un gruppo di bravi attori che hanno saputo dare spessore a personaggi che non era facile far risaltare dalla sceneggiatura.

90 minuti di follia poliziesca, di thriller tattico e tendenzialmente statico, di sparatoria divertente dove oltre alle pallottole vagano per tutto il capannone abbandonato le frecciatine tra un personaggio e l’altro tra un’etnia e l’altra. Sfociando anche un po’ nello splatter e in scene più da cartoon il film è un ottimo intrattenimento confezionato con un buon ritmo.

Voto: 7,2

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