X-Men: Apocalypse

Recensione – Bryan Singer dirige un nuovo capitolo sui supereroi. La continuazione di quel bel risultato ottenuto con “X-Men Giorni di un futuro passato”. Film con ambientazione anni ’80 un po’ confuso, strabordante negli effetti speciali ma deludente dal punto di vista della sceneggiatura.

x_men_apocalypse_2Antico Egitto, En Sabah Nur, detto Apocalisse e venerato come un dio, sta per compiere il rito di trasferimento della sua anima nel corpo di un mutante che ha il potere di rigenerare le proprie ferite, ottenendo così l’immortalità, ma un gruppo di ribelli lo imprigiona sotto una piramide. Nel 1983, mentre il mondo è ancora in debito con Raven e il Prof. X per aver salvato il Presidente degli Stati Uniti e Magneto ha provato a rifarsi una vita e una famiglia mantenendo l’anonimato, un gruppo di fanatici risveglia dal suo riposo eterno Apocalisse, più che mai intenzionato a riprendere il posto che gli spetta sul trono del mondo.

Sequel, prequel, reboot, riavvio, puntate, parte 1,  2, 3 chi più ne ha più ne metta senza soluzione di continuità. “X-Men Apocalypse” è vittima di questa mania, moda, marketing e quant’altro possa definire una preoccupante deriva obbligata che molti cinecomics sembrano presentare. Il film sembra proprio implodere in questo meccanismo considerando la sua storia di riavvio con una nuova generazione di attori sempre dietro la direzione dello stesso regista che, per primo ha portato Xavier e compagni al cinema.

xmen_apocalypse_9_1Gli X-Men come un po’ tutti gli appassionati sanno,  costituiscono parte integrante dell’universo Marvel ma non prendono (per ora) parte al Marvel Universe creato dalla Disney. La Fox con questo nono film sui mutanti ha creato un proprio X-Men Universe nel quale poi far confluire e interagire i propri spin-off in vario modo e la scena/”presa in giro” presente in “Deadpool” ne è un esempio.

Forte di un’articolata serie di film, del regista che ha iniziato la serie, Bryan Singer tornato al timone e di una sceneggiatura solida solo a tratti il film è fagocitato letteralmente dai suoi esorbitanti effetti speciali. E’ sicuramente quanto rimane in mente del film a fine proiezione. Un baraccone di effetti visivi ipertrofico che vuole creare scene epiche ma che, molte volte, di epico non hanno nulla se non l’intenzione estremamente forzata.

Effetti speciali al massimo e sceneggiatura al minimo, con lo sviluppo dei personaggi accennato e solo in alcuni casi approfondito quel poco che basta a staccare il biglietto del minimo sindacale. In “X-Men Apocalypse” vengono presentate le versioni da adolescenti di Ciclope, Tempesta, Fenice, e la curiosità è stata proprio vedere come questi potessero essere incastrati all’interno della filmografia in coerenza con il loro sviluppo che già sappiamo. Tye SheridanAlexandra Shipp e Sophie Turner, quest’ultima la più convincente, fanno poco più di una comparsata all’interno dell’economia del film.

x-men-apocalypse-youngFigura centrale è Mystica, Jennifer Lawrence (Nemesis) che, dato l’Oscar sembra ricalcare il personaggio che l’ha resa famosa, quella Katniss che si erge a eroina e condottiera. Una strategia telefonata che sa di già visto.

Dopo quasi due ore e mezza di film “X-Men Apocalypse” non lascia il segno e si conferma nettamente inferiore al precedente capitolo che aveva convinto in intensità emotiva, in approccio ai personaggi e in creazione di interesse nello spettatore. Lo scontro finale, immancabile, e volutamente sopra le righe (si tratta pur sempre di un’ apocalisse) rimanda, probabilmente senza volerlo, a scene già viste in altri film Marvel & co.

Parla anche di famiglia questo cinecomic ma il discorso è talmente abbozzato che se ne intuiscono gli intenti ma non se ne conosce totalmente l’utilità. Molto più apprezzabile è l’approfondimento degli affetti nell’animo di Magneto, forse la figura che risulta meglio sviluppata nel film. L’interpretazione dei personaggi è difficile da giudicare perché troppe sono le scene nelle quali i vari attori e le varie attrici sono impiegate con trucco e con l’utilizzo di effetti speciali.

xmen_apocalypse“X-Men Apocalypse” risulta un film incompleto, lungo e deludente. Grazie ad effetti speciali e poco altro risulta appena sufficiente e aggiunge giusto qualche tassello alla storia del suo universo. Apprezzabile la miglior scena del film… uno slow motion nel quale Quicksilver salva tutti i suoi amici mutanti da un’esplosione improvvisa, la musica di sottofondo, prettamente anni ’80 completa il quadro.

Concludo con un altro paio di considerazioni relativamente a due citazioni degli anni ’80 quali il gioco Pac-Man e la serie tv “Supercar”, e soprattutto con la mia personale campagna a sostegno di Bryan Singer alla guida di un prossimo Star Trek, lui fan di vecchia data potrebbe rigenerarsi e instradare correttamente quel franchise.

Voto: 6,3

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