I perdenti non ridono mai (Script)

I perdenti non ridono mai

di Alessandro Logli e Flavio Ranghiasci

  1. INT. PALESTRA e IMMAGINI DI REPERTORIO – GIORNO

Uno sparo annuncia l’inizio del Palio del Golfo. Le barche partono.

VALENTINO (F.C.)

Sono l’ingranaggio di un orologio perfetto.

Le lancette di un cronometro scandiscono il passare dei secondi.

VALENTINO (F.C.)

I remi sono le lancette che scandiscono ogni secondo.

Un remo tocca l’acqua, si ferma per un istante, poi il “tac” della lancetta lo fa ripartire.

VALENTINO (F.C.)

Un anno di sacrifici si consuma in pochi minuti…

Una candela si consuma, la cera cola sui bordi.

VALENTINO (F.C.)

… e pochi istanti separano i vincenti dai perdenti.

Immagini del testa a testa tra due barche alla fine del Palio.

VALENTINO (F.C.)

Ma la distanza è abissale, perché il palio o lo vinci… o sei uno dei tanti.

Valentino si allena su un vogatore, mentre il cronometro continua a segnare i secondi.

VALENTINO (F.C.)

Conosco la sensazione che si prova a sparire tra una folla in cui svetta qualcun’altro.

La folla festeggia sul molo.

VALENTINO (F.C.)

Perché i vincenti esultano.

Ma i perdenti… non ridono… mai.

I vincitori del Palio festeggiano.

Una mano fa scattare il cronometro: è l’allenatore di Valentino. Guarda il cronometro sbalordito facendo intendere, con un gesto della mano, un tempo da record. Si congratula con Valentino battendogli il cinque.

VALENTINO (F.C.)

Ma stavolta non sarà un problema mio.

Questa sarà la volta buona…per ridere.

La frase finale di Valentino apre la scena seguente, con l’eco dell’ultima parola, “ridere”, che riecheggia.

  1. EST. PORTO – GIORNO

Valentino è seduto su uno scoglio accanto al mare: la sua espressione è vuota, fredda.

Sul molo esultano, con i loro sostenitori, i vincitori del Palio: quattro ragazzi e un bambino. Vediamo sequenzialmente, come delle foto segnaletiche, il volto di ciascuno di loro in PRIMO PIANO.

Valentino fuma, il suo sguardo è perso, vitreo.

Si sente solo il rumore del mare.

  1. EST. BAR – GIORNO

Valentino è seduto al tavolo di un bar di fronte al porto con i compagni di borgata.

Valentino si estranea, gli altri parlano.

COMPAGNO 1

(accende una sigaretta)

Belin, è una marea che non vivo per sta cazzo di gara!

COMPAGNO 2

Evita! Lucia ormai crede che ho fatto voto di castità! E poi per cosa!?

COMPAGNO 3

Per un fottuto secondo posto! Per solo qualche decimo…

COMPAGNO 4

E fatela finita! Stasera andemo a Lerse, e con la sbronza che ci prendiamo, altro che palio! Ci dimentichiamo pure come ci chiamiamo!

Valentino nota a distanza una ragazza. Sembra conoscerla.

COMPAGNO 4

No, Vale!? Ci buttiamo su Lerici?

Ci facciamo due risate!?

VALENTINO

Ma vaffanculo.

Mentre i compagni si lamentano tra loro per la sua risposta, Valentino si alza e si avvicina alla ragazza: è ANGELICA.

Lei lo abbraccia, lui ricambia senza enfasi.

ANGELICA

Ti rifarai. Se non è stato questo, sarà il prossimo. Lo vincerai.

VALENTINO

Non è possibile… è finita così…

Non ce la faccio.

ANGELICA

Nessuno ce la fa mai, da solo. Dai… parla! Sfogati! Incazzati!

VALENTINO

Non ci riesco, davvero.

Valentino si siede su un muretto, portandosi le mani alla testa.

Angelica gli si avvicina, gli accarezza i capelli e lo abbraccia da dietro.

ANGELICA

Ti ricordi quand’eri negli Junior e ti hanno squalificato? Eravate i più forti, ma ha sbagliato il timoniere. Quante gliene hai dette a quel povero bambino? Non sei uscito di casa per una settimana… Poi quando ci siamo visti, ti ho chiesto se ce l’avevi ancora con Carletto e tu hai risposto: “E chi cazzo è Carletto?”.

