Cannes 2016: “American Honey” di A.Arnold e “The Neon Demon” di N.W.Refn

Cannes 2016 –  Il festival si è appena concluso ma Grazie a Cinefile.biz abbiamo l’opportunità di recuperare qualche altro film della 69esima edizione del festival di Cannes. Vi proponiamo la recensione sul posto, del film di Andrea Arnold (In concorso) e del film di Nicholas Widding Refn (In concorso).

Cannes-2016-poster-coverRecensione di altri due film dal festival di Cannes. Grazie all’inviato, sul posto di Cinefile.biz

shia-labeouf“America Honey” di Andrea Arnold

Star è un’adolescente dell’Oklahoma con una famiglia disastrata alle spalle. Un giorno incontra un gruppo di ragazzi che attraversa il Midwest statunitense vendendo riviste. Affascinata dal loro stile di vita, e soprattutto da uno dei ragazzi, decide di unirsi a loro…

Nel suo primo film statunitense la regista inglese Andrea Arnold racconta un pezzo d’America di cui si sa ben poco, per lo meno qui in Europa, e la presenta in concorso al Festival di Cannes 2016. Prendendo spunto da un articolo che il New York Times ha dedicato nel 2007 ai gruppi di giovani che viaggiano di città in città per conto di società non sempre particolarmente corrette nei confronti dei clienti e degli impiegati, la Arnold costruisce un film affascinante come costruzione visiva ma troppo monodimensionale per riuscire a mantenere alta l’attenzione dello spettatore per tutti i 160 minuti della sua durata. (Continua)

neon-demon“The Neon Demon” di Nicholas Widding Refn

La sedicenne Jesse arriva a Los Angeles con l’idea di fare la modella. Fa subito amicizia con una truccatrice ma viene presa in antipatia da tre modelle professioniste. Un importante fotografo vede però in lei una superstar delle passarelle, cosa che non aiuta la sua popolarità con le colleghe…

«Sembra un video di Robert Palmer girato da Dario Argento». Così un giornalista statunitense ha definito Neon Demon durante la conferenza stampa al Festival di Cannes 2016. Non è un paragone totalmente campato per aria, anche se in origine doveva probabilmente essere un complimento: questo decimo film di Nicolas Winding Refn è infatti caratterizzato da una musica pressoché costante e da una ricerca dell’estetica che va oltre l’esagerazione. E nient’altro. (Continua)

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