Cannes 2016: “Risk” di L.Poitras e “Personal Shopper” di O.Assayas

Cannes 2016 –  Grazie a Cinefile.biz abbiamo una finestra sulla 69esima edizione del festival di Cannes. Vi proponiamo la recensione sul posto, del film di Laura Poitras (Quinzaine) e del film di Olivier Assayas (In concorso).

Cannes-2016-poster-coverRecensione di altri due film dal festival di Cannes. Grazie all’inviato, sul posto di Cinefile.biz

risk-laura-poitras“Risk” di Laura Poitras

Londra, 2011. Julian Assange, fondatore di Wikileaks, è costretto a comparire davanti a un tribunale che deve decidere sulla sua estradizione in Svezia a seguito di un’accusa di violenza sessuale. Temendo che sia un pretesto per poi deportarlo negli Stati Uniti, Assange decide di chiedere asilo politico all’Ecuador…

Premio Oscar per il documentario su Edward Snowden Citizenfour, Laura Poitras porta alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2016 il film che ne completa ed estende il discorso. La storia di Julian Assange raccontata in questo Risk si interseca infatti con quella di Snowden, perché dove si conclude Risk inizia Citizenfour. Non solo dal punto di vista cronologico, ma anche da quello tematico: lo Snowden mostrato per buona parte di Citizenfour è prigioniero della sua camera d’albergo a Hong Kong, mentre al termine di Risk Julian Assange si ritrova prigioniero – per quattro anni! – delle poche stanza messegli a disposizione nell’ambasciata londinese dell’Equador. (Continua)

peronal_shopper2_h_2016“Personal Shopper” di Olivier Assayas

Maureen è la personal shopper di una famosa modella ma sta cercando di superare la morte del fratello gemello, che soffriva della stessa malformazione cardiaca di cui soffre anche lei. Ma Maureen è anche una medium, che sta aspettando un segno dall’aldilà da parte proprio del fratello scomparso…

Il film più odiato e dileggiato dalla stampa presente a Cannes 2016, Personal Shopper è in apparenza una curiosa commistione di generi ma in realtà una lunga e traumatica elaborazione del lutto, che manca però della lucidità di racconto che Olivier Assayas ha sempre saputo dimostrare. Il regista francese mette Kristen Stewart in scena da sola per buona parte della sua pellicola, com’è giusto che sia visto il tema, ma non riesce poi a trasmettere l’inquietudine che avvolge il personaggio né tantomeno a spaventare nelle scene più prettamente horror. Colpa anche dell’attrice statunitense, che non e’ ancora pronta a una prova così impegnativa, e non è detto che lo sarà mai. (Continua)

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