The light between oceans

Recensione in anteprima – Venezia 73 – In concorso – Diventa film l’acclamato romanzo omonimo che ha segnato l’esordio di M.L.Stedman. A portarlo al cinema (e al Lido) Cianfrance con protagonisti Michael Fassbender e Alicia Vikander. Da febbraio 2017 nelle sale.

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Sinossi: Su una remota isola australiana, negli anni successivi alla Prima guerra mondiale, il guardiano del faro Tom e sua moglie Isabel, vedono cambiare le loro vite quando il mare spinge fino a loro una barca alla deriva con un morto e una neonata. Tom and Isabel sono una coppia già provata da due aborti e un bambino nato morto. Dopo le prime resistenze di Tom, i due decidono di crescere la neonata e di chiamarla Lucy.

Il passaggio da testo letterario a film non sempre è cosa vista di buon occhio e molte volte si parte prevenuti, consapevoli, che, molte volte, riprendere i ritmi e le atmosfere del libro non è possibile. Il film deve rispondere a una visione immediata e riassuntiva mentre il libro ha una lettura più dilatata. Pur non conoscendo, e non avendo letto il libro, possiamo certamente dire che il film presenta una lentezza e una melodrammaticità che, difficilmente, avrebbero determinato il successo del libro stesso.

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Un incipit interessante e tutto sommato intrigante ci catapulta ai confini tra due oceani e il faro di cui Tom (Michael Fassbender) è il custode rappresenta il suo esilio di silenzio dopo la guerra. Una luce che si fa guida attraverso il buio della sua anima buia e corrotta da tanta violenza vista durante il suo lavoro al fronte.

La poesia di questa avventura solitaria nell’animo di un uomo provato da tanta brutalità umana finisce abbastanza presto e finisce molto dell’interesse del film. Si passa a una storia d’amore abbastanza precipitosa (ma c’è da capirli, erano i primi mesi dopo la guerra e uomini e donne non avevano avuto molto tempo per stare assieme negli anni precedenti), coinvolgente ma stucchevole, divertente ma melensa e carica di quel dolciume tipico di un film oltremodo sentimentale.

Michael Fassbender stars as Tom Sherbourne and Alicia Vikander as his wife Isabel in DreamWorks Pictures poignant drama THE LIGHT BETWEEN OCEANS, written and directed by Derek Cianfrance based on the acclaimed novel by M.L. Stedman.

Come dalla sinossi l’affare si complica con una “visita” inaspettata che crea una famiglia all’apparenza perfetta ma che ha uno “scheletro nell’armadio” che farà cambiare registro nuovamente al film. Si tratta di un thriller camuffato al quale assistiamo e che viene gestito con una tragicità che non può lasciare indifferenti ma che evidenzia una sceneggiatura ripetuta. Anche le scene che riguardano il mare, il faro, l’isola sono belle ma stancanti perchè riproposte con ritmo lento.

A salvare il film la profonda e convinta interpretazione di Michael Fassbender e soprattutto, di una splendida Alicia Vikander. L’attrice svedese, recente premio Oscar come miglior attrice non protagonista per “Danish Girl” da prova, ancora una volta, di essere uno dei maggiori talenti emergenti di quest’ultimo periodo. Insieme creano una coppia che sprigiona alchimia ogni pié sospinto. Menzione speciale infine per la bambina Lucy (a 4-5 anni).

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Una buona fotografia e un continuo gioco di contrapposizioni tra due oceani, tra i due personaggi, tra due modi di vivere, tra due affetti che non debbono necessariamente annullarsi completano un quadro che poteva portare a un film più dinamico, più compatto e meno ripetitivo. La sceneggiatura infatti dimostra stanchezza e piena di silenzi che, molte volte, non sono funzionali all’economia del film.

Voto: 5,4

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