(ride)

E ci abbiamo riso su.

Alla parola “riso” Valentino, cambia espressione.

ANGELICA

Hai voluto fare il duro e a quanto pare ha funzionato. Vedrai che anche stavolta ci riderai su.

Alla parola “riderai” Valentino si incupisce. Guarda Angelica, si alza e se ne va.

ANGELICA

Vale! Dove vai?

Vale!

Valentino se ne va ma viene bloccato da una mandria di persone (genitori, allenatore, passanti) che vogliono consolarlo, finché le loro parole non diventano un vociare progressivamente più intenso e indistinto, a tal punto che Valentino si porta le mani ai capelli, e poi le sposta a tappare le orecchie.

  1. INT. SPOGLIATOIO – GIORNO

Delle mani giocherellano nervosamente con un portachiavi a forma di barca. Sono quelle di Valentino, seduto nello spogliatoio, da solo. Sulla panca ci sono la sua borsa e il suo accappatoio.

Dopo qualche istante un rumore distoglie l’attenzione di Valentino dal gioco nevrotico: un cellulare, sulla panca dello spogliatoio, inizia a squillare.

Valentino sente un vociare proveniente dall’esterno della stanza.

VINCITORE 1 (F.C.)

Che testa, mi sono pescato dentro il telefono…

Valentino si alza in piedi. Ascolta, immobile.

VINCITORE 2 (F.C.)

Dai, ci si vede al bar…

VINCITORE 1 (F.C.)

Oh, e un attimo!

Torno subito, mica sparisco.

Valentino va a nascondersi nelle docce.

VALENTINO (F.C.)

Non voglio vedere nessuno…Voi capirete.

Il ragazzo entra nello spogliatoio.

Vede sulla panca il telefono, che sta ancora squillando. Lo prende e risponde.

VINCITORE 1

Oh, grandissimo! // Sì, abbiamo vinto! // Madonna, ha gasato una marea… Li abbiamo bruciati alla fine, ste mezze seghe. // Ascolta, devo andare, ci vediamo stasera, che si festeggia! // Vai tranquillo, ciao frè!

Valentino, nascosto dietro l’angolo, cambia espressione capendo che la persona entrata nello spogliatoio è uno dei vincitori del Palio. Stringe i pugni per la rabbia, scivola maldestramente sul pavimento bagnato e casca a terra con un tonfo.

Il vincitore sente il rumore e si preoccupa.

VINCITORE 1

…C’è qualcuno?

Il vincitore si reca nelle docce e vede Valentino seduto a terra in una situazione quasi paradossale. Si tranquillizza alla scoperta dell’identità dell’estraneo.

VINCITORE 1

Ah, ma sei te!

Belin, mi hai fatto prendere un colpo!

(osserva perplesso Valentino)

Che fai, ti seghi nelle docce?

Il vincitore aiuta Valentino ad alzarsi.

VINCITORE 1

Dai frè, alzati…

Non c’è bisogno che ti inchini quando passo.

Valentino torna in silenzio alla sua borsa mentre l’altro continua a provocarlo.

VINCITORE 1

E poi la doccia l’hai già fatta… e pure fredda!

Valentino ha ancora il portachiavi in mano. Non risponde e frettolosamente sistema l’accappatoio e la sua roba nella borsa.

VINCITORE 1

Non sai perdere, sei un preso male!

Fattela una risata ogni tanto!

Al sentire la parola “risata”, Valentino stringe con forza il portachiavi e ha una reazione sproporzionata, colpendo l’altro alla testa con l’oggetto appuntito. Il vincitore cade a terra e Valentino, ormai fuori di sé, infierisce sul corpo, finendolo a pugni.

Si sente bussare alla porta dello spogliatoio.

VINCITORE 2 (F.C.)

Oh, ma sei vivo?

Entra nello spogliatoio un altro dei vincitori del Palio, lo riconosciamo.

Nota il cadavere e, terrorizzato, gli si avvicina.

La porta si chiude bruscamente.

Valentino, nascosto dietro la porta, coglie l’altro di sorpresa. E lo strangola con il cordino dell’accappatoio.

  1. EST. SPOGLIATOIO – GIORNO

Valentino esce dallo spogliatoio.

