Comicon: tre giorni di fumetti, serie tv, cosplay & entertainment

Comicon Napoli 2016 – Il nostro inviato Gennaro ha partecipato alle giornate del Napoli Comicon 2016, giornate intense e interessanti, questo è il resoconto di quanto visto e provato.

Napoli_comicon_2016

Il titolo è una citazione/perifrasi del documentario Woodstock, cui partecipò anche un giovanissimo Martin Scorsese come montatore.

È passata una settimana eppure i ricordi sono ancora vividi nella mia mente: dopotutto, non capita a tutte le fiere del fumetto di vedere Don Rosa (l’erede di Carl Barks) che a Napoli ha presentato la versione definitiva del suo capolavoro La Saga di Paperone de’ Paperoni (Panini Comics), e gli attori di Outcast, la nuova serie ispirata a un fumetto di Robert Kirkman, l’autore di The Walking Dead, probabilmente, ora come ora, lo sceneggiatore di comics statunitensi più importanti.

E parlando di The Walking Dead: Lunedì l’interprete di Abraham, Michael Cudlitz, è stato ospite della kermesse.

Ed è stato ospite anche Adam Kubert, figlio del mitico Joe, famiglia che ha disegnato la Marvel e la DC Comics. E c’è stata la proiezione del primo episodio della nuova stagione di Games of Thrones e di Lo chiamavano Jeeg Robot, il film italiano che sta avendo successo crescente anche in giro per il mondo.

Napoli_comicon_2016_2

Con questi “semplici” colpi, il Napoli Comicon ha consolidato il suo prestigio. E ha avuto successo.

Anzi, dirò di più: sono ormai tre anni che frequento la fiera, da appassionato di fumetti (l’anno prossimo spero di andare come autore professionista… mi sto attivando in tal senso), e un mare di gente simile non l’ho mai visto: ho letto da qualche parte che si è superato il tagliando delle centomila presenze.

Non so se fossero centomila persone, ma in tutti e tre i giorni ho visto tantissime persone. Per farvi capire: vicino alla Mostra d’Oltremare, che ospita il Comicon, c’è lo Stadio San Paolo, lo stadio del Napoli.

Allo stadio, si raggiunge il tutto esaurito in occasioni come le partite di Champions o contro la Juventus o il Milan. E parliamo comunque di sessantamila o settantamila tifosi. No, per farvi capire.

Napoli_comicon_2016_3

Tutta questa fiumana di appassionati e non ha riempito la Mostra per i quattro giorni, nonostante il tempo inclemente (ha anche piovuto).

In effetti, il successo della manifestazione si poteva intuire fin da prima che aprissero i cancelli: una catena umana di gente che riempiva lo spiazzo antistante l’ingresso. Roba che se qualcuno si fosse messo in fila, sarebbe entrato dopo un’ora o due.

Tutta gente poi che ha anche occupato i prati dei giardini della Mostra d’Oltremare. Un’occupazione pacifica, beninteso, una Woodstock dell’entertainment.

Grazie comunque al mio accredito stampa, sono entrato prima che la fiera cominciasse ufficialmente. E ho potuto godermi gli ultimi momenti di preparazione dei ragazzi e delle ragazze degli stand.

Questi momenti mi hanno ricordato tanto la quiete prima della tempesta. C’è un silenzio surreale tanto è forte, sembra infinito, senza scherzi.

Napoli_comicon_2016_6

Poi la gente comincia a entrare, gira tra gli stand degli editori (dove può capitare di vedere Paolo Eleuteri Serpieri firmare un volume concentratissimo come se il mondo intorno non esistesse, o un fumettista come Horne che legge una sceneggiatura e lavora a tavole di prova), tra quelli dei rivenditori e delle fumetterie (da appassionato, mi son mangiato le mani per non aver approfittato delle tante occasioni: fumetti in buono stato e a prezzi più che convenienti), scatta le foto con i cosplay (facili e forse un po’ banali le scelte di Deadpool – la ragazza Deadpool però era molto bella, come bellissime erano le cosplay di Zatanna e Xena – , molto presenti quelle delle protagoniste della comedy 2 Broke Girls, non ho capito il senso di un ragazzo mezzo nudo e con i piedi scalzi, ma vabbè, sono cose che capitano) e gli autori (Milo Manara è stato fermato da due giovani fan mentre girava per le sale) e partecipa alle sessioni degli autografi: Don Rosa ha chiaramente spaccato, la gente ha formato file senza scherzi chilometriche per avere la firma e una foto con l’autore, disponibilissimo con tutti.

Chi è stato fortunato, dopo sorteggio, ha ricevuto l’onore di un suo disegno firmato. Ho visto il momento e, ragazzi, credetemi, è una cosa da raccontare ai nipoti. Credo basti questo.

Incredibile comunque che qualcuno, passando davanti alla lunghissima coda umana davanti allo stand senza fronzoli di Don Rosa, sia arrivato a dire: “Chi è Don Rosa?”. Come se qualcuno, mentre è a un festival rock, dice: “Chi è David Bowie?”.

Napoli_comicon_2016_5

È, purtroppo, il lato oscuro di una fiera che ha successo: gente che magari non ha nemmeno letto un fumetto in vita che cazzeggia in un ambiente che non è il suo. Posso capire che un ragazzino chieda a un autore dove si trovi lo stand tal dei tali (l’autore, naturalmente, casca dalle nuvole: non me lo sto inventando, l’ho visto accadere sotto i miei occhi allo stand della 001 Edizioni, la casa editrice di L’eternauta), ma non una tale dimostrazione di ignoranza.

Parlando di altro, parliamo di Outcast: le scene del serial che circolavano in loop (assieme a interviste a persone coinvolte, come Paul Azaceta, il disegnatore del fumetto) sugli schermi del panel Fox/Saldapress sono belle, se così si possono definire, e fanno capire che gli episodi saranno a tinte molto forti. Gli attori sono stati disponibili con tutti i fan: e sì che per arrivare al panel sono stati scortati da guardie del corpo che li circondavano manco fossero Obama e gli altri “grandi” della Terra al G8.

Napoli_comicon_2016_4

Patrick Fugit, il protagonista (Kyle Barnes), indossava una maglietta con il simbolo del Punisher: e devo dire che l’effetto non era affatto male. Wrenn Schmidt (Megan Holter) mi ha invece sorpreso per la grande somiglianza con Nicole Kidman, Philip Glenister (il Reverendo Anderson) ha una faccia simpatica e l’ho visto bere una birra mentre firmava gli autografi, in completa tranquillità. Reg E. Cathy (Giles) è stato forse il più divertente e alla mano: l’ho visto fermarsi mentre stavano andando nella sala stampa per scattarsi una foto.

Ci sono state anche delle mostre, molto interessanti: come quella dedicata al Magister di quest’anno, Silver, l’autore di Lupo Alberto: il Magister del prossimo anno sarà Roberto Recchioni, la punta di diamante della Sergio Bonelli Editore, che ha portato quest’anno alcuni dei suoi autori più interessanti (come Paola Barbato e Claudio Chiaverotti).

La prossima edizione si terrà dal 28 aprile al 1° maggio 2017. E si può scommettere che sarà un altro successo.

Commenti