Tommaso

Recensione in anteprima – Venezia 73 – Fuori concorso – Secondo film da regista di Kim Rossi Stuart che è anche interprete principale e sceneggiatore. Buone le interpretazioni delle attrici Jasmine Trinca, Cristiana Capotondi e Camilla Diana. Il film esce nelle sale l’8 settembre.

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Dopo una lunga relazione, Tommaso riesce a farsi lasciare da Chiara, la sua compagna. Ora ad attenderlo pensa ci sia una sconfinata libertà e innumerevoli avventure. E’ un attore giovane, bello, gentile e romantico ma oscilla perennemente tra slanci e resistenze e presto si rende conto di essere libero solo di ripetere sempre lo stesso copione: insomma è una “bomba innescata” sulla strada delle donne che incontra. Le sue relazioni finiscono dolorosamente sempre nello stesso modo, tra inconfessabili pensieri e paure paralizzanti. Questa sua coazione a ripetere un giorno finalmente s’interrompe e intorno a sé si genera un vuoto assoluto. Tommaso ora è solo e non ha più scampo: deve affrontare quel momento del suo passato in cui tutto si è fermato.

“Tommaso”, seconda opera da regista di Kim Rossi Stuart non passa inosservato, non fosse altro per quel manifesto che, guardato attentamente, rivela un sotto disegno, provare per credere. Non passa inosservato neppure per il trittico di belle attrici che annovera nel cast, elemento fondamentale della trama del film. Purtroppo non passa inosservato nemmeno per il semplice fatto che ha diviso la critica e ha raccolto più pareri negativi che positivi.

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Il film non passa inosservato ma verrà dimenticato abbastanza presto. Una pellicola forse troppo incentrata su Kim Rossi Stuart nel bene e nel male. Lui scrive, dirige e interpreta pure. L’interpretazione è buona ma non sempre, la direzione è a tratti sufficiente, la sceneggiatura presenta una commistione di stili che vorrebbero essere commedia ma non lo diventano.

Se è credibile un quarantenne con i suoi dubbi, i suoi logorroici pensieri, il suo egocentrismo e le sue paure, risulta invece poco attenta la caratterizzazione dello stesso Tommaso di cui sappiamo poco o nulla se non quello spicchio che ci deve interessare nel film. Troppo poco per giustificare poi dei viaggi onirici che mal si incastrano in una regia classica che fino a quel momento si era comportata in modo discreto.

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Un discorso importante bisogna farlo relativamente al cast femminile: Jasmine Trinca, Cristiana Capotondi e Camilla Diana oltre ad essere bellissime danno prova delle loro abilità recitative. Scoprono i loro corpi rendendoli funzionali alla trama ossessiva di Tommaso e danno movimento alla vicenda soprattutto nelle scene riguardanti Sonai (Camilla Diana).

Probabilmente c’è molto “Kim” in Tommaso ma c’è anche molto “Nanni Moretti” dei primi tempi, quello del logorroico protagonista di “Bianca” o del giocatore di “Palombella rossa” giusto per citare i due riferimenti più evidenti in un personaggio, Tommaso, che lo ricorda anche fisicamente, nei gesti, e in quella nevrosi del continuo comunicare e parlare dei propri problemi in modo personale ma estraneo allo stesso tempo.

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“Tommaso” non convince totalmente anche se si lascia guardare. Nulla di eccezionale quindi e, anche in questo caso, la prima impressione deve essere ridimensionata di qualche punto decimale.

Voto: 5,5

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