VALENTINO (F.C.)

E ora come li sposto, ‘sti due fenomeni?

Arriva Angelica.

ANGELICA

Dov’eri finito? Cercavo proprio te!

Devo correre da mia mamma. Appena ho fatto ti scrivo…

(guarda Valentino e sorride)

Ti vedo meglio… sei più rilassato! Vedi che a sorridere non muore mica nessuno?

Angelica bacia Valentino.

ANGELICA

A dopo.

Angelica se ne va, rivelando una carriola, prima celata dalla sua presenza.

Valentino la guarda massaggiandosi il mento.

  1. EST. PORTO – NOTTE

Valentino butta i due cadaveri, con agganciati alla cintola i pesi da sub, in mare con la carriola.

  1. INT. VASCA DELLE MUTE – NOTTE

Valentino si trova alla vasca delle mute, dove affoga il terzo vincitore.

  1. EST. PORTO – NOTTE

Valentino butta il cadavere del terzo vincitore in mare con la carriola.

  1. EST. STRADA LA SPEZIA – NOTTE

Valentino sta fumando una sigaretta appoggiato al muro. Passa il quarto vincitore, il timoniere. Il bambino. Tra i due c’è un cenno di saluto.

Valentino guarda in camera e sorride in modo esagerato e plateale.

  1. EST. PORTO – NOTTE

Valentino sta maneggiando la sua borsa, dalla quale estrae i pesi da sub. Va verso la solita carriola, dove si trova il quinto ed ultimo vincitore.

Valentino alza la carriola e si dirige verso il mare per gettare il corpo.

Improvvisamente il vincitore si risveglia.

VINCITORE 5

Ma che cazz…

Non conclude la frase, perché Valentino lo finisce colpendolo in testa con un remo.

  1. INT. SALA PREMIAZIONE – GIORNO

La mano di Valentino giocherella con la solita “barchetta” in primo piano, dopodiché la visuale si allarga e mostra Valentino all’interno della sala di premiazione con tutti i presenti.

VALENTINO (F.C.)

Tanta fatica per una coppa, e non poterla alzare. Ora sapranno cosa vuol dire… dovunque siano. Non ci sono vinti se non ci sono vinc…

La voce di Valentino si ferma perché il ragazzo nota a poca distanza da lui il bambino, timoniere della brigata che ha vinto il Palio.

Valentino lo fissa, il bambino lo guarda. Per qualche secondo i due si squadrano.

VALENTINO

(rivolto al bambino)

Bu.

Il bambino scappa a gambe levate, terrorizzato.

VALENTINO (F.C.)

(rimarcando la frase)

Non ci sono vinti se non ci sono vincitori. Nessuno che svetti, nessuno che applauda… Voi capirete, non potevo perdermelo.

Scorrono le immagini dei presenti, tra cui Angelica, accanto a Valentino, e le persone sul palco, tra cui il presentatore che sta parlando al microfono.

PRESENTATORE

…quanta bella gente che vedo in sala questa sera! Stasera premiamo i vincitori di quest’edizione del Palio del Golfo!

I presenti applaudono.

Valentino mostra un’aria soddisfatta e compiaciuta.

PRESENTATORE

Ma c’è dell’altro, una clamorosa novità che rende quest’edizione del palio ancora più straordinaria. Quest’anno, in collaborazione col sindaco e col nostro sponsor, la Bertacchini Carriole, che ringraziamo…

(applausi)

…abbiamo deciso di aggiungere un altro premio. Stasera vogliamo omaggiare anche la squadra che, secondo noi, ha maggiormente incarnato i valori di correttezza, professionalità e sportività che caratterizzano da sempre questa gara. Stasera inauguriamo il Premio Fair Play!

Valentino cambia espressione, passando ad un’aria incredula.

VALENTINO

Non è possibile… altri vincitori.

ANGELICA

Sei tu.

Valentino guarda Angelica.

ANGELICA

Sta’ a vedere.

Valentino ora mostra un’aria ancora più avvilita.

PRESENTATORE

Quest’anno sono arrivati secondi, per pochissimi decimi. Sono stati sfortunati, malgrado l’ottima prestazione…

Valentino incrocia lo sguardo di Angelica che gli sorride e, portandosi le dita agli angoli della bocca, esorta anche lui a sorridere.

PRESENTATORE

… nonostante tutto non si sono mai arresi, mostrando sempre un comportamento esemplare, dentro e fuori dalla competizione.

Mentre il presentatore pronuncia queste parole, scorrono le immagini al rallenty degli omicidi di Valentino, accompagnate da una colonna sonora.

PRESENTATORE

Certamente ci riproveranno l’anno prossimo, ma noi stasera vogliamo premiarli. Vince il Premio Fair Play di quest’edizione del Palio del Golfo… il SAN RAGANO!

Valentino e i compagni salgono sul palco.

Una bella ragazza sta per consegnare la coppa alla borgata, ma Valentino gliela strappa di mano. Valentino alza la coppa esultando e urlando a squarciagola.

I compagni tentano di farsi passare la coppa, ma lui li allontana. Al secondo tentativo dei compagni, Valentino li minaccia facendo il gesto di dare un pugno. I compagni rinunciano, spaventati.

PRESENTATORE

Complimenti al San Ragano… Ve la siete meritata, ragazzi! Ora, rimanete pure qui, per celebrare, tutti insieme, i vincitori del Palio.

Valentino si sposta dal centro del palco e continua ad esultare raggiante alzando al cielo la coppa.

PRESENTATORE

Vince quest’edizione del Palio del Golfo… il FOSSIMMARE!

Il pubblico applaude. C’è un momento di silenzio e stupore, perché nessuno si presenta.

Valentino cerca di trattenersi dal ridere, dopodiché strappa la coppa dei vincitori dalle mani del sindaco, e alza entrambe le coppe esultando ancora più sfrenatamente di prima. Il silenzio dei presenti denota l’incredulità generale.

PRESENTATORE

Ma che fai?

(poi, rivolgendosi alla folla)

Dove sono i vincitori?

Valentino si impossessa del microfono.

VALENTINO:

IO SONO I VINCITORI!

…in modo che non ce ne siano più. Mai più.

Il pubblico rumoreggia.

Poi Valentino, ormai totalmente fuori controllo, si lascia andare ad una risata sfrenata.

VALENTINO:

Lo so, lo so… Siete perplessi. Scommetto che vi state chiedendo dove sono quelli del Fossimmare. Stasera avranno ben poco da festeggiare. Non verrà nessuno, ci sono solo io. Quell’assurdità di dover avere per forza qualcuno da acclamare o da compatire… Vi ho liberato, non c’è di che!

(fa un inchino)

Io sono il vostro salvatore… lo capite?

Nessuno ha il coraggio di intervenire.

Il vociare tra il pubblico cresce.

Valentino vede tra il pubblico un uomo che sta parlando all’orecchio del suo vicino.

VALENTINO:

Quel signore in seconda fila sta pensando a come portarmi in trionfo! Sì, sì, lei, proprio lei… Sono lusingato ma… IO NON VOGLIO VINCITORI!

Il pubblico è sempre più rumoroso e allibito.

VALENTINO:

Ma come… Non mi ringraziate?

Ingrati… Non siete degni di un benefattore come me. Voi volete il vincente, desiderate quello che spicca… ambite ad essere questo. Io vi ho portato qualcosa di più: vi ho portato l’uguaglianza! Chiedetelo a quelli del Fossimmare… sempre ammesso che rispondano.

(ride)

Parità, per tutti! Io li ho salvati da questo teatrino di finta ammirazione.

Lo capite o no?

Valentino si prende un’altra pausa, più lunga, come se aspettasse davvero una risposta.

VALENTINO:

Non ci arrivate proprio… Ma io sì.

Ho capito che non voglio… queste…

Valentino getta le coppe per terra.

VALENTINO

(fa roteare l’indice in aria):

… tutto questo.

Ve lo potete tenere.

Valentino si ferma qualche secondo. Fa per andarsene ma inciampa nei cavi del microfono in modo maldestro, cadendo a terra.

I presenti, prima allibiti, ora faticano a trattenersi dal ridere. L’uomo in seconda fila non riesce più a resistere e scoppia in una risata sguaiata. Tutta la folla lo segue.

Valentino guarda tutti i presenti, tranne Angelica, ridere quasi fino alle lacrime. Perplesso si riavvicina al microfono e, ormai rassegnato:

VALENTINO:

Che cazzo c’è da ridere?